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Roberta Panetta

Le piccole cose della vita: recensione della serie Disney+ con Kathryn Hahn

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Le piccole cose della vita: recensione della serie Disney+ con Kathryn Hahn

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Non è mai troppo tardi per ricominciare e per smettere di avere paura del cambiamento: arriva su Disney+ la serie tv drama con Kathryn Hahn e Quentin Plair: Le piccole cose della vita

Se la serie tv Marvel Studios WandaVision è stata un successo, ed è considerata la cosa migliore della Fase 4 del Marvel Cinematic Universe, non è solo per la storia, per i supereroi, per la tematica di fondo. L’arma segreta di WandaVision è un’attrice di cui spesso non si ricorda il nome, ma che ha un grande curriculum alle spalle. È tempo oggi di celebrare l’immenso talento di Kathryn Hahn, protagonista dello show Hulu – qui da noi su Disney+ StarLe piccole cose della vita, disponibile per gli abbonati dal 7 aprile 2023.

Guarda il trailer di Le piccole cose della vita:

La trama di Le piccole cose della vita:

Basato sul bestseller di Cheryl Strayed, le piccole cose della vita segue Clare (Kathryn Hahn), una scrittrice in crisi che diventa una venerata giornalista titolare di una rubrica di consigli, anche se la sua vita sta andando a rotoli.

Quando incontriamo Clare per la prima volta nella serie, il suo matrimonio con il marito Danny arranca, la figlia adolescente Rae la allontana e la sua carriera di scrittrice, un tempo promettente, è ormai inesistente. Così, quando una vecchia amica scrittrice le chiede di sostituirla nella rubrica di consigli Dear Sugar, lei pensa di non avere il diritto di dare consigli a nessuno. Tuttavia, dopo aver assunto a malincuore il ruolo di Sugar, la vita di Clare si dipana in un complesso tessuto di ricordi, esplorando i suoi momenti più importanti dall’infanzia a oggi e scavando nella bellezza, nelle difficoltà e nell’umorismo delle sue ferite non rimarginate. Attraverso Sugar, Clare crea un vero e proprio balsamo per i suoi lettori – e per se stessa – per dimostrare che non siamo irrecuperabili, che le nostre storie possono in definitiva salvarci. E, forse, riportarci a casa.

La recensione di Le piccole cose della vita

“Sono sempre tre cose”, dice la nostra protagonista, Clare (Kathryn Hahn), verso la fine del secondo episodio di Le piccole cose della vita. “Sono la figlia di mia madre. Sono la madre di mia figlia. E sono una scrittrice, anche se non l’ho ancora realizzato.” Queste poche righe servono come una sorta di statement e anticipano ciò che sarà l’anima della storia della serie. Quando Clare si presenta a noi è in un momento in cui la sua famiglia, la sua carriera di scrittrice e la vita, in generale, sono, per dirla francamente, nel caos.

Sviluppando in modo orizzontale ciò che lo show Hulu vuole raccontarci, occorre partire da alcune celebri opere che, prima di Le piccole cose della vita, hanno catturato in maniera ineccepibile le complessità di una relazione madre-figlia: Lady Bird nel 2017 e Everything Everywhere All at Once nel 2022 sono due esempi di come si possa esplorare questo legame, e oggi la serie con Kathryn Hahn vanta una continuità in tal senso, perché se è vero che Clare è sia madre che figlia, è proprio questa sua duplice identità a essere al centro della narrazione.

le piccole cose della vita poster
Foto: Disney+

Dal romanzo alla tv

Piccole cose meravigliose, il best seller dell’autrice Cheryl Strayed, può essere definito come una raccolta di lettere che l’autrice riceve da mittenti anonimi e a cui risponde tramite la sua esperienza di vita. Ma sarebbe troppo banale per descrivere ciò che in realtà è. Esattamente come il romanzo, anche la serie tv ha il sapore di dolci confessioni tra amici. Quelle confidenze che si fanno in alcune notti in cui ci si sente troppo leggeri o troppo pesanti a seconda della situazione, quelle notti in cui le parole fuoriescono come bolle di sapone. Le lettere che Sugar (l’identità che Clare acquisisce nelle vesti di scrittrice che dispensa consigli) riceve hanno un retrogusto agrodolce, così cariche di significato, di amore, dolore, rabbia, perdono e tutti i sentimenti di cui è pervasa la vita.

