Cinquant’anni di Dungeons & Dragons rivivono a Lucca tra dadi, storie e nuove generazioni di giocatori.
Lucca celebra un mito del gioco di ruolo
Le mura di Lucca, nei giorni del Comics & Games 2024, hanno accolto un anniversario speciale: i cinquant’anni di Dungeons & Dragons, il gioco di ruolo più famoso e influente della storia. Un traguardo che non è solo numerico, ma simbolico. D&D ha attraversato mezzo secolo diventando non soltanto un passatempo, ma un fenomeno culturale che ha ispirato romanzi, serie tv, videogame e intere generazioni di giocatori.
A raccontarne la storia, Rai 4 e Rai Cultura hanno scelto proprio il palcoscenico lucchese con la presentazione in anteprima del documentario Nella tana del drago – 50 anni di Dungeons & Dragons. Scritto da Andrea Fornasiero e diretto da Giuseppe Bucchi, lo speciale non si limita a ripercorrere la cronologia di un gioco, ma ne esplora lo spirito, la capacità di creare comunità e di far nascere immaginari condivisi.
La formula adottata è lontana dalla rigidità dei documentari tradizionali. Oltre alle interviste ai protagonisti della storia di D&D, lo spettatore viene immerso in una sessione di gioco vera e propria, condotta dall’attore Emiliano Coltorti nelle vesti di Dungeon Master. Al suo tavolo siedono scrittori e artisti – Giada Pavesi, Christian Hill, Gabriele Derosas e Valentina “Banjiolin” Napolitano – che si prestano a vivere un’avventura davanti alle telecamere. Non recitano un copione, ma mostrano cosa significhi davvero entrare in un mondo di fantasia. Il risultato è una narrazione ibrida che mescola testimonianza e gioco, cronaca e immaginazione, con l’obiettivo di trasmettere quella magia che ogni giocatore conosce: un dado lanciato, e subito nasce una storia.
Le voci, l’eredità e il futuro
Il documentario porta sullo schermo le voci che hanno scritto la leggenda. Ci sono i game designer Frank Mentzer e Zeb Cook, che hanno plasmato alcune delle edizioni più amate; c’è Spartaco Albertarelli, che introdusse il gioco in Italia; ci sono autori come Vanni Santoni, che sottolineano come D&D abbia insegnato a tutti a diventare narratori, indipendentemente dal mestiere.
Accanto ai maestri, trovano spazio le nuove generazioni: Simone Laudiero, con il suo Brancalonia, dimostra come il seme di D&D continui a germogliare in nuove forme, vicine alla sensibilità italiana e contemporanea. E poi il futuro digitale, con Baldur’s Gate III a testimoniare la vitalità di un universo che non ha mai smesso di reinventarsi e di affascinare nuovi giocatori.
L’anteprima lucchese ha permesso al pubblico di scoprire in anteprima i primi materiali, mentre il documentario andrà in onda il 4 novembre su Rai 4 e sarà disponibile su RaiPlay. Una doppia distribuzione che conferma l’intento: raggiungere i veterani che hanno mosso i primi passi nei dungeon degli anni ’80, ma anche i curiosi che non hanno mai lanciato un dado a venti facce.
A cinquant’anni dalla nascita, Dungeons & Dragons resta un fenomeno capace di unire generazioni diverse attorno alla stessa fiamma creativa. È la dimostrazione che non conta solo il regolamento, ma le comunità che si formano attorno a un tavolo, le amicizie che nascono e la fantasia che si accende. E proprio questo è stato il cuore della celebrazione a Lucca: ricordare che il drago non ha perso la sua voce. Continua a ruggire, e ogni nuovo giocatore che si siede a un tavolo aggiunge un capitolo a questa avventura collettiva, lunga mezzo secolo e ancora tutta da scrivere.



































