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Maid: la storia vera della serie Netflix e perché vederla
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Maid: la storia vera della serie Netflix e perché vederla

Tags: Maid, Margaret Qualley, netflix

La storia vera di Maid

Ci? che pi? scombussola della storia di Maid ? che si tratta dell?adattamento di un?autobiografia che Stephanie Land ha realizzato a seguito di un periodo incredibilmente turbolento della sua esistenza. La scrittrice ha infatti dovuto attraversare una serie di lavori sempre diversi per riuscire a mantenersi fin dalla giovinezza. Proprio come la sua Alex nella serie, interpretata da Margaret Qualley, anche Stephanie ? originaria dell?Alaska, terra che ha lasciato quando i suoi genitori hanno divorziato e dopo aver dovuto rinunciare al college a causa dei problemi economici.

Stephanie si ? trasferita poi a Washington, in cerca di un lavoro quasi impossibile da trovare e una bambina in arrivo all?et? di soli ventotto anni. La donna rimane incinta del proprio compagno soltanto quattro mesi dopo l?inizio della loro relazione e il rapporto ? portato a sfaldarsi velocemente a causa dell?abuso di alcol e ai problemi di rabbia dell?uomo. Finalmente arriver? il momento per Stephanie di prendersi cura di se stessa, decidendo di allontanare la figlia Mia da un ambiente violento e cercando ogni maniera per darle una vita diversa da quella che ha dovuto passare. Proprio come nella serie, anche la scrittrice ha lavorato per due anni pulendo le case delle persone ricche e, come fa dire anche alla sua protagonista nella serie, grazie a quella esperienza ha capito di non volerlo diventare, inseguendo perci? il proprio sogno e tentando di diventare una scrittrice.

Perch? vedere Maid

Ci? che la penna di Land ? riuscita a fare in questi anni prima di vedere riscritta in maniera seriale la propria storia ? stato descrivere le condizioni di povert? negli Stati Uniti restituendo verit? a coloro che si approcciavano ai suoi lavori e umilt? alle persone rappresentate in condizioni critiche. Stesso approccio che anche la serie ha scelto di utilizzare, mostrando senza pietismo la situazione di estremo disagio di Alex eppure non cercando mai il conforto o la compassione dello spettatore. Una visione che non fa di scene madri o strappalacrime il modo di osservazione dei personaggi di Maid, ognuno afflitto da tormenti non necessariamente legati a problemi economici, ma che influenzano comunque intrinsecamente la vita.

A sostenere questo senso di correttezza e comprensione ? in primo luogo la giovane Margaret Qualley, che non spinge mai la sua Alex oltre un registro che la renderebbe pi? afflitta e bisognosa di aiuto, bens? infonde nella ragazza il coraggio che solo chi ? in grado di poter realmente sopravvivere alle avversit? riesce ad inserire nei propri gesti e nelle proprie azioni. Un coraggio che la serie e la sua protagonista si trasmettono vicendevolmente, mostrandolo con orgoglio allo spettatore che non potr? che ammirare la determinazione di un personaggio che non ? solamente di fantasia o immaginazione, ma rimando a vicende problematiche che tutti i giorni tantissima gente deve fronteggiare e che in Maid sono il trampolino di lancio per un nuovo tipo di opportunit?.

Maid si rende insieme fotografia di avvenimenti davvero accaduti e rimaneggiamento in grado di permettere allo spettatore lo scorrere della serie. Un prodotto che vuole essere onesto con il proprio pubblico, evidenziando le battaglie che la donna ha dovuto passare, non dimenticando la sua funzione di esplorazione di tutti i personaggi e rendendoli partecipi di una rinascita che vediamo concretizzarsi attraverso uno schermo e che ci permette di credere che, in questo mondo, possiamo ancora salvarci.

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