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Pam & Tommy: la recensione della sorprendente serie tv su Disney+ Star
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Pam & Tommy: la recensione della sorprendente serie tv su Disney+ Star

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La pi? grande storia d’amore mai venduta! Pam & Tommy e quel loro video privato che si trasform? in uno
scandalo pubblico: ecco la serie Star Original che debutta su Disney+ con i primi tre episodi.?

Prima ancora di parlare con voi di Pam & Tommy, chiariamo un punto fondamentale: la memoria collettiva ha un peso importantissimo sul futuro dell?umanit?. Internet ha cambiato la nostra vita e, inevitabilmente, la memoria collettiva. Il modo in cui un gruppo di persone interpreta il passato e, a seconda di ci?, si muove per il futuro. Questo concetto risulta fondamentale per capire che i riflettori della serie tv che andremo qui ad analizzare, non sono solo puntati sui protagonisti: Rob Siegel e DV DeVincentis (sceneggiatori) e Craig Gillespie (regista) ci raccontano anche la storia del pubblico, di quello che potrebbe essere un utente medio del web, partendo da un evento passato ma cos? sfacciatamente contemporaneo.

Ambientata nei primi tempi della diffusione di Internet, quando ancora non c?erano regole, Pam & Tommy ? basata sull?incredibile storia vera del video rubato di Pamela Anderson (Lily James) e Tommy Lee (Sebastian Stan).

Una registrazione privata che diventa pubblica: una VHS sottratta dalla casa della coppia da un operaio scontento e maltrattato (Seth Rogen) che, da semplice curiosit?, attraverso scambi clandestini di videocassette, si trasforma in un vero e proprio scandalo mondiale quando approda sul web, nel 1997. La serie originale composta da otto episodi (i primi tre sono gi? disponibili sulla piattaforma Disney+ Star) ? una storia di un amorefolle ed esagerato, di un crimine nonch? un racconto ammonitore che esplora il rapporto tra privacy, tecnologia e celebrit?, rintracciando le origini della nostra attuale era della Reality TV in un nastro rubato visto da milioni di persone, che in realt? era destinato solo ai due protagonisti. Un fattaccio alquanto curioso, se pensiamo che oggi le persone sono perennemente connesse a Internet e immerse in un costante flusso di foto, video e chat. Affidano la cura dei loro dati personali al web, che opera una condivisione di informazioni in cui la distanza scompare e i dati sono in realt? allo scoperto, come la nostra privacy.

Per quanto assurdo possa sembrare, gli anni Novanta sono praticamente lontani da noi di 30 anni, ma vicini tematicamente, come se dalla diffusione del videotape privato di Pam & Tommy fossero passati solo 10 minuti.

Una storia, tre narrazioni

C’? qualcosa di vagamente torbido che sta per essere raccontato. Gi? dalla prima puntata, la scelta stilistica di affidarsi a una fotografia quasi pixelata risulta ben chiara, ? una risoluzione che rende le prime immagini della serie offuscate: Gillespie riavvolge la vecchia VHS per farci entrare negli anni Novanta. Intelligente e rispettosa anche l’opzione di dividere il racconto scegliendo punti di vista differenti. La serie ? in realt? composta da tre narrazioni intrecciate. Il primo ? a cui ? dedicato l’episodio di apertura, anche se poi lo ritroveremo per tutto il tempo ? ? la descrizione del colpo di scena che d? origine allo scandalo, vero anche nei suoi dettagli pi? incredibili e raccontato dal protagonista. Rand Gauthier (Seth Rogen) ? un muratore licenziato dal capriccioso Lee per un presunto lavoro scadente, che si vendica rubando la cassaforte dal garage della rockstar. Studia minuziosamente i movimenti della coppia, per poi agire indisturbato nella notte, eludendo le guardie di sicurezza e le telecamere travestendosi da grosso cane peloso. All’interno della cassaforte trova varie armi, contanti e una videocassetta Hi8 non contrassegnata.

? un’apertura sorprendente ? per cos? dire ? che anticipa ci? che poi diventer? un dramma, ironico, intelligente e piuttosto commovente, con interpretazioni incredibili di Lily James nei panni di Anderson e Sebastian Stan nei panni di Lee. I due artisti realizzano un’impresa titanica, quella di somigliare esageratamente, esteticamente, vocalmente e in ogni modo alle due star nella vita reale, senza cadere nel mimetismo (quindi no, non come Rami Malek in Bohemian Rhapsody).

Muovendosi avanti e indietro nel tempo, giocando con il concetto di karma spietato, Gillespie innesca con maestria il secondo e il terzo punto di vista, modellando la narrazione. C’? quindi la storia d’amore – folle e completamente fuori da ogni convenzione -, con un finale gi? annunciato e con quella rottura probabilmente inevitabile resa sullo schermo da un’imbarazzante scena in aereo in cui i due protagonisti, dopo essersi sposati, iniziano a chiedersi se hanno punti in comune. E poi c’? un terzo filone narrativo, quello che ci permette di definire virtualmente il genere: una critica alle macchinazioni dei media e all’appetito del pubblico.

Di dominio pubblico

Pam & Tommy si impegna a dettagliare il vero danno emotivo e psicologico che lo scandalo del s3x tape ha causato a Pamela Anderson. Oggetto del desiderio di molti, vittima di un antico pregiudizio che associa da sempre i capelli chiari ad un quoziente intellettivo sotto la media, Pamela ? sempre stata per il maschio del tempo quel mito della donna bionda e stupida, un insopportabile costrutto culturale maschile che ancora oggi sfocia nella misoginia. La donna dei sogni deve quindi essere bella, bionda, remissiva e poco intelligente: sicuramente la cinematografia, la carta stampata e la pubblicit? hanno alimentato questo stereotipo. Ma Pam non voleva essere distante da tematiche pi? impegnate: la Arderson degli anni Novanta sognava una storia d’amore alla Pretty Woman e, meglio ancora, sapeva a memoria le canzoni di un musical come Il re ed io, desiderando di essere, almeno per una volta, Deborah Kerr. La Pamela Anderson di Pam & Tommy ? inequivocabilmente innocente, tormentata dall’umiliazione che ha vissuto: una donna, tante storie.?

Non ? difficile vedere che, come con i suoi precedenti esami sulle donne messe da parte dalla cultura pop, Gillespie vuole fare lo stesso con Pamela. E spetta proprio alla protagonista decidere se una tale riabilitazione sia veramente necessaria, o addirittura utile. Fino ad allora, noi spettatori dobbiamo fare i conti con una sola realt?, se Pam & Tommy sia o meno solo un’altra violazione della privacy, filtrata attraverso la lente lucida della TV di prestigio.

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