Con Jasmine Trinca e Louis Garrel, Nanni Moretti torna in Concorso a Venezia dopo 37 anni e sceglie il territorio dei sentimenti. Un film luminoso e malinconico sulle occasioni mancate, sul desiderio e sulla possibilità, ostinata, che non sia mai davvero troppo tardi.
«Io ti aspetto, tutto il tempo che vuoi. Ma succederà prima o poi?». La domanda che accompagna Succederà questa notte contiene già il movimento profondo del nuovo film di Nanni Moretti: l’attesa di qualcosa che sembra continuamente sul punto di accadere e che, per ragioni diverse, arriva sempre quando la vita ha già preso un’altra direzione.
Presentato in Concorso alla Mostra del Cinema di Venezia, dove Moretti torna trentasette anni dopo Palombella Rossa, Succederà questa notte segna un passaggio particolarmente interessante nella sua filmografia. Non perché il regista abbandoni improvvisamente il proprio universo – ritornano Roma, lo sport, la musica, i libri, il gusto per certe divagazioni apparentemente laterali – ma perché decide di mettere al centro qualcosa che raramente aveva occupato con tanta libertà il suo cinema: una storia d’amore. O, più precisamente, il modo in cui un sentimento può attraversare il tempo senza coincidere necessariamente con esso.
Liberamente tratto da Legami di Eshkol Nevo, già autore di Tre piani, il film nasce da un lavoro di scomposizione e ricomposizione compiuto da Moretti insieme a Federica Pontremoli e Valia Santella. Dai racconti sono state prelevate relazioni, personaggi e talvolta soltanto immagini, poi ricondotti all’interno di una trama unitaria. Il risultato conserva qualcosa della natura frammentaria della fonte letteraria: la vita di Matteo e Greta non procede lungo una linea sentimentale ordinata, ma attraverso incontri, distanze, deviazioni e ritorni.
Matteo, interpretato da Louis Garrel, incontra Greta, Jasmine Trinca, e quell’incontro rimane con lui mentre entrambi costruiscono altrove le proprie esistenze. Gli anni trascorrono, cambiano le relazioni, arrivano matrimoni, figli, separazioni, nuove responsabilità; eppure i due continuano a ritrovarsi, quasi sempre con un lieve scarto rispetto al momento in cui sarebbe stato più semplice scegliersi. Moretti non cerca nell’amore una forza capace di sospendere la realtà, ma qualcosa che deve continuamente fare i conti con essa. È proprio questa resistenza del desiderio al trascorrere del tempo a dare al film la sua qualità più tenera e, insieme, più adulta.
Matteo e Greta, l’amore quando il tempo non coincide
Succederà questa notte potrebbe essere facilmente raccontato come una storia di occasioni perdute, ma sarebbe una definizione troppo malinconica per un film che, al contrario, crede profondamente nella possibilità delle seconde occasioni. Moretti osserva Matteo e Greta lungo gli anni senza trasformare il loro legame in una fatalità romantica: ciò che li tiene uniti non è tanto l’idea di un destino già scritto quanto la persistenza di qualcosa che nessuna delle vite costruite separatamente riesce a cancellare.
Il tempo diventa così la vera materia narrativa del film. Moretti procede per ellissi, lascia trascorrere gli anni e ritrova i personaggi modificati dalle esperienze che hanno vissuto lontano dal nostro sguardo. La geografia si allarga insieme alle loro esistenze, dalla Norvegia a Torino, da Roma a San Sebastián, mentre ogni nuovo incontro contiene inevitabilmente la memoria di quello precedente. Il film attraversa quasi diciotto anni senza avvertire la necessità di riempirli tutti, interessato meno a ciò che è successo nel frattempo che a ciò che è rimasto.
In questa struttura Jasmine Trinca e Louis Garrel trovano un’intesa particolarmente felice. Garrel porta a Matteo quella sua naturale combinazione di inquietudine e leggerezza, mentre Trinca costruisce Greta attraverso una sensibilità più trattenuta, lasciando affiorare il sentimento senza mai consegnarlo interamente allo spettatore. Insieme restituiscono bene la strana familiarità di due persone che continuano a conoscersi anche durante il tempo trascorso separate.