Lettere che nella serie rappresentano uno specchio in cui identificare se stessi. Ogni spettatore, tra queste righe troverà (o ritroverà) una parte della propria anima, troverà ciò che stava cercando, qualche ricordo annidato chissà dove, o addirittura ciò di cui non sapeva di aver bisogno. E poi c’è lei, la Sugar di Kathryn Hahn, colei a cui questi “estranei” si affidano, colei che in prima persona ha vissuto sulla propria pelle il dolore, ma tramite e grazie ad esso è riuscita a trovarsi: quel dolore e quelle crisi che percorrono e attraversano gli individui destinati a diventare davvero grandi. La perdita di una madre a vent’anni, una giovinezza burrascosa e poi la pubblicazione dei suoi libri, un marito e una figlia da comprendere. Lei che riesce ad essere il faro, il punto di riferimento, l’ultimo appiglio per queste anime alla deriva che si sentono così sole da chiedere aiuto ad un’estranea, così sole da farsi amare da tutti noi. Essi raccontano esperienze così soggettive ma contemporaneamente universali e Sugar riesce ad accettare indistintamente le fragilità umane, partendo del presupposto che ogni vissuto emotivo ha una propria dignità e un proprio valore. Le sue parole e i suoi consigli in Le piccole cose della vita aprono ferite che non sapevamo di avere e scavano dentro di noi trasformandosi in una benedizione, convincendoci a liberare le nostre emozioni, a viverle fino in fondo per evitare che esse ci inglobino e si trasformino in sofferenza silenziosa.

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Foto: Disney+ | Hulu

Performance straordinarie

Proprio come Clare è perfetta per la rubrica Dear Sugar, Hahn è perfetta per interpretarla, anche se per chiunque abbia familiarità con il suo lavoro, questa è probabilmente una rivelazione meno sorprendente. Hahn ha sempre avuto la rara capacità di oscillare senza sforzo tra commedia e dramma, portando una quantità impressionante di sfumature ed empatia ai suoi personaggi, non importa quale o quanto grande fosse il ruolo. Anche qui balza senza difficoltà da un registro all’altro: in un certo senso, sembra che ogni progetto precedente abbia portato al ruolo di Clare, permettendole di combinare e mostrare la sua vasta gamma di abilità all’interno dello stesso personaggio.

Ma Hahn non è l’unica straordinaria. Sarah Pidgeon ha l’arduo compito di interpretare Clare durante la sua adolescenza e durante i suoi anni più tormentati, quando si sono verificati molti degli eventi che l’hanno profondamente plasmata: vale a dire, la malattia di sua madre. È quasi inquietante quanto bene si allineino i ritratti che le due attrici disegnano della protagonista, arrivando a fondere addirittura mimica facciale, voce e body language.

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Foto: Disney+ | Hulu

In conclusione

Considerando la forte carica emotiva, la buona fattura, l’ottima sceneggiatura, la cura dei dettagli e le performance attoriali, Le piccole cose della vita è un regalo. Un regalo inaspettato che va accolto con delicatezza. Uno show che si concentra sul cambiamento in quanto sfida: Sugar ci insegna che tentare di aprire un varco per permettere al dolore di scorrere via, in un certo momento, diviene necessario. E proprio come lo splendido materiale di partenza della Strayed, la serie Hulu utilizza la specificità per offrire commenti su esperienze universali e ha la capacità unica di ridurre gli argomenti più complessi a più semplici e risonanti. E quindi per questo, devo dire: grazie.

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