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The Terminal List: recensione della serie con Chris Pratt
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The Terminal List: recensione della serie con Chris Pratt

Tags: Chris pratt, prime video, The Terminal List

Il decorso della carriera di Chris Pratt ha impantanato completamente l?attore in una manciata di ruoli da cui non riesce pi? a distaccarsi. Se da una parte c?? l?ormai fedele servizio offerto come Star Lord per i piani del MCU, dall?altra c?? un filone spara tutto che comprende il coinvolgimento nella saga di Jurassic World in cui soprattutto nel suo terzo e conclusivo film Il dominio ha limitato anche al minimo la recitazione dell?interprete. Una sterilit? nel panorama dei prodotti in cui ? stato coinvolto negli ultimi anni l?attore alquanto imbarazzante, che vedono il massimo dell?originalit? nell?aver prestato la sua voce al film d?animazione Onward – Oltre la magia, in cui risparmiava finalmente gli spettatori da pallottole sparate in aria e inseguimenti o a cavallo (I magnifici 7) o nello spazio (Passengers).

Ad un anno di distanza dal suo arrivo su Prime Video con La guerra di domani, war movie con condimento sci-fi in cui ai viaggi nel tempo si mescolava il tentativo di salvare il mondo, sempre sulla piattaforma Pratt torna per la serie The Terminal List, basata sull?omonimo libro di Jack Carr e che vede alla direzione della sua prima puntata l?Antoine Fuqua di Traning Day e The Equalizer – Il vendicatore. Il motivo per cui chiamare al rapporto l’ex attore di Parks and Recreation ? presto detto: la storia si concentra sul capitano James Reece e il suo plotone di Navy Seals rimasto coinvolto in una strage. Una missione non andata a buon fine, espediente per un thriller tra privati e cittadini dove i marine e i veterani rischiano le pi? alte conseguenze, come la perdita della propria famiglia da parte di Reece, deciso a scoprire cosa ? avvenuto davvero dietro a quell?impresa compiuta in Siria e scoprendo un giro di corruzione e omert?.

The Terminal List: argomento interessante, messinscena ordinaria

La (non pi?) espressivit? di Chris Pratt e i suoi sempre pi? pompati muscoli sono perci? il gancio maggiore per il coinvolgimento dell?interprete all?interno della serie, che lo vede confrontarsi nuovamente su di un territorio in cui l?avevamo gi? visto invece che sperimentare in progetti in cui, magari, potrebbe fare a meno delle armi. Una fisicit? che pur prestandosi a questo genere di operazioni non aggiunge nulla alla sua crescita lavorativa e appiattisce ancora di pi? l?interesse nei suoi confronti e nelle produzioni in cui prende parte, sempre uguali e ugualmente standardizzate, proprio come capita a The Terminal List.

Il fatto che i temi affrontati dalla serie possano effettivamente attivare il senso critico dello spettatore, che si ritrova cos? a riflettere su alcune delle problematicit? maggiori che affliggono gli USA, dai traumi dei suoi veterani all?utilizzo di medicinali con conseguenze catastrofiche, non ? abbastanza per una messinscena e una costruzione degli episodi ordinarie e prevedibili. Il tipico racconto sul tipico uomo a cui ? stato fatto un tipico torto e che per vendicarsi compila la tipica lista di persone da fare fuori.

Finire la lista il prima possibile

Sebbene il dramma nascosto dietro la sola patina fatta di fucili, cappellini con la visiera e divise da militari ? effettivamente avvincente in quanto si immette su di un argomento quasi spionistico che ha al suo interno un?attualit? presente e che coinvolge un aspetto fondamentale della difesa americana, The Terminal List non emerge con grinta rimanendo nella sua scontatezza. L?intrigo lo fa il reportage giornalistico che il personaggio di Constance Wu porta avanti, ma che deve intervallarsi col vero protagonista della serie, quel Chris Pratt dal volto impassibile o leggermente corrucciato che non riesce ad avventurarsi nemmeno sul cammino a ritroso nella propria emotivit? nel ricordo della moglie e della figlia scomparse.

Andando nel vivo degli incarichi militari che portano con s? effetti devastanti, volendo ragionare su questioni in precedenza viste sempre nella serialit? da Homecoming, seppur con tutt?altro tipo di ambientazione e storia, su Prime The Terminal List ? la prova che per Pratt ? arrivato il momento di passare ad altro prima di vedere la sua carriera congelarsi. Un prodotto nella media, ma davvero troppo simile a tanti altri. Una lista che si spera finisca presto, come il resto dei suoi episodi.

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