Tra rabbia, musica e identità, Malavia dà voce a una generazione in cerca di spazio. Un coming of age crudo che guarda alla periferia senza filtri.
Malavia, il film di Nunzia De Stefano presentato alla 20ª Festa del Cinema di Roma 2025 nella sezione Freestyle, è arrivato al cinema. La pellicola è un coming of age che segue la storia di Sasà, un ragazzo di 13 anni proveniente da un quartiere malfamato di Napoli, con un sogno nel cuore: diventare rapper.
Una storia che tocca corde profonde, tra emozioni altalenanti e dolore, di cui abbiamo parlato con la stessa regista e il cast del film durante la conferenza stampa.
La conferenza stampa di Malavia, l’ultimo film di Nunzia De Stefano
Durante la conferenza stampa di Malavia, Nunzia De Stefano ha spiegato come è nata l’idea del film:
“C’è un disagio oggi nei giovani che vogliono avere voce ma non riescono a esprimersi. E da qui ho deciso di iniziare con Giorgio (Giorgio Caruso, il co-sceneggiatore, ndr) la scrittura di questo film”.
Un percorso che, come aggiunge Caruso, è stato lungo:
“È stato un viaggio molto lungo, dovevamo capire come inquadrare la storia, ci hanno dato una grande mano i rapper e i musicisti che abbiamo incontrato”.
Ne è nata così una storia articolata, che intreccia i dolori adolescenziali con la musica, in particolare con la scena rap napoletana.
Proprio sul tema della musica, è intervenuto anche PeppOh Sica, Yodi nel film. L’attore ha raccontato il legame tra la musica di ieri e di oggi, sottolineando quanto il suo personaggio rispecchi anche la sua esperienza personale, dove è continuamente a contatto con le nuove generazioni, provando a essere una guida per i più piccoli.
Una dichiarazione confermata anche dal giovane protagonista, Mattia Cozzolino:
“È stato molto bello ma anche molto difficile allo stesso tempo, mi ha aiutato moltissimo PeppOh e gli altri autori musicali del progetto. Io sono della nuova generazione, basarmi sulla vecchia scuola non era facile”.
Anche Matteo Garrone, produttore del film, ha svelato qualcosa in più sull’idea del film:
“Ci affascinava l’idea di esplorare un mondo dedicato al rap a Napoli, e avventurarsi in un universo che non conoscevamo fino in fondo, ma avevamo voglia di scoprire. Nunzia ha cercato di creare una storia dall’interno, costruendo un rapporto molto intimo con i personaggi, grazie anche agli attori che hanno capito subito la sua visione.”
Eppure, nonostante tutto, Malavia è anche un film attraversato da una tensione verso la speranza.
“Le vere storie, quelle che entrano nel cuore delle persone e ti emozionano, vengono proprio da quei luoghi di Napoli, dove convivono forza e disagio. I giovani d’oggi non sono più stimolati e si stanno spegnendo parecchio. Hanno bisogno di una guida, di credere in loro stessi, perché non ci credono più. Questo è il messaggio che io vorrei tanto far passare attraverso Malavia, sia ai giovani che agli adulti.”

