Moretti li guarda con un’affettuosità insolita, concedendo al desiderio una centralità esplicita, anche fisica, senza perdere quella discrezione che attraversa tutto il racconto. Non c’è cinismo nel modo in cui osserva i suoi personaggi e soprattutto non c’è imbarazzo nei confronti del sentimento. È un cambiamento significativo per un autore che ha spesso raccontato l’incapacità di comunicare, la nevrosi delle relazioni e la difficoltà di stare accanto agli altri: qui il problema non è più soltanto riuscire a comprendersi, ma trovare il coraggio di dire ciò che si prova prima che il tempo decida nuovamente al nostro posto.
È lo stesso Moretti, nelle note di regia, a definire Succederà questa notte un film «sui sentimenti e sul bisogno di nominarli», sull’ammettere senza riserve di volersi bene e sul riuscire finalmente a dirsi di amarsi.

Un Moretti diverso, eppure profondamente morettiano
La leggerezza di Succederà questa notte non coincide mai con la superficialità. È piuttosto la leggerezza di un autore che sembra meno interessato a mettere il mondo sotto processo e più disposto a osservare le sue contraddizioni con indulgenza. Il cambiamento si percepisce anche nel modo in cui Moretti occupa personalmente il film: questa volta si ritaglia il ruolo del padre di Greta, lasciando che siano altri corpi e altri volti a portare avanti il racconto. Il cast comprende, oltre a Trinca e Garrel, Hippolyte Girardot, Angela Finocchiaro, Melina Åkerman, Elena Lietti, Andrea Lattanzi e Antonio De Matteo.
Eppure basta poco perché il suo cinema torni immediatamente riconoscibile. Una partita, un libro, una canzone, Roma attraversata dai personaggi: elementi che potrebbero apparire come autocitazioni diventano invece parte di una grammatica ormai sedimentata, attraverso la quale Moretti continua a interrogare il presente senza rinnegare il proprio passato.
La fotografia di Francesco Di Giacomo accompagna questa apertura costruendo un film arioso, capace di passare dagli interni alla città e da Roma ai paesaggi europei senza perdere intimità, mentre la musica di Alberto Iglesias – storico collaboratore di Pedro Almodóvar – introduce una temperatura melodrammatica che Moretti accoglie senza timore. Il sentimento non viene neutralizzato dall’ironia, ma lasciato esistere, anche quando rischia deliberatamente di diventare romantico.
È forse questa la novità più bella di Succederà questa notte: Moretti non sembra più avere bisogno di proteggersi dall’emozione. La guarda, la accompagna, qualche volta la lascia persino dilagare. Dopo un cinema attraversato così spesso dalla perdita, dalla disillusione e dalla difficoltà di accettare il cambiamento, qui esiste ancora la possibilità che qualcosa possa cominciare quando sembrava ormai troppo tardi.
Succederà questa notte: finché esiste il desiderio, esiste ancora un’occasione
La frase che dà il titolo al film finisce allora per assumere un significato più ampio della relazione tra Matteo e Greta. «Succederà questa notte» è una promessa, ma contiene anche tutta l’incertezza di chi continua a rimandare qualcosa confidando che il futuro conceda un’altra possibilità.
Moretti costruisce intorno a questa idea un film sul tempo senza trasformarlo in un film sul rimpianto. È una distinzione importante. Il passato pesa sui personaggi, naturalmente, ma non li condanna: serve piuttosto a misurare quanto siano cambiati e quanto, nonostante tutto, alcuni desideri siano rimasti intatti. È una prospettiva sorprendentemente vitale per un autore che ha fatto dell’inquietudine una delle proprie forme espressive più riconoscibili. E non significa che Succederà questa notte ignori la malinconia. Al contrario, la conosce bene: è quella prodotta dagli anni trascorsi, dalle persone che cambiano, dalle vite che avrebbero potuto prendere un’altra direzione. Ma Moretti sembra ormai interessato a ciò che può nascere dopo quella consapevolezza.
Per questo il film riesce a essere romantico senza diventare ingenuo, malinconico senza compiacersi della malinconia, profondamente morettiano pur percorrendo un territorio nuovo. A settantatré anni e dopo mezzo secolo di cinema, il regista di Caro diario e La stanza del figlio sceglie di raccontare persone che continuano ad aspettare qualcosa dalla vita, anziché limitarsi a fare i conti con ciò che hanno perduto. E forse è proprio qui che Succederà questa notte trova la sua dichiarazione più semplice e più bella: non tutte le occasioni arrivano quando dovrebbero, ma questo non significa che abbiano smesso di arrivare.


































