Kristoffer Borgli scrive e dirige The Drama, una piccola perla cinematografica che si traveste da rom-com per servire un trattato sul moralismo americano.
C’è una coppia bellissima a Boston. Charlie (Robert Pattinson) è un direttore di museo inglese, Emma (Zendaya) lavora in una libreria. Si amano, stanno per sposarsi, sono a un passo dal lieto fine. Con The Drama, Kristoffer Borgli ci fa credere di trovarci dentro la più classica delle commedie romantica, con tanto di momento meet-cute in caffetteria, i preparativi del matrimonio, le prove del primo ballo, per poi smonta tutto con una sola scena.
Durante una serata tra gli sposi e i loro testimoni, annaffiata dal vino del catering, un gioco apparentemente innocuo (“qual è la cosa peggiore che abbiate mai fatto?”) apre una voragine. La confessione di Emma cambia tutto: non della trama del film, ma del modo in cui lo si guarda da quel momento in poi.
In tanti parlano e hanno parlato di “twist”, ma non è esattamente così. Quello che viene rivelato non è un colpo di scena da terzo atto: è il motore dell’intera macchina narrativa, il punto da cui Borgli fa partire la sua vera indagine sulla società, americana e non solo.
Pensare o fare: è questa la domanda che The Drama non smette di porti.
Perché quello che il film mette sotto esame non è il segreto in sé, ma la reazione che il segreto provoca. Sono i nostri pensieri o le nostre azioni a definirci? Emma è l’unica dei quattro amici a non aver mai commesso realmente ciò che confessa, eppure è quella che subisce le conseguenze peggiori. Persino chi, come confessato durante la stessa serata, ha compiuto azioni e rischiato esiti ben più gravi nella vita reale si sente in diritto di giudicarla. Borgli in The Drama, costruisce con precisione chirurgica un paradosso morale che parla direttamente della cultura americana contemporanea: una società in cui l’intenzione pesa più dell’atto, dove il pensiero viene punito con più ferocia del gesto.
È una provocazione intelligente quella di The Drama, mai didascalica, che il regista norvegese conduce con il tono di chi osserva da fuori un meccanismo sociale e ne espone le contraddizioni ridendoci su, con un riso grottesco, scomodo, di quelli che ti fanno chiedere se dovresti davvero stare ridendo (mentre lo stai facendo).

Il montaggio come linguaggio
Se la sceneggiatura è il cervello di The Drama, il montaggio ne è il sistema nervoso. Borgli co-firma il montaggio con Joshua Raymond Lee, e insieme costruiscono un ritmo che definisce il tono del film fin dall’inizio: tagli bruschi che interrompono le scene prima che si completino, giustapposizioni temporali che saltano dal presente ai ricordi senza preavviso, un uso del suono che sfrutta la sordità parziale di Emma per creare un ulteriore livello di incomunicabilità. Il taglio diventa strumento comico e drammatico, e nella stessa scena si ride e ci si sente a disagio senza respiro tra le due sensazioni. Non c’è un minuto sprecato nei centosei di cui il film si compone, e la colonna sonora di Daniel Pemberton avvolge il tutto in una tensione sottile, quasi da thriller.
Ther Drama: due star, un cast perfetto
Zendaya e Robert Pattinson sono splendidi insieme e portano in scena due registri del tutto complementari. Pattinson è magnetico nella spirale di Charlie, un uomo che si scopre fragile, meschino, incapace di gestire ciò che ha scoperto sulla sua futura moglie – e va detto che il suo talento per i personaggi in preda al disfacimento emotivo trova qui un terreno più che fertile. Zendaya lavora invece in sottrazione: ascolta più di quanto parli, comunica con il corpo, con gli sguardi, con una fragilità trattenuta che rende Emma il vero centro di gravità di The Drama. Il cast ridotto intorno a loro è impeccabile, con Alana Haim perfettamente a suo agio nel ruolo di Rachel, una forza così estrema da risultare inevitabilmente odiosa allo spettatore, da qualunque parte si trovi.
Un finale che chiude il cerchio
The Drama è insomma un film inaspettato, una torta nuziale che, ricoperta di zucchero e decorazioni da fuori, si svela mano a mano nei suoi vari gusti, texture e sorprese. Il finale sarà divisivo, com’è giusto che sia per un film che ha passato la maggior parte del suo tempo a mettere il pubblico a disagio. Ma chi ha seguito il filo della domanda che Borgli pone fin dall’inizio, – pensare o fare, questo è il dilemma -, troverà nell’ultimo strato della torta l’unica risposta che poteva chiudere il cerchio. La più semplice, e per questo la più difficile da digerire.
The Drama è al cinema dal 1° aprile con I Wonder Pictures.

































