Tra i laghi italiani, nuovi equilibri di potere e riferimenti a Sorrentino e Caravaggio, Guy Ritchie, Theo James e Kaya Scodelario raccontano la seconda stagione della serie Netflix.
Dopo il successo della prima stagione, The Gentlemen torna su Netflix con un nuovo capitolo ancora più ambizioso. La seconda stagione arriva il 3 settembre, riportando al centro della storia Eddie Horniman (Theo James) e Susie Glass (Kaya Scodelario), questa volta alle prese con nuovi equilibri di potere e con un’ambientazione che si sposta dalle tenute inglesi ai laghi italiani.
E mentre il pubblico si prepara a scoprire cosa succederà ai protagonisti, Netflix ha già scommesso sul futuro della serie, confermando The Gentlemen per una terza stagione. A raccontare il nuovo capitolo in conferenza stampa sono stati Guy Ritchie, il lead writer ed executive producer Matthew Read, Theo James e Kaya Scodelario, soffermandosi sull’evoluzione dei personaggi, sull’arrivo in Italia e sull’immaginario visivo della nuova stagione.

Eddie diventa sempre più oscuro
Se nella prima stagione di The Gentlemen Eddie Horniman era ancora un uomo morale, impegnato a proteggere la propria famiglia e a sopravvivere in un mondo criminale che non gli apparteneva, nella seconda il suo rapporto con la violenza cambia radicalmente. Theo James racconta un personaggio che comincia a scoprire quanto possa essere utile utilizzare la propria capacità di fare del male mettendo in discussione la propria moralità e, soprattutto, «perdendo progressivamente empatia».
È proprio questa trasformazione ad aver reso interessante il lavoro sul personaggio. «Non direi necessariamente che diventi uno psicopatico», precisa James, «ma c’è una sorta di erosione della sua umanità». Un’evoluzione che inevitabilmente si riflette anche sul rapporto con Susie. I due continuano a essere alleati nell’espansione del loro impero, ma la loro ambizione individuale introduce una nuova tensione. Theo James anticipa che arriveranno «a un punto in cui saranno ai ferri corti»: in una storia di ascesa, infatti, qualcuno prima o poi rischia di essere fregato.
Susie, una donna di potere che non deve dimostrare nulla
Se Eddie deve fare i conti con la propria trasformazione, Susie continua invece il suo percorso verso l’indipendenza e il controllo del proprio destino. Ma c’è un elemento del personaggio che Kaya Scodelario considera particolarmente importante: la serie non sente mai il bisogno di spiegare perché una donna possa occupare una posizione di potere.

«Una delle cose che amo di Susie e del modo in cui è stata scritta è che la serie non sente mai il bisogno di sottolineare il fatto che sia l’unica donna in questo ambiente», racconta l’attrice. Susie «semplicemente esiste in quel mondo e si impone con naturalezza», senza che la sua presenza venga trasformata continuamente in un discorso sulla necessità di tenere testa agli uomini. Per Scodelario è proprio questo «il vero passo avanti nella rappresentazione dei personaggi femminili al cinema e in televisione»: Susie non deve dimostrare di meritare il posto che occupa. Il suo potere è semplicemente riconosciuto.
La sua indipendenza rimane comunque uno dei motori principali di The Gentlemen. Susie deve capire se è pronta a uscire dall’ombra del padre, assumersi i rischi e conquistare anche la gloria che deriva dal potere. È un tema che la accomuna a Eddie. Entrambi hanno ereditato una posizione e devono capire quando stanno davvero costruendo qualcosa di proprio e quando, invece, stanno semplicemente accettando il ruolo che è stato loro assegnato.
Dall’aristocrazia britannica ai laghi italiani
Il cambiamento più evidente della seconda stagione di The Gentlemen è però geografico. Eddie e Susie lasciano le grandi tenute inglesi per approdare sulle sponde dei laghi italiani, in un ambiente che non è soltanto uno spettacolare sfondo, ma diventa parte integrante della storia.

La scelta è nata anche dal desiderio di vedere sullo schermo qualcosa di diverso, sfruttando il contrasto tra l’aristocrazia britannica, con le sue regole e il suo rigore, e un contesto italiano completamente differente. Un contrasto che, secondo gli autori, poteva diventare narrativamente molto interessante. Eddie, tuttavia, non sembra trovarsi completamente fuori dal proprio elemento. Anzi, per Theo James l’Italia offre al suo personaggio un ambiente che comprende particolarmente bene: «È proprio il tipo di contesto in cui Eddie sa muoversi meglio». Gerarchie, potere ereditario e ricchezza radicata nel tempo sono dinamiche che Eddie conosce. La vera sfida consiste nel capire come utilizzare a proprio vantaggio il sottobosco criminale locale.
Ed è qui che emerge uno dei parallelismi più interessanti della nuova stagione di The Gentlemen: quello tra aristocrazia e criminalità. Secondo James, esistono infatti sorprendenti punti di contatto tra «l’aristocrazia britannica e la mafia italiana»: entrambi i mondi possiedono rituali, regole e un proprio codice morale, anche quando le azioni compiute sono tutt’altro che morali. La serie gioca inoltre con un altro elemento tipico delle grandi dinastie: il matrimonio come strumento di potere. Un’alleanza può nascere da interessi economici e familiari, lasciando volutamente nel dubbio quanto ci sia davvero di sentimentale.
Sorrentino, Caravaggio e la costruzione dell’immaginario
L’Italia non ha influenzato soltanto la storia della seconda stagione di The Gentlemen, ma anche il modo in cui serie appare sullo schermo. Matthew Read racconta che tra i riferimenti utilizzati durante la lavorazione ci sono stati i film di Paolo Sorrentino. «Il modo in cui Sorrentino racconta la cultura italiana ci è sembrato una sorta di chiave d’accesso molto utile per quello che volevamo fare». Il riferimento al regista italiano diventa ancora più concreto quando si parla della festa presente nell’episodio 6: alla domanda su quale fosse stata l’ispirazione per quella sequenza, Read risponde semplicemente: «La grande bellezza».

Ma l’influenza italiana in The Gentlemen passa anche attraverso la pittura. Guy Ritchie racconta di aver parlato esplicitamente di Caravaggio durante la costruzione dell’estetica della serie, arrivando a immaginare una scena illuminata proprio secondo l’impatto visivo del pittore. «C’è una coerenza estetica nella serie che abbiamo costruito fin dall’inizio, quindi naturalmente esiste una palette cromatica», spiega il regista. «In una scena, per esempio, abbiamo parlato esplicitamente della possibilità di illuminarla come un Caravaggio». È un dettaglio particolarmente interessante perché racconta quanto la componente visiva sia stata studiata nella nuova stagione: non soltanto location italiane spettacolari, dunque, ma anche riferimenti artistici e cinematografici utilizzati per definire atmosfera, luce e colore.
Dopo il successo del primo capitolo, The Gentlemen sembra quindi voler fare quello che una seconda stagione dovrebbe fare: ampliare il proprio universo senza tradirne l’identità. Più potere, nuove alleanze e un mondo criminale ancora più complesso, con Eddie e Susie sempre più vicini alla vetta e, proprio per questo, sempre più vicini allo scontro.
Non ci resta che attendere il 3 settembre per immergerci nuovamente nel mondo di The Gentlemen, dove tra aristocrazia, criminalità e nuovi giochi di potere, fidarsi della persona sbagliata potrebbe costare molto caro.


































