Recensioni, Top News
Loki: recensione della serie Marvel pronta a decostruire il famoso villain
My Red Carpet

Loki: recensione della serie Marvel pronta a decostruire il famoso villain

Tags: disney plus, loki, marvel

Il prodotto del MCU che tutti stavamo aspettando: finalmente arriva Loki e, tra viaggi nel tempo e malvage illusioni, l’analisi del famoso “cattivo” si fa seriale?

Arrivati alla terza serie Marvel nel giro di sei mesi, in quanto a fan dei cinecomics e divoratori seriali, non possiamo che ritenerci pi? che soddisfatti. ? sorprendente come per? l?arrivo di Loki ci colga ancora una volta sbalorditi, pur essendo in qualche maniera temprati dalle potenzialit? che Kevin Feige e la sua banda hanno saputo dimostrare.?

Se l?eccezionalit? della creazione del personaggio era gi? stata assodata nel corso dei suoi dieci e pi? lunghi anni, la sola presenza di Tom Hiddleston e la popolarit? di un villain tra i pi? adorati dell?interno universo fumettistico non poteva certo dare per assodata la qualit? di una serie che si svolge su tutta altra linea temporale rispetto al MCU.

E proprio il tempo ? la dimensione in cui va snodandosi la serie, inserita in un vortice di rimandi e deviazioni in cui va capitando il suo protagonista, pronto alla ricerca di se stesso sotto molteplici punti di vista. Se con Avengers: Endgame il viaggio nel tempo era un escamotage che non solo ha suscitato le pi? alte perplessit?, ma ha movimentato con escapismo la narrazione della Marvel, in Loki le realt? extra-temporali sono il lavoro e il pane quotidiano di un?autorit? che regola l?universo e la sua Sacra Linea Temporale. ? una bolla totalmente altra a confronto con quella che avevamo conosciuto assieme ai personaggi marveliani, un?entit? governata da un sistema superiore che amministra i destini di tutti, a cui anche gli Avengers devono sottostare.

Chi ? davvero il Dio dell’inganno

? un?aria quasi sci-fi quella che Loki, in una cornice dal design anni Settanta, inizia a far intravedere con la sua prima puntata, stabilendo un percorso inedito per qualsiasi dei personaggi conosciuti finora, pronto a destrutturare il fratello cattivo dell?eroe salvifico Thor. Nel gi? imprescindibile rapporto con l?agente Mobius, di cui non possiamo che apprezzare la verve carismatica e ironica del suo interprete Owen Wilson, Loki attraversa una lunga presa di coscienza gi? dal principio analizzando il suo passato e, al contempo, la sorte che la sua linea predefinita gli ha riservato.?

Una comprensione di un s? che parte proprio da quelle illusioni di cui ? stato da sempre il Dio. Dell?inganno, della sofferenza, di una maschera che forse, con la serie, verr? buttata per dettare davvero i passi del proprio futuro.

Pur avendo da anni consapevolezza della corazza che Loki ha forgiato attorno alla propria persona, essendosi esposto pi? di una volta a favore di una bont? e correttezza che stona con il suo statuto da antagonista, il protagonista avr? modo con la serie a lui dedicata non di redimersi, ma di reinvestire delle abilit? che aveva in precedenza votato al male. Diventare re della terra, sovrano di Asgard ha richiesto da parte del dio tutta la convinzione che gli era necessaria: esercitare una forma di paura sugli altri per nascondere il timore che in realt? si prova. Farsi immorali e immortali di fronte a tutti quanti per non mostrare in verit? quanto si ? deboli.

Loki?e la complessit? di un cattivo?

Del primo episodio di Loki ? proprio il ruolo fin qui rivestito dal personaggio che verr? esaminato per una decostruzione che andr? mescolandosi alle promesse fantascientifiche e avventuriere delle sei puntate della serie – bisogna ricordare che nell’operazione su Disney+ conosciamo un Loki arrivato fino al primo Avengers del 2012, ignaro quindi degli stravolgimenti previsti da Thanos.?

Nelle parole del Mobius di Owen Wilson c?? tutta la meraviglia per cui Loki ? diventato nel tempo tra i divi del firmamento della Marvel: ?Un cattivo?, ?Io non la vedo cos?? risponde l?agente al Dio dell?inganno. Ma soprattuto ?Perch? un essere complesso come te vorrebbe soltanto comandare??. Come in precedenza WandaVision e The Falcon and the Winter Soldier, anche Loki si fa catalizzatore di una riflessione approfondita sull?interiorit? del personaggio, la quale con ogni probabilit? andr? ad influire nelle scelte che intraprender? nel corso della storia seriale. Quel ?complesso? che diventa cos? pi? di una semplice sete di sangue, in cui ormai ? difficile credere.

L?introspezione del personaggio c??, un?impostazione narrativa che non si vede l?ora di esplorare anche. Ma soprattutto un rimando, conscio o meno, a quel genere di serialit? fantascientifica che riporta al materiale temporale di un Signore del Tempo come Doctor Who, forse incredibilmente lontano dalla serie Marvel, ma le cui vibrazioni – in particolare per la grande guerra del multiverso – sembrano a portata di Tardis. Scoprendo gi? alcune chicche che Loki aveva lanciato col suo trailer come l?identit? di D.B. Cooper e con strizzate che vogliono ancora Mephisto nei paraggi della serialit? del MCU – dal ragazzino che indica la finestra con raffigurato il diavolo alle gomme che gli vengono donate, che l?autrice del prodotto avrebbero per? gi? smentito – la serie ? un ulteriore esperimento che la Marvel vuole offrirci. E che andiamo ad accettare con pieno entusiasmo.

Leggi anche:

Articoli recenti

omicidio nel west end
Film
Martina Barone
Omicidio nel West End: recensione del film con Saoirse Ronan
40-torino-film-festival
Eventi
Roberta Panetta
40° Torino Film Festival: Ugo Nespolo firma la meravigliosa immagine della nuova edizione