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Only Murders in the Building: recensione della seconda stagione della serie
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Only Murders in the Building: recensione della seconda stagione della serie

Tags: disney plus, only murders in the building, Selena Gomez

Realizzare una seconda stagione ? sempre pi? difficile che crearne una prima. Le aspettative si alzano, l?attesa ? maggiore, si ha la consapevolezza che bisogna sollevare di molto l?obiettivo, ma bisogna comunque mantenersi vigili e umili. Senza necessit? di strafare, sapendo per? allo stesso tempo alzare leggermente la posta. Quella che mantengono alta gli ideatori Steve Martin e John Hoffman con Only Murders in the Building, proprio con il ritorno della serie dopo il successo e il finale dichiaratamente rimasto aperto dalla precedente stagione.

Una pressione che una delle comedy pi? stuzzicanti degli ultimi anni, in grado di mescolare all?ossessione per i podcast l?aria da Cluedo e una simpatia tutta appartenente a una New York passata, riesce ad unire guardando alla contemporaneit? dell?intrattenimento e all?assuefazione che i prodotti e le storie sanno suscitare. Un feticismo per il true crime che non si ferma al mero spunto come neanche i protagonisti Charles, Oliver e Mabel hanno fatto quando nella prima stagione gli ? stato intimato pi? volte di fare. Bens? affinamento di una passione che passa in Only Murders in the Building per una scrittura spumeggiante che con la seconda stagione affina lo sguardo investigativo non mettendolo mai in secondo piano rispetto agli espedienti comici.

Il nuovo caso di Only Murders in the Building

Alla fine del caso di Tim Kono, infatti, la sorpresa maggiore che lasciava la serie era la sua raffinatezza nell?aver saputo collegare insieme tutti i pezzi di un?indagine che poteva, vista la sua natura quasi fanciullesca, risolversi nel pi? semplicistico dei modi. E invece la cura per ogni componente della sua storia rilasciata sulla piattaforma di Disney Plus ne ha permesso una risoluzione che non solo poneva esattamente ogni tassello l? dove il racconto investigativo ci aveva condotto, ma ne mostrava un?accortezza che soltanto nei migliori delitti si rivela tanto cristallina e impossibile da confutare. Nonostante ogni dubbio dei personaggi o qualsiasi ritrattamento da parte delle persone coinvolte. Anche il singolo tentennamento o il minimo accenno di incertezza per Only Murders in the Building ? sempre stato uno spioncino che rendeva la narrazione in grado di ampliare il fulcro dell?omicidio, esattamente come avviene col suo cliffhanger non-conclusivo della prima stagione e che prosegue con tutto un inedito caso nella seconda.

La meta-narrativa continua ad essere l?arma pi? efficace per i protagonisti dell?Arconia che nei propri dialoghi fanno di tutto per esplicitare gli stilemi utilizzati nella loro serie e rendendo le ?tubature? che mettono insieme gli snodi del racconto visibili, tanto da farci apprezzare ancora di pi? la parte meta-seriale che li rende partecipi in prima persona. E il podcast di Steve Martin, Martin Short e Selena Gomez ? cos? ancora pi? coinvolgente, impossibile da non seguire, e vivo pur se nel loro palazzo continuino a venir trovate vittime di omicidio allargando sempre di pi? i nuovi ospiti e le guest star d?eccezione facendoli diventare tessuto del condominio.

La grandezza delle new entry

Sono le new entry della seconda stagione ad accendere pi? di quanto non fosse gi? incandescente l?inchiesta riportata dai protagonisti. Da chi viene ad interpretare una versione inventata di se stesso come Amy Schumer, interessata ai diritti di una serie tv sul podcast del trio (geniale!), all?artista dallo sguardo intenso e l?attrattiva magnetica Cara Delevingne. Ma sopra a tutti ? una vera matrona della comicit? quella che mette piede nel palazzo newyorkese, ricordandoci i fasti di una carriera luminosa nell?ironia dei suoi film, per non contare i riconoscimenti nell?ambito del genere drammatico. La suprema Shirley MacLaine fa capolino nel ruolo di una ricca donna alla ricerca di un quadro, centrale nella sua esistenza cos? come scoprir? esserlo anche il personaggio di Charles. Una figura che ingigantisce lo schermo solamente con la propria presenza. Una matrona in pelliccia, copricapo e battuta pronta.

La fama del podcast pi? bizzarro della serialit? americana ? destinata a riconfermarsi con la seconda stagione. Con la teatralit? di Oliver, lo scetticismo di Mabel e la goffaggine di Charles. Tutto con la loro voce, mentre a far da eco c?? ancora una volta la Cinda Canning di Tina Fey. Un crocevia di stelle in una hall che ? palcoscenico di crimini efferati e sketch spassosissimi. Bentornati all?Arconia. Bentornati a Only Murders in the Building.

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