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Master – La specialista: recensione dell’horror su Prime Video con Regina Hall
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Master – La specialista: recensione dell’horror su Prime Video con Regina Hall

Tags: amazon prime video, film, horror, master, Recensione

Sinossi ufficiale di Master – La specialista:

Tre donne (Regina Hall, Zoe Renee e Amber Gray) si sforzano a trovare il loro posto in un’universit? d’?lite del nost-est America, vecchia quanto il luogo che la ospita. Quando attacchi razzisti anonimi prendono di mira una matricola nera – che afferma di essere perseguitata dai fantasmi provenienti dal passato della scuola – ognuna di loro cercher? di capire dove si trova la vera minaccia.

Recensione di Master – La specialista:

Con Scappa – Get Out, esordio alla regia del comico e sceneggiatore Jordan Peele, vincitore della miglior sceneggiatura originale agli Oscar del 2018, la perfetta commistione di generi fra satira sociale, horror psicologico e thriller veniva usata dal regista e produttore come modalit? linguistica e narrativa per rilanciare una riflessione-accusa all?America bianca avversa per retaggio all?inclusione multirazziale.

Uscito nello stesso anno in cui Donald Trump fu eletto a Presidente, il 2017, il primo film di Peele risuona ancora oggi come un esempio di (grande) cinema indipendente in grado di scuotere a poco a poco le certezze individuali e collettive dello spettatore medio, e nel frattempo ispirare una generazione intera di giovani cineasti di colore, attenti a fare dell?arte cinematografica veicolo di messa in discussione del presente politico e culturale.

??l’America. Ed ? cos? ovunque

La giovane Mariama Diallo, autrice e regista afroamericana, firma gi? di tre cortometraggi (Sketch (2017), Hair Wolf (2018) e White Devil (2021)) e la serie tv uscita nel 2020 su HBO Random Acts of Flyness, nel suo primo lungometraggio Master tenta d?incanalarsi nella medesima esposizione di Peele, ma il risultato, nonostante l?egregia intenzione, ? maldestro o, peggio ancora, fastidioso.

Ambientando il suo primo lavoro fra le stanze di un college del versante nord-est americano, la Diallo prende il competitivo humus accademico dei giorni nostri come zona ambigua in cui aleggia sottovoce il mistero di streghe e di suicidi di ex studentesse, di camere maledette infestate dai fantasmi e pregiudizi su laureande?dalla pelle non bianca che sa molto di segregazione.

Le tre protagoniste infatti sono tutte direttrici, docenti e matricole diverse dagli altri, le uniche donne nere in un corpo docenti di caucasici che tende a ghettizzarle e riversarne sopra preconcetti e ansie da suprematismo. E l?, forse, il film vuole dirci che sta il vero orrore: nella sensazione di discriminazione sottile e a tratti invisibile di entit? dalla carnagione scura mosse dal (finto) perbenismo bianco e privilegiato, che simula l?inclusione e il multiculturalismo come fonte di vanto e di modernit?, perch? d?altronde cos? va di moda.

Spettri del razzismo e semplificazioni da categoria nell’horror su Prime Video Master – La Specialista

Una questione senza dubbio con parti d?innegabile verit?. Eppure Master – La Specialista, che dovrebbe veicolare la causa con uguale approfondimento e lucida complessit?, appiattisce tutto nella categorizzazione fra buoni e cattivi, fra neri vittime e bianchi carnefici, fra umanit? afro e mostruosit? a stelle e strisce. Il tramite orrorifico di suggestioni da sorellanze esclusive ? la Suspiria e da jumpscare da percezioni da brivido perdono allora di qualsiasi tipo di mediazione suggestiva. Una paura mai pienamente compiuta perch? innocua nel suo essere canale di semplificazioni pericolose e pretenziose nel suo ergersi a verit? unilaterale e inconfutabile.

Di certo, ripetiamo, negare l?evidenza di una societ? (statunitense e oltre) ancora legata per mentalit? a pregiudizi duri da abbattere, renderebbe non degni di esistere lavori che hanno bisogno quanto mai di essere visti, proposti, festeggiati come urgenti riverberi audiovisivi a un grido d?allarme che sembra non smettere mai. Ma si tratta di opere come il gi? citato Scappa ? Get Out e il successivo Us, come la gloriosa serie di Donald Glover Atlanta che mescola surreale e realismo per schizzare veleno nei confini della risata, negli sguardi lirici dei film di Barry Jenkins e in quelli immortali di Spike Lee. Visioni d?appartenenza capaci di creare ponti di comunanza e non di quel banale antagonismo che rischia di svilirne solo d?importanza.

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