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Man vs Bee
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Man vs Bee, recensione: la serie con Rowan Atkinson ricorda Mr. Bean

Tags: Man vs. Bee, netflix, Rowan Atkinson

Netflix cerca di addentrarsi sempre di pi? nell?esplorazioni della varie forme di spettacolo che alla sua piattaforma ? permesso di offrire tentando con esperimenti che sono andati nel primo momento focalizzandosi sulla produzione di film e serie tv, cercando nel tempo di espandere la propria library privata (e non solo) tramite operazioni di show paralleli a quelli puramente narrativi. Reality e programmi di vario genere, documentari proposti in forma filmica o serializzata, occhio su mondi naturali, veri, autentici o confezionati in uno studio che permettessero alla finestra streaming una comunicazione col pubblico a 360 gradi, quelli necessari per sapere di aver davvero provato di tutto, arrivando addirittura alla formula interattiva partita con Black Mirror: Bandersnatch e proseguita con esperimenti come Unbreakable Kimmy Schmidt: Kimmy vs il Reverendo.

Con Man vs Bee, sitcom di Will Davies creata assieme al suo protagonista Rowan Atkinson, Netflix offre agli spettatori un prodotto che ricopre la stessa funzione di quelle strisce intrattenitive spesso collocate sui canali in chiaro prima o dopo il vero evento del palinsesto, a fare insieme da trovata comica e tappabuchi tra un programma ed un altro. Quei mini episodi che anche sulla finestra online puntano ai soli dieci minuti – con solamente la prima puntata a riportarne poco pi? del doppio – con cui mostrare tutti gli incidenti in cui il personaggio principale ? portato ad incappare e che costruiscono ogni episodio come uno sketch a s?.

Un custode…particolare

Un piccolo spazio riservato all?attore storico di Mr. Bean che in Man vs Bean acquisisce anche il potere della parola pur essendo superflua quando il suo avversario – o spalla comica? – all?interno della serie non ? altro se non una pungente e immortale ape. Una di quelle che il protagonista continua ad inseguire di puntata in puntata credendo molte volte di averla finalmente fatta fuori, ritrovandosela poi il giorno dopo nuovamente a svolazzare per i bei corridoi di una lussuosissima casa. Quella che l?uomo deve controllare dopo essere stato assunto per il suo nuovo lavoro come custode in loco di sontuose abitazioni. Di quelle che hanno un milione di cose di valore che potrebbero irrimediabilmente rompersi durante la stagione e che lo faranno proprio in Man vs Bee.

L?idea ? perci? minima ed essenziale: Davide e Golia in uno scontro impari tra uomo e ape il quale, per?, sembra virare sempre a favore proprio del piccolo insetto con le ali. L?esasperazione di quella che per il personaggio diventa un’assoluta ossessione tanto da cominciare a non badare pi? ai danni che sta arrecando alla dimora di cui dovrebbe essere il custode. Una fissazione che diventa man mano tale tanto da spingere alla distruzione dell?ambiente che Rowan Atkinson ha attorno e che cerca ogni volta di riportare ad una semi e apparente normalit?. Quella che anche solo un piccolo sibilo riesce a rovinare, portando alla pazzia le azioni dell?uomo.

Man vs Bee e una formula comica immediata e fanciullesca

La formula per la serie Netflix ? molto semplice e proprio per questa sua natura riesce a circoscrivere un momento di divertimento per chi negli anni ha nutrito un certo affetto per il personaggio immaginario di Mr. Bean vestito dall?attore Atkinson e che in qualche maniera torna proprio a vivere nella lotta tra il suo protagonista e l?animale. Un rimando evidente nel corpo e nella fisicit? del sorvegliante di Man vs Bee, nelle espressioni assieme vuote e concentrate in cui si impegna con tutto se stesso nel raggiungimento del suo obiettivo, anche se quest?ultimo ? il pi? impegnativo e inutile in cui si sia mai impelagato.

Un riferimento che aiuta a collocare ancora di pi? gli spettatori e la posizione nel quadro intrattenitivo della sitcom, sapendo benissimo cosa aspettarsi gi? dal secondo episodio e proseguendo sulla medesima linea fino alla sua conclusine. Un carosello che in tv anni fa avrebbe avuto forse pi? conoscenza da parte del pubblico, rimanendo cos? riservato a pochi fan di Rowan Atkinson e a qualche consumatore di Netflix pi? giovane. In ogni caso, un modo di fare classico per la carriera del caratterista britannico, ora anche in piattaforma.

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