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Spiderhead: recensione del film Netflix con Chris Hemsworth e Miles Teller
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Spiderhead: recensione del film Netflix con Chris Hemsworth e Miles Teller

Tags: chris hemsworth, film, miles teller, netflix, Recensione

Sinossi ufficiale di Spiderhead:

Due detenuti instaurano un legame mentre affrontano i rispettivi passati in un penitenziario all’avanguardia diretto da una mente visionaria che conduce esperimenti sui suoi soggetti utilizzando farmaci in grado di alterare la mente. Tratto dal racconto breve del?New Yorker?intitolato “Escape From Spiderhead” di George Saunders.

Recensione di Spiderhead:

Dopo il clamoroso successo di Top Gun: Maverick, remake del cult con Tom Cruise del 1986, il regista Joseph Kosinski si affaccia su Netflix con il thriller distopico Spiderhead, tratto dal racconto breve di George Saunders “Escape From Spiderhead?. Di nuovo torna nel cast Miles Teller, stavolta nel ruolo di un detenuto ?speciale?, scelto per scontare la propria pena in un penitenziario appartato nella natura il quale funge anche come centro di ricerca.

Tecnologicamente all?avanguardia, privo di celle, divise arancioni e violenza all’ordine del giorno, alla Aracnotesta vengono sperimentati dei farmaci innovativi a scopi psicologici, iniettati nel corpo dei prigionieri attraverso uno speciale chip che regola l?umore, la volont?, l?istinto; insomma la gamma di sentimenti alterati nelle mani dello scienziato a capo del progetto Steve Abnesti, l?ambizioso genio pronto a tutto interpretato da un inquetante Chris Hemsworth.

(Auto)controllo ed effetti collaterali

Quelle sostanze per?, contenute in flaconcini di vetro e puntualmente ricaricati nel chip come fossero bibite in un minuscolo distributore automatico, devono avere l?esplicito accordo dei carcerati prima di essere iniettate tramite flebo, per poterne poi studiare gli effetti residui e riportare il resoconto alla fantomatica casa farmaceutica. Ma dietro a tutto questo, scoprir? Jeff, vi ? una pianificazione ben pi? pericolosa, atta a controllare le emozioni e dominare la coscienza dei singoli individui prigionieri delle loro colpe e delle mani di Abnesti.

Adattato da Rhett Reese e Paul Wernick, Spiderhead usa il design iper tecnologico delle architetture e dei monitor del pc per estremizzare alcune possibili derive del presente sul controllo dell?opinione pubblica e sulle emozioni, realizzandosi per? in un film dalle potenzialit? esplosive ma assopite da quello che sembra una produzione messa in piedi in fretta e furia, cos? come, molto probabilmente, doveva essere chiusa.

Spiderhead: redenzione e distopia in un film a met?

L?impressione infatti ? quella di un materiale letterario di partenza acuto e intelligente, di pochi personaggi racchiusi in un luogo fisico e metaforico come topi da laboratorio vittime di una mente pericolosa e affascinante al tempo stesso. Tuttavia la versione di Kosinski si alterna fra segmenti ben riusciti, capaci di tenere alta la curiosit? dello spettatore e lo stupore di avere di fronte dei test che non agiscono sul corpo e non curano malattie, ma variano sui gusti, l?umore, perfino l?attrazione sessuale, e sequenze che invece sembrano girare a vuoto, come quella finale di combattimento fra detenuti che spazza via l?impostazione da thriller psicologico che aveva finora abbastanza convinto.

Probabilmente rimaneggiando accuratamente lo script, assottigliando alcune parti e all?inverso incrementando passaggi pi? finemente subdoli, aperti all?interpretazione e all?ambiguit?, Spiderhead avrebbe avuto la sua chance di film davvero compiuto, con uno slancio originale e in grado di presentarsi al pubblico con un taglio decisamente pi? distintivo, invece di limitarsi a guardare le proprie risorse sfiorire dietro la ‘sconfitta’ di un muro di vetro.

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