Scopri tutti i premi del 43° Torino Film Festival 2025: migliori film, documentari, cortometraggi e Premio FIPRESCI con motivazioni ufficiali.
Dal 21 al 29 novembre 2025 Torino si è trasformata — ancora una volta — in una vera capitale del grande schermo grazie al 43° Torino Film Festival organizzato dal Museo Nazionale del Cinema.
Con una selezione di circa 120 film provenienti da oltre 60 Paesi — tra lungometraggi, documentari e cortometraggi — l’edizione 2025 ha confermato l’impegno del Festival nei confronti del cinema indipendente, delle opere prime/seconde, dei documentari, della sperimentazione e di un’attenzione particolare alla diversità e alla presenza femminile tra le registe e autrici.
Un elemento centrale di questa edizione è stata la grande retrospettiva dedicata al centenario della nascita di Paul Newman, celebrato con 24 film rappresentativi della sua carriera, dal debutto negli anni ’50 ai grandi successi internazionali, fino alle prove più mature. L’immagine del manifesto ufficiale, realizzata da una celebre foto del 1981, ha incarnato lo spirito di omaggio di questa 43ª edizione.
Il Festival ha anche accolto un parterre di ospiti internazionali e nazionali di assoluto rilievo: tra loro figure iconiche come Spike Lee, Vanessa Redgrave, Juliette Binoche, Daniel Brühl, Sergio Castellitto, Jacqueline Bisset e molti altri, che hanno partecipato a masterclass, incontri con il pubblico e ricevuto premi speciali come le “Stelle della Mole”.
L’inaugurazione si è svolta venerdì 21 novembre al suggestivo Teatro Regio di Torino, presentata dal direttore artistico del Festival Giulio Base insieme all’attrice e madrina di questa edizione Laura Chiatti. Durante la cerimonia sono state consegnate le prime “Stelle della Mole” e presentata in anteprima italiana la commedia rom-fantasy Eternity di David Freyne.
In chiusura, sabato 29 novembre, il Festival ha celebrato i film vincitori con la proiezione finale di Nuremberg di James Vanderbilt, interpretato da Rami Malek e Russell Crowe.
Questa 43ª edizione del TFF ha confermato la sua missione di ponte tra passato e futuro del cinema: celebrando le leggende, dando spazio al nuovo, e avvicinando il pubblico al meglio del cinematografo mondiale.
Premi Ufficiali
Concorso Lungometraggi
- Miglior film (20.000 €): THE GARDEN OF EARTHLY DELIGHTS di Morgan Knibbe
- Premio speciale della Giuria (7.000 €): IDA WHO SANG SO BADLY EVEN THE DEAD ROSE UP AND JOINED HER IN SONG di Ester Ivakič
- Miglior sceneggiatura: AILLEURS LA NUIT di Marianne Métivier
- Migliori performance: Sadie Scott (FUCKTOYS) e Maria Wróbel (QUE MA VOLONTÉ SOIT FAITE)
Concorso Documentari
- Miglior film (10.000 €): SEEDS di Brittany Shyne — Motivazione: “Per la capacità di raccontare per immagini potenti la vita quotidiana di una comunità, costretta a subire l’ipocrisia delle parole delle leggi.”
- Premio speciale della Giuria: COEXISTENCE, MY ASS! di Amber Fares — Motivazione: “Come attraverso l’ironia si possa raccontare la complessità di una tragedia.”
- Menzione speciale: BOBÒ di Pippo Delbono — Motivazione: “Siamo grati alla saggezza che c’è nella follia.”
Concorso Cortometraggi
- Miglior film (3.000 €): WHAT HAVE YOU DONE, ZARINA? di Camila Sagyntkan — Motivazione: “Camila Sagyntkan racconta con sensibilità e coraggio la vicenda di una ragazza quindicenne incinta dopo una violenza. Una messa in scena rigorosa intreccia, con le contraddizioni di una famiglia patriarcale e le ingiustizie sociali, il dramma psicologico di Zarina, nell’intensa interpretazione di Yenlik Kozike, tentata di rivolgere su di sé il senso di colpa accentuato dai pregiudizi arcaici della sua comunità.”
- Premio speciale della Giuria: 175 di Sepehr Nosrati — Motivazione: “Con una messa in scena di notevole impatto dinamico, Nosrati ci mette di fronte alle contraddizioni di uno dei temi centrali della politica e della società europea, l’immigrazione.”
- Menzione speciale: FIN di Ward Kayyal — Motivazione: “Per aver tradotto con sintesi emozionante la dialettica tra guerra e normalità nel dramma palestinese.”
Premio FIPRESCI
FIPRESCI Award: THE ANATOMY OF THE HORSES di Daniel Vidal Toche — Motivazione: “Il film riflette su una verità necessaria: la rivoluzione è fatta di azione e spargimento di sangue, ma è uno stato d’animo destinato al fallimento. Questa sensibile esplorazione della cultura indigena prende vita attraverso un realismo magico, attingendo allo spirito di Eadweard Muybridge. Come opera di poesia visiva, inattaccabile dal tempo, il film dimostra che ciò che l’uomo ha tenuto in cattività è più libero dell’essere umano.”
































