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Power of Rome: recensione del documentario su Roma con Edoardo Leo
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Power of Rome: recensione del documentario su Roma con Edoardo Leo

Tags: edoardo leo, Power of Rome, roma

? arrivata La grande bellezza in versione documentario. Quella in cui la Citt? Eterna viene rappresentata nelle sue virt?, ma soprattutto nei suoi innumerevoli vizi. In cui la sua magia e la sua poetica risiedono nelle brutture, nella sporcizia, nella pigrizia di un impero che ha ammirato i suoi difetti e li ha esaltati nel corso della storia del tempo, amandoli per quelle debolezze e sapendoci costruire al di sopra stirpi e mitologie. ? Power of Rome l?operazione di scoperta e rivisitazione attraverso uno sguardo pop e disincantato che il regista Giovanni Troilo applica ad una Roma che ospita i suoi personaggi reali e di finzione, quelli che l?autore riporta mescolando differenti linee narrative ognuna destinata all?immersione investigativa ed artistica della Capitale.

Un Caronte che ci trasporta all?interno dei territori di Power of Rome interpretato da uno degli attori della romanit? contemporanea quale Edoardo Leo, che nel vestire se stesso e Cesare all?interno del progetto documentaristico conduce avanti e indietro gli spettatori in una storia che non ? quella accademica o scolastica, ma che fa delle macro-arie di interesse della citt? i propri spunti. La dimensione meta-cinematografica a cui l?interprete si presta contribuisce alla surrealt? che il documentario vuole suscitare, pur basandosi sulle attestazioni di una Storia passata e che viene riportata cos? come avvenuta. Il tradimento di Bruto, il discorso di Tito al Colosseo, l?incendio di Nerone: punti fissi nella nascita, crescita, caduta e risalita di una Roma che Troilo riporta tra messinscena e tradizione orale, tra le statue umane di un teatro in movimento e i racconti di un tempo che riverbera a tutt?oggi nelle strade di un?ingente citt?.

Sperimantazione, arte e Storia in un documentario

? la mescolanza tra performance e riprese dal vero, di artifizi e tentativi di spontaneit? che Power of Rome assembla. Operazione che, nonostante il percorso chiaro che il documentario fa intraprendere allo spettatore, riconduce a dimensioni della video arte e della sperimentazione visiva e estratta. La riproposta di eventi e accadimenti imprescindibili nel tempo rimpastati con un gusto per l?estetismo pi? pronunciato, che trova la propria espressione nell?utilizzo spropositato di luci al neon, di costumi, di trucchi pesanti. Di droni che sorvolano come l?occhio di un volatile la citt? di Roma, uno sguardo che distorce e contrae l?immensit? di un luogo racchiudendolo nel piccolo spazio del proprio orizzonte, colorandolo o rendendolo in bianco e nero, offuscandolo o espandendolo a seconda delle sensazioni che vuole suscitare.

La dimensione dell?avanguardia utilizzata per le ricostruzioni di una Roma del passato, per la creazione di un?atmosfera che possa dare la percezione di trovarsi di fronte a dei tableau viventi, iniettati di un anelito che ne permette la trasformazione e il moto. Una cospicua ideazione che cerca di restituire la grandezza di Roma riproponendo i secoli andati con l?aspetto di un?arte attuale, ma anche proiettata verso il futuro. La mise en sc?ne di un documentario che ? un viaggio d?autore ancor prima che informativo.

Power of Rome: negli strati dell’opera di Giovanni Troilo

Giovanni Troilo gestisce con agilit? i passaggi nelle diverse sfere d?interesse di Power of Rome, riportando questo ?potere? di una Roma che riverbera nei fatti storici, nella contaminazione di diverse culture e in un?industria del cinematografo che ne ha ripreso le contraddizioni e la magnificenza. ? per? negli incastri tra strati e substrati che l?opera appesantisce leggermente il suo contenuto, volendo affidare una gravit? sentita all?edificazione del proprio prodotto, che affascina e insieme affatica la visione del documentario. Cos? come la finzione marcata non nel rimpasto della Storia degli imperatori, ma nelle sequenze ?reali? di Edoardo Leo e Giorgia Spinelli, infruttuose poich? pi? posticce delle costruzioni in s? e al di fuori dal tono sospeso dell?intero progetto.

Nell?imponenza di una Roma che non sa e non vuole farsi incastrare in alcun ideale, Power of Rome ne riesce comunque a imbrigliare la vena pi? sanguinolenta e il lato pi? glorioso. Quello di una Capitale che ha preso fuoco, ma si ? ricostruita sopra le proprie ceneri per diventare pi? grande, pi? forte, pi? monumentale. Una Roma che non potr? mai passare e che ? sempre irresistibile nel poterla anche solo cercare di inquadrare.

Power of Rome ? in sala il 19, 20 e 21 aprile distribuito da Visione Distribution e Universal Pictures.

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