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Nella bolla, recensione: perché è il miglior film possibile sulla pandemia

Tags: Judd Apatow, Nella bolla, netflix

Sinossi di Nella bolla:?

Un gruppo di attori si ritrova in un lussoso hotel per girare in tre mesi il sequel di un franchise cinematografico di successo durante il periodo della pandemia da Covid-19, tra rivolte e assurdit?.

Recensione di Nella bolla:

I film sulla pandemia hanno stancato prima ancora di cominciare. Non che non ne esistano di buoni, non che dalle narrazioni non si sia potuto trarre spunto per poter osservare un periodo peculiarissimo in cui siamo stati tutti uniti indipendentemente da dove ci trovavamo. Luoghi e posti diventati improvvisamente vicini separati solamente da uno schermo su cui far comparire una casella di Zoom, sola finestra sull?esistenza degli altri mentre ci divincolavamo infruttuosamente nelle nostre case. C?? per? chi quella condizione di lockdown l?ha presa e l?ha stravolta, l?ha tramutata in una farsa per poterci far dimenticare anche solo per un paio d?ore la paura feroce e il terrore per e verso gli altri che ci hanno preso e immobilizzato, facendo delle mascherine una difesa che non sapevamo quanto ci avrebbe aiutato, ma che ancora stranisce se presentata sullo schermo.

E poi, a far saltare i cortocircuiti di un virus che ci ha congelati nel tempo, ecco arrivare Judd Apatow alla scrittura assieme a Pam Brady e alla regia di Nella bolla, mentre dirige un gruppo di attori insieme alla loro nevrotica crew intenti nella lavorazione su di un set cinematografico. Un film che non ci si aspettava cos? folle, esausto, liberatorio. La rivincita del nonsense su un periodo che ci ha sconvolto e che non solo abbiamo bisogno di aggredire, non solo abbiamo bisogno di prendere in giro, ma che possiamo e dobbiamo esorcizzare per poterci prendere la nostra rivincita, sapendo di trovarci di fronte ad una consolazione magra e grama per? pur sempre soddisfacente.

I capricci pandemici delle star

? Nella bolla che i protagonisti si ritroveranno ed ? Nella bolla che vivranno la loro quarantena, il loro distanziamento prolungato con gli altri, i tamponi continui, le pause di produzione e il bisogno di contatto umano, nel disperato tentativo di allietare in un momento difficile il pubblico, cercando di mettere in scena quel Bestie della rupe 6 che dovrebbe alleggerire il peso della disperazione. Ma nel mostrare come mettere insieme un film in un periodo circoscritto di tempo, nel far passare il desiderio di intrattenimento come una necessit? per gli spettatori pi? che per l?industria cinematografica, l?opera di Apatow mostra l?enorme ipocrisia dietro alla coltre di fumo delle luci hollywoodiane smascherando vizi e capricci dello star system, anche e soprattutto in uno stato di emergenza.

Un vortice che sfocia nell?assurdo durante la creazione dell?ennesimo sequel americano in cui i clich? diventano gli obiettivi da prendere di mira sottilmente – e nemmeno cos? tanto – delle storie e dei progetti della ?bolla? cinematografica, facendoli scoppiare in quello che ? a tutti gli effetti il Tropic Thunder della pandemia e che esce e far? uscire fuori di testa nella stessa maniera. La situazione precaria, l?incertezza su cosa accadr?, le dinamiche protratte e condotte fino all?esasperazione per permettere alla pellicola di spingersi finch? il meta-cinema lo permette. Trovate che diventano febbrili e schizzate tanto da condurre alla pazzia non solo i personaggi, ma che confondo e per questo divertono anche gli spettatori.

Nella bolla: la spietatezza di una commedia meta-cinematografica

Il pubblico non pu? che comprendere il senso di reclusione e disagio verso cui vengono prospettati i protagonisti. Ma nell?osservazione della ristretta cerchia di privilegiati che si lamentano e si comportano da irresponsabili non pu? che godere silenziosamente delle cattiverie e delle ritorsioni che andranno loro incontro.

Spietato come la satira sa e deve essere, inverosimile perch? vicinissimo alla realt? del mondo dello spettacolo, Nella bolla ? la visione pi? spensierata che potr? darvi il cinema sul Covid-19 e sintomi annessi, facendo in modo di renderlo un gioco (serio) insensato e dissacrante. La destrutturazione di una gerarchia piramidale in cui ?Siamo tutti una famiglia?, ma ?Solamente gli attori, noi rimaniamo delle merde.?. Un cast di svalvolati che tra balletti su TikTok e riunioni online restituisce la pi? autentica delle atmosfere riprese dalla pandemia. Un quadro ingestibile che Judd Apatow ha condensato in una sola commedia, incontenibile anche lei e, proprio per questo, esilarante.

Nella bolla ? su Netflix dal 1 aprile.

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