Melania Rea arriva alla Festa del Cinema di Roma: la storia vera del caso che ha cambiato lo sguardo dell’Italia sulla violenza di genere.
Sarà presentata in anteprima alla Festa del Cinema di Roma (13-25 ottobre), nella sezione Freestyle | Serie, Melania Rea, la nuova serie crime drama targata HBO Max con Maria Esposito e Daniele Rienzo. Diretta da Stefano Mordini, la serie sarà poi disponibile in esclusiva sulla piattaforma con i suoi quattro episodi.
Melania Rea: la trama
La serie ricostruisce la vicenda di Melania Rea, la ventinovenne il cui corpo fu ritrovato il 20 aprile 2011 in un bosco a Ripe di Civitella, nel parco nazionale d’Abruzzo, non lontano dalla casa dove viveva con il marito, il caporal maggiore dell’esercito Salvatore Parolisi, e la figlia di 18 mesi. Il racconto parte dalla denuncia di scomparsa presentata dallo stesso Parolisi dopo una gita in famiglia al Pianoro di Colle San Marco, in provincia di Ascoli Piceno.

Più che una cronaca giudiziaria, Melania Rea – con i toni del thriller psicologico – si concentra sulla vita di Melania, sulle sue aspirazioni e su una relazione che, dietro un’apparente normalità, nasconde dinamiche di possesso e controllo, riflettendo sui meccanismi della violenza di genere e dell’abuso domestico.
Melania Rea: cast e produzione
Maria Esposito interpreta Melania Rea, Daniele Rienzo è Salvatore Parolisi. Nel cast anche Michela Cescon nel ruolo della PM Gabriella Rocci, Carmen Pommella e Antonio Buonanno nei panni dei genitori di Melania, Francesco Rungi in quello del fratello Michele Rea e Giulia Ercolini nei panni dell’amica Nunzia.

Prodotta da Simona Ercolani e Teresa Carducci per Stand By Me, Melania Rea è firmata da Doriana Leondeff e Bianca Rondolino, autrici delle sceneggiature insieme a Mariano Di Nardo e Gloria Mottarelli. Per la scrittura della serie su Melania Rea e per tentare di mantenere coerenza con i fatti realmente accaduti il team creativo ha collaborato con la famiglia Rea e con figure chiave del caso, tra cui l’avvocato di famiglia, la criminologa Margherita Carlini, investigatori e cronisti dell’epoca.
Melania Rea: Perché questa serie conta?
Il caso di Melania Rea non è stato solo una delle vicende giudiziarie più seguite dai media italiani, ma anche uno dei momenti che ha contribuito a portare nel dibattito pubblico parole come “femminicidio”, allora ancora poco diffuse nel linguaggio comune. Raccontarlo oggi, quattordici anni dopo, significa restituire a Melania un’identità che va oltre il ruolo di vittima: quella di una giovane donna con desideri e aspirazioni propri.
La scelta produttiva di lavorare a stretto contatto con la famiglia Rea, insieme al patrocinio della Fondazione Una Nessuna Centomila, colloca il progetto in una tradizione di racconto che non si limita alla ricostruzione del caso di cronaca, ma prova a interrogare i meccanismi della violenza domestica: il controllo, l’isolamento, la manipolazione che spesso precedono la tragedia e che restano difficili da riconoscere dall’esterno. In un momento in cui il tema della violenza di genere resta al centro del dibattito pubblico italiano, la serie Melania Rea si inserisce in un filone di produzioni che uniscono l’intrattenimento a una funzione di sensibilizzazione, affidata anche al contributo artistico di BigMama con il brano “Cicatrici”.


































