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Squid Game: perché è tra le peggiori serie tv del 2021?
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Squid Game: perché è tra le peggiori serie tv del 2021?

Tags: netflix, serie tv, Squid Game
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Squid Game: perché è tra le peggiori serie tv del 2021?

Tags: netflix, serie tv, Squid Game

Il successo planetario di Squid Game ha conquistato per la capacit? di un prodotto asiatico di poter arrivare a ogni parte del globo grazie alla fruizione su piattaforma streaming. Non certo una finestra qualunque, bens? quella Netflix di una strapotenza inverosimile che ha invaso ormai qualsiasi supporto digitale domestico, allargandosi anche alla dimensione della sala cinematografica per titoli di una certa risonanza, ma funzionando primariamente come contenitore per la fruizione immediata e casalinga. L?algoritmo ? sicuramente uno dei migliori amici del servizio di intrattenimento che lavora sul web per poter portare in auge i propri titoli, facendo degli altri semplicemente una library con cui distrarsi dopo aver visto un prodotto originale Netflix che invader? i trend topic di Twitter e di ogni altro apparato social.

Ma il passaparola rimane un incentivo ancora funzionale e funzionante anche nel cosmo di input tecnologici e formule digitali che dovrebbero far risaltare agli occhi dello spettatore i titoli dalla piattaforma consigliati. Ed ? stata la diffusione a macchia d?olio di un passaggio di considerazioni e commenti che ha fatto della serie ideata da Hwang Dong-hyuk uno dei titoli pi? rinomati del 2021, a prescindere della fattura stessa del progetto coreano. Conseguenza possibile all?interno di logiche di condivisione audiovisiva come ne ? stato d?esempio proprio Squid Game, la cui risonanza non necessariamente rispecchia – anzi, non lo fa – la fattura dell?opera, che a dispetto di tante altre storie e messinscene simili ha avuto solamente la fortuna di capitare nelle mani giuste al momento giusto.

Squid Game: un gioco, tanti altri prodotti

Pi? di altri autentici capolavori seriali che si sono susseguiti con fare modesto durante lo svolgimento dell?anno, il progetto di Dong-hyuk ha riscosso una fama derivante pi? dalla notazione populista utilizzata dall?operazione coreana per richiamare pubblico e stupore invece che dalla dimostrazione di un autentico valore che non fosse quello di stuzzicare la curiosit? (e il sadismo) del pubblico. Anche quella una capacit? pi? che lodabile in un prodotto creato per catturare l?attenzione dello spettatore, ma pur sempre troppo facile se messa a paragone con il resto di un universo asiatico e mondiale che in Squid Game ritrova un?accozzaglia di ci? che filmografia e serialit? hanno gi? riproposto da altre parti e che nel lavoro di Netflix risulta sfacciatamente semplicistica.

Ad attirare con tale veemenza il pubblico non pu? essere infatti se non la componente violenta e enigmatica di un racconto che, in verit?, non ha nulla in pi? e nulla di meno rispetto a tante altre narrazioni da cui ha precedentemente rubato per rimaneggiarle poi in una sua variante fruibile e mainstream. L?appiglio di Squid Game ? la scabrosit? di una storia, delle azioni dei personaggi, di una moralit? annacquata e volubile che per scontato va attirando la quotidianit? di uno spettatore che non vorrebbe mai vivere il gioco del calamaro dal vivo o esserne uno dei suoi fautori. ? l?assistere in un ambiente protetto alla cattiveria umana che pu? toccare picchi di perversione estrema, ma che se svuotata della sua retorica moralista finale mostra come il fulcro della serie sia sostanzialmente magro, prevedibile e inconsistente.

? cos? che di Squid Game colpisce l?uno, due, tre, stella per la sua crudelt? eppure si smette di rimanere impressionati gi? alla terza o quarta sfida visto che il portato della serie non essere supportato da null?altro se non dalla vuotezza stessa delle prove. Che il disvelamento dei mecenati dietro al sostentamento del gioco e la rivelazione – se non intuibile, di certo accessibile – della mente dietro a tanta brutalit? non impressionano o inquietano quanto dovrebbero.

Quando ad attirare ? la banalit? del male

Seguendo dei codici ben chiari e forgiandosi di un pauperismo nella scrittura che li rende altamente decifrabili, Squid Game ? lo snellimento di passatempi al massacro di cui la cinematografia ? piena (asiatica, su questo genere in particolare) e su cui la serialit? ha marciato in maniera forse meno esplicita – soprattutto popolare -, ma su cui potrebbe comunque migliorare anche e a maggior ragione dopo l?esilit? manifestata da Squid Game. ? la complex tv di Jason Mittell che viene defraudata, fatta spacciare per genio e sorpresa, quando a risaltare ? solamente un?abilit? di certo ammirevole legata alla modestia della realizzazione, ma non qualitativamente apprezzabile se si tratta di analizzarne costruzione e sceneggiato.

? una serie tv i cui meriti vanno riconosciuti, ma inseriti in una comprensione della divulgazione che dimostra come il pubblico non possa fare a meno di sentirsi attratto dalla visione e esplicazione della tortura. Di come sia eccitante e magnetico il poter assistere alla morte pi? truce quando viene resa con la banalit? del male. Ma quando il sangue scorre, il pubblico non pu? che seguirne le tracce. Non pu? che essere richiamato da una depravazione che non accetteremmo mai nella vita vera, eppure accogliamo in forma finzionale. Il problema ? che Squid Game ? la versione pi? alla buona di qualsiasi reale degenerazione. Quella tollerabile per tutti e, perci?, veramente sconcertante per nessuno.

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