Dalle acque cristalline di Favignana alle Isole Eolie: il viaggio di Christopher Nolan nei luoghi che evocano ancora oggi il mito di Ulisse
Ci siamo anche noi in questo film. L’Italia non è stata scelta da Christopher Nolan soltanto per la straordinaria bellezza dei suoi paesaggi. Per un regista che ha sempre privilegiato scenografie reali rispetto agli effetti digitali, trovare luoghi capaci di trasmettere il senso del mito era una necessità narrativa prima ancora che estetica. Per questo motivo una parte importante di Odissea è stata girata tra la Sicilia e il Lazio, in territori che ancora oggi conservano un legame profondo con il poema attribuito a Omero e che, secondo numerosi studiosi, avrebbero ispirato alcune delle tappe del viaggio di Ulisse.
Le riprese italiane si sono concentrate soprattutto nell’arcipelago delle Egadi, nelle Isole Eolie e nell’area di Ostia, trasformando questi luoghi in scenari sospesi nel tempo, dove il Mediterraneo conserva ancora quell’aspetto selvaggio che Nolan cercava per raccontare il lungo ritorno verso Itaca.
Favignana: l’isola che molti identificano con la “terra delle capre” di Ulisse
Tra tutte le location italiane, Favignana è probabilmente quella che più ha attirato l’attenzione della produzione. L’isola maggiore dell’arcipelago delle Egadi è stata il cuore delle riprese italiane per diverse settimane e non è difficile comprenderne il motivo. Le sue coste frastagliate, il mare trasparente e l’assenza di grandi elementi moderni restituiscono un paesaggio sorprendentemente vicino all’immaginario del Mediterraneo antico.
La scelta, però, non è soltanto scenografica. Da tempo alcuni studiosi identificano Favignana con la leggendaria “isola delle capre” citata nell’Odissea, il luogo dove Ulisse e i suoi uomini approdano prima dell’incontro con Polifemo. Pur non esistendo prove definitive, questa interpretazione ha contribuito a rendere l’isola una delle candidate più affascinanti per ricreare il viaggio dell’eroe omerico.
Le riprese hanno interessato alcuni degli scorci più suggestivi dell’isola, tra cui Cala Rotonda, il porto di Favignana e il Castello di Santa Caterina, trasformati dalla troupe in ambientazioni capaci di evocare il mondo greco antico. Anche l’isolotto di Preveto è stato utilizzato per ricostruire un villaggio mitologico, mentre lungo la costa sono state impiegate imbarcazioni scenografiche costruite appositamente per il film.
Le Isole Eolie: dove il mito incontra davvero la geografia
Se Favignana richiama alcune delle tappe del viaggio di Ulisse, è nelle Isole Eolie che il legame con il poema diventa ancora più evidente. Lo stesso Omero cita infatti queste isole come la patria di Eolo, il signore dei venti che consegna a Ulisse il celebre otre destinato ad aiutarlo nel viaggio verso Itaca.
Christopher Nolan ha scelto di girare soprattutto tra Lipari, Vulcano e Panarea, sfruttando paesaggi che sembrano rimasti immutati da migliaia di anni. A Lipari le riprese si sono concentrate nei pressi degli scogli di Pietra Lunga e Pietra Menalda, oltre che nella zona della Pietra del Bagno, luoghi che molti studiosi collegano alle “rupe erranti” descritte nel dodicesimo canto dell’Odissea. Qui la produzione avrebbe ricreato alcune delle sequenze più spettacolari del viaggio di Ulisse, comprese quelle legate all’incontro con le Sirene.
Anche Panarea ha avuto un ruolo importante, in particolare l’isolotto di Basiluzzo, mentre sull’isola di Vulcano Nolan ha sfruttato la natura aspra e i paesaggi vulcanici, accentuandone l’atmosfera con l’utilizzo di fumo artificiale per conferire alle scene un carattere ancora più primordiale. Il risultato è un Mediterraneo lontanissimo dall’immagine turistica contemporanea e molto più vicino alla dimensione mitologica immaginata da Omero.
Ostia: il porto moderno trasformato in un approdo dell’antichità
L’ultima grande tappa italiana della produzione è stata Ostia, dove la troupe ha lavorato tra il porto turistico e l’idroscalo. A prima vista può sembrare una scelta insolita rispetto alle isole siciliane, ma proprio la presenza di ampi spazi portuali ha consentito alla produzione di ricreare scenografie navali complesse, trasformando il litorale romano in un autentico approdo del Mediterraneo antico. Nei dintorni sono stati coinvolti anche il territorio di Tivoli, alcune ex cave di pozzolana e il Parco Laghi dei Reali per specifiche esigenze di produzione.
La scelta di girare in location reali conferma ancora una volta l’approccio di Christopher Nolan, da sempre contrario a un utilizzo eccessivo della computer grafica. Come già accaduto in Dunkirk e Oppenheimer, anche in Odissea il paesaggio non rappresenta un semplice sfondo, ma diventa parte integrante della narrazione.
Ed è forse proprio questo l’aspetto più affascinante delle location italiane del film: non sono state selezionate soltanto perché spettacolari, ma perché custodiscono ancora oggi quel rapporto profondo tra storia, mito e natura che rende il viaggio di Ulisse incredibilmente vivo anche a quasi tremila anni dalla sua nascita.
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