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Supereroi: recensione del film di Paolo Genovese con il duo Trinca-Borghi
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Supereroi: recensione del film di Paolo Genovese con il duo Trinca-Borghi

Tags: alessandro borghi, Jasmine Trinca, supereroi

Sinossi di Supereroi:

Il film racconta i venti anni di vita di coppia dei due protagonisti andando avanti e indietro nel tempo, mettendo al centro i dieci anni di anniversario come spartiacque del cambiamento della loro relazione.

Recensione di Supereroi:

Stare insieme alla stessa persona per tutta la vita ? da Supereroi. Lo hanno detto in tanti, lo ha scritto Paolo Genovese nel suo libro e lo ha riportato in forma filmica dall?iniziale versione a romanzo scegliendo come protagonisti Jasmine Trinca e Alessandro Borghi. La vita di una coppia diventa fumetto a livello diegetico grazie al lavoro di fumettista della donna, che delle avventure e delle missioni dell?essere una coppia ne ha fatto parole e disegni per le sue raccolte. E quelle sfide, quei momenti di estasi e quegli inciampi rovinosi, vengono alternati tra la pagina stampata e la concretezza di una realt? che Genovese propone in maniera sfaccettata. Spezzettandola a livello temporale, mischiando passato e presente per mettere a confronto cosa si era e cosa si ? diventati.

Una formula spesso usata per raccontare pezzi di vita che, se li riconduciamo alla nostra memoria, non sempre sappiamo ricostruirli a livello cronologico e che rappresentano cos? un flusso equivalente allo stesso dell?esistenza. Ma se nella vita quotidiana ? cosa diffusa accavallare i ricordi e non riuscire a collocarli sempre nel tempo, nel cinema questo alternarsi rimanda a una scelta stilistica che si deve per? saper utilizzare e che ancor di pi? si abbini adeguatamente al tipo di racconto riportato.

Il tempo del cinema e dell’amore

Il Supereroi di Genovese ? una storia che si presta bene a questo continuo tennis temporale dove a susseguirsi sono scene e sequenze che aiutano a far distinguere come si sentivano i protagonisti all?inizio e come sta proseguendo la loro relazione nel corso di vent?anni. La necessit?, per?, ? quella di non far sembrare questo procedimento una prassi banale, cosa che accade con il dramma del regista italiano. Quella del galoppare degli anni, delle vicende, degli ossimori e delle associazioni che contribuiscono ad allontanare o avvicinare i personaggi. Una pratica di scrittura – e conseguentemente di montaggio – sempre stimolante, ma che se non sostenuta da una buona sceneggiatura (come in questo caso) diventa solamente un guscio vuoto che non sa bene di cosa riempirsi.

Alla trasposizione del suo Supereroi, al quale vanno collaborando anche Paolo Costella e Rolando Ravello, Genovese inserisce un crocevia di clich? che se di massima si riferiscono a gran parte delle coppie del mondo, dall?altra accomunano il film a tante altre pellicole che quei temi e quelle situazioni li hanno gi? affrontati in modi diversi. Chi in maniera pi? appassionante tanto da non appesantire la ripetitivit? in cui spesso cadono le narrazioni – l?incontro, le incrinature, i tradimenti, la malattia -, chi invece con una superficialit? che crede di far luce sull?animo e i sentimenti dei suoi personaggi, accumulandoli invece a molti altri.

Cosa ci rende Supereroi

L?essere qualunque della pellicola ? il pi? grande difetto di Supereroi. La sua essenza ? assimilabile a un tessuto gi? imbevuto di criticit? relazionali, gli ostacoli dei personaggi sono il prodotto di una narrativa che si ripete da anni uguale a se stessa e che catapulta l?opera dieci, quindici, quasi vent?anni indietro rispetto all?evoluzione dei rapporti inquadrati dal cinema. Una costante monotona e poco originale che riesce a portare a termine la pellicola solamente grazie alla bravura e alla sinergia di un duo quale Borghi-Trinca, pi? ispirati di quanto lo sia tutto il film e unico appello per una sorta di sincerit? dei e nei loro personaggi.

Essere supereroi significa rimanere insieme, ma nel cinema vuol dire anche riuscire a superare delle convenzioni che vogliono la quotidianit? terreno fertile di racconto quando in verit? si ha difficolt? nel raccoglierla e ripiantarla per tramutarla da verosimile a straordinaria. Anche quando vuole essere lo specchio della semplicit?, delle emozioni pure, quelle che dovrebbero essere viscerali perch? appartenenti al nostro lato pi? intimo e ci sentiamo nudi ed esposti quando le ritroviamo a scorrere sullo schermo. Quello di cui invece ci rendiamo conto con l?opera di Paolo Genovese ? quanto il cinema, rispetto a Supereroi, sia andato avanti e cos? la maniera di riportare l?amore di coppia in qualsiasi sua variante.

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