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The Shrink Next Door: recensione della serie con Will Ferrell e Paul Rudd
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The Shrink Next Door: recensione della serie con Will Ferrell e Paul Rudd

Tags: AppleTV, Paul Rudd, The Shrink Next Door
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The Shrink Next Door: recensione della serie con Will Ferrell e Paul Rudd

Tags: AppleTV, Paul Rudd, The Shrink Next Door

Will Ferrell, Paul Rudd e Kathryn Hahn sono i protagonisti della serie AppleTV The Shrink Next Door. Letta cos? qualsiasi appassionato del gruppo di attori o semplice conoscitore sporadico della loro filmografia potrebbe pensare che la piattaforma digitale abbia deciso di concentrarsi nuovamente su una commedia dopo il successo dell?adorabile Ted Lasso. Ma ? esattamente qui la sorpresa, in una via di mezzo in cui sicuramente i tre attori possono lasciare spazio alla loro vena pi? esuberante, legandola per? alla dimensione di una serie tv nera che ricerca il dramma e la manipolazione.

Chi ha avuto a che fare con il podcast omonimo di Joe Nocera sa bene di cosa si tratta. The Shrink Next Door ? la storia vera, seppur ben romanzata, dello psicologo Isaac Herschkopf e del suo assertivo paziente Martin Markowitz, diventati l?uno per l?altro ?Ike? e ?Marty? in un rapporto moralmente incorretto da parte del dottore volto a manovrare con libert? assoluta la vita del fragile, insicuro, bloccato e incredibilmente benestante cliente. Barbuto e dotato di occhiale a fondo di bottiglia, ? Rudd quel Herschkopf la cui influenza ha ribaltato l?esistenza del Marty di Will Ferrell, in un racconto di soprusi emotivi e sotterfugi disonesti trainati dalla scelta insolita, ma efficace dei due interpreti.

Gli squilibri tra dottore e paziente

? certamente un pizzico di leggerezza che la serie cerca pur nel tentativo di delineare la relazione impari tra i due uomini. Uno ricco, impaurito da ogni pi? piccola cosa, col mal di stomaco ogni volta che si trova a dover prendere una decisione importante nella propria vita e disperatamente alla ricerca di qualcuno che sappia dirgli come viverla. L?altro un carismatico signor nessuno diventato grazie ad abilit? e faccia tosta un nome rispettabile nel suo ambiente lavorativo e nella propria comunit? di riferimento, nato povero e con un occhio sempre rivolto verso una condizione sociale migliore, quella che ha rincorso per tutta la vita e che il denaro del suo paziente potr? riuscire a dargli.

Gioco di equilibri subdoli che la serie esprime fin dal principio rendendoli pi? esplicativi puntata dopo puntata e accentuandoli con insistenza durante il proseguimento del prodotto – che nel giorno del suo rilascio, il 12 novembre, vede gi? su AppleTv quattro suoi episodi. Eppure c?? una sorta di timore nel voler rendere davvero infima e sconvolgente la vicenda che ha visto coinvolte due personalit? cos? distanti, unite soltanto da quella convenienza su cui si sarebbe potuto costruire un thriller pi? focalizzato sull?inquietante potere che una mente pu? esercitare, distruggendo e plagiandone un?altra.

Cosa manca a The Shrink Next Door

Non ? perci? colpa di Will Ferrell o di Paul Rudd se dei loro personaggi in The Shrink Next Door viene esaltato al principio soprattutto quel saper far comico che ha contraddistinto la carriera degli interpreti – il cui impegno negli anni in progetti distanti dalla sola risata ? comunque stato ingente e acclamato. ? infatti la serie che si trova ad essere incerta sulla direzione che vorrebbe davvero perseguire, portando ad evidenziare ogni volta con maggiore chiarezza la scorrettezza immane che il dottor Herschkopf sar? pronto ad infliggere, ma non facendone risentire tutta la gravit? che un tale evento dovrebbe portare con s?.

A dare il giusto peso per la caratura drammatica di The Shrink Next Door rimane perci? solamente quella Kathryn Hahn ormai totalmente omaggiata nel panorama mondiale dopo la sua Agatha Harkness in WandaVisionche torner? nella Marvel con una sua serie tutta personale – e che continua a mostrare tutta la variet? del suo incontenibile talento. Personaggio portatore della coscienza assente nel fratello dell?attore Ferrell e forse vacillante anche all?interno del progetto stesso. Una serie che ha comunque la nostra attenzione grazie alla stravaganza del suo cast corale, ma che se avesse osato di pi? su di un tratto psicotico fin delle sue prime puntate avrebbe catturato sicuramente in maggior modo l?interesse dello spettatore.

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