2020
Romulus: la nuova serie di Matteo Rovere dal 6 novembre su Sky Atlantic
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Romulus: la nuova serie di Matteo Rovere dal 6 novembre su Sky Atlantic

Tags: Andrea Arcangeli, Marianna Fontana, Matteo Rovere, Romulus, sky atlantic

Presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma Romulus di Matteo Rovere ci riporta alle origini della nostra capitale. In onda dal 6 Novembre su Sky Atlantic.

Nel panorama dell?industria d?intrattenimento italiana, Il primo re ? stato uno di quei casi cinematografici che ha certamente ricevuto un adeguato richiamo dal punto di vista del settore e dall?ammirazione del lavoro fatto, ma che al netto dei nove milioni di euro spesi per ricreare le atmosfere e gli ambienti dell?epoca pre-romana, ha visto nei propri introiti solamente due milioni e mezzo di entrate da parte del pubblico pagante. Una copertura che Groelandia, casa di produzione tra le pi? innovative e audaci degli ultimi anni, ha avuto assicurata con l?intenzione di Sky di voler investire in un progetto seriale che richiamasse i medesimi toni della pellicola del regista Matteo Rovere, rendendo episodico il racconto di Romulus e facendo di dieci puntate il prequel di quell?opera che ha dato un briciolo di speranza al coraggio inventivo e produttivo italiano.

Riconoscimento che non ? certo venuto, come ? notabile, da un ritorno di visibilit? espanso e condiviso – sbaglio anche di una campagna di marketing quasi totalmente assente, dove l?incapacit? di sottolineare, tra le tante cose, la presenza di un divo come Alessandro Borghi rimane alquanto imperdonabile -, n? tanto meno sostenuto da un settore che ha scelto di premiare la canonicit?, per quanto impostata e sontuosa, de Il traditore di Marco Bellocchio ai David di Donatello dello stesso anno, invece che sottolineare la sfida intrapresa da Groelandia e portata con tenacia sul grande schermo.

Quella di Romulus, dunque, potrebbe essere contemporaneamente sia una rivalsa che una nuova e ulteriore apertura verso quel pubblico che, forse, ? rimasto anche intimorito dalla scelta di utilizzare il protolatino come lingua recitabile all?interno dell?opera filmica e della serie, che a ben vedere ha per? tutta l?aria di una decisione coerente con la ricostruzione di un periodo che Rovere e i suoi collaboratori hanno voluto fare, e che si reitera con la medesima attenzione e musicalit? nella serie televisiva.

Un protolatino che, in verit?, non ? mai stato ostacolo per la presa di una visione che, con Il primo re, mostrava le capacit? mai messe in atto e finalmente tentate di una cinematografia incapace, troppe volte, di pensare in grande, ma che Romulus riaffronta dimostrandosi pi? universale di quello che si potrebbe immaginare, pur declinando il proprio linguaggio a quell?idioma ormai morto e inevitabilmente sepolto. Lingua che d? per? una stoccata ingente alla recitazione e interazione dei personaggi della serie di Matteo Rovere, una fluidit? e convinzione che si adattano con facilit? alla messinscena ricostruita e selvaggia di una terra ancora non domata e che contribuisce al realismo di un genere che sarebbe ben difficile pensare all?interno delle solite dinamiche italiche, ma che aiutate proprio da quella armonia e profondit? rendono Romulus un universo completo e assolutamente (in)credibile.

L?autenticit? delle interpretazioni degli attori sottolinea il gran lavoro attuato ai fini di una veridicit? delle performance e delle interazioni che i personaggi devono trovarsi a ricoprire, non lasciando mai spaesato l?intrattenimento dello spettatore, n? facendogli mettere mai in dubbio l?importanza e la solennit?, anche quotidiana, dei loro dialoghi. Ci? prescinde, dunque, un calarsi totale nei ruoli degli antichi abitanti di Alba, che il cast di Romulus riveste – o, meglio ancora, sveste – completamente nel contatto con l?altro e con la natura che li avvolge e che si rivela, come ne Il primo re, materia prima di sacrifici e religione, alla base di credenze magiche e superstizioni puramente nate dall?anima e dalle paure umane.

Non ricercando trame o messinscene poi cos? differenti da quanto in passato ? gi? stato proposto da narrazioni di tale tipologia, adeguandosi a stilemi di racconto che ricercano nella successione al trono, nel timore degli Dei e nel rapporto di sangue e fuoco suggestioni viste e affrontate, ma non per questo non applicabili all?attenzione e alla cura messa nel prodotto italiano, Romulus ha le potenzialit? per un pubblico appassionato alle atmosfere antiche e storiche rimaneggiate sotto l?occhio delle volont? di conquista legate al potere e alla carne. Riti della terra e riti degli uomini che delineano la successione alla civilt? e alla reggenza di un popolo che dovr? trovare il proprio re, mentre la finestra d?intrattenimento italiano pu? dire di aver incoronato il suo peplum moderno.

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