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Trap: recensione del nuovo film di M. Night Shyamalan

Alessio Zuccari Di Alessio Zuccari
9 Agosto 2024
in Top News, Film in uscita, Recensioni
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Il regista torna al cinema con un nuovo marchingegno pensato a misura di escape room. Tensione, ritmi perfettamente dosati e un terzo atto che poi va altrove. Con un grande Josh Hartnett.

Ah, Manoj Night Shyamalan, mastro dell’artificio cinematografico. Checché se ne possa dire, resta il più furbo di tutti. Perché nonostante abbia vissuto fino a qui una carriera oramai trentennale (fa film da quando aveva ventidue anni) e degna del saliscendi di una montagna russa, il regista classe 1970 non ha mai rinunciato a se stesso. Una parte della critica fatica a digerirlo, un’altra parte lo considera un genio. E a lui, siamo sicuri, piace stare nel mezzo. Qui dove trova la formula per un cinema sempre teso tra intrattenimento ed escapismo, ma con la consapevolezza di conoscerne bene, benissimo, forme e strutture. Anche con Trap, l’ultimo film che scrive e dirige, Shyamalan rilancia una volta ancora.

Un serial killer, una figlia, un concerto

Trap: recensione del nuovo film di M. Night Shyamalan
Photo Credits: Warner Bros.

In questa occasione con un dispositivo narrativo, ludico, teorico persino più scoperto, persino più manifesto. Ci viene infatti detto immediatamente davanti a cosa saremo di fronte, sin da tutto il materiale di campagna promozionale: il protagonista Cooper (Josh Hartnett) è un serial killer e dietro al concerto dove porta sua figlia (Ariel Donoghue) c’è un’operazione della polizia pronta a tendergli un’imboscata. Fine. O meglio, non proprio. Perché questi sono i due terzi di un film congeniato come un puzzle talmente ben pensato e incastrato negli snodi da apparire quasi procedurale, generato sulle casualità e le astuzie del momento.

Che goduria la prima ora di Trap. Fila tutto come vorremmo filasse sempre in un film dell’autore di origine indiane, ottimamente dosato in un atto di equilibrismo tra tensione, meschinità ed umorismo. Perché Trap è un film anche molto ironico. Dopotutto il punto di vista – almeno sempre per questi due terzi – è nello sguardo di Cooper, padre che ha semplicemente portato la figlia al concerto tanto agognato della diva pop Lady Raven. Allora c’è grande interazione, tenera e giocosa, tra i due, genuinamente emozionati l’una per il concerto, l’altro per la gioia della figlia.

Ma poi ad Hartnett, che presta probabilmente una delle sue migliori performance in carriera, si riduce l’occhio a fessura, si contrae il volto ed emerge nella frazione di un’inquadratura l’anima del Macellaio, l’omicida che ha rapito, ucciso e fatto a pezzi dodici persone. Si genera allora un gioco del gatto con il topo, tra dispiegamento massiccio delle forze dell’ordine, profiler dell’FBI e regime dello spettacolo digitale del nuovo millennio (dove, senza svelare troppo, lo spettacolo stesso interviene a giocare un ruolo attivo).

Oltre le trappola

Trap: recensione del nuovo film di M. Night Shyamalan
Photo Credits: Warner Bros.

Poi, assieme e successivamente a tutto questo, arriva un’invasione ulteriore della sfera familiare. A un certo punto Trap infatti va, letteralmente, altrove. C’è un’intera altra porzione di film che cambia il passo e i criteri di movimento rispetto a quelli dell’escape room, dove la mano del demiurgo-regista interviene in maniera più massiccia ad indirizzare (sempre con intento manifesto) i perché e le traiettorie logiche della storia. Il crederci così com’è, così come anzi vuole lui, è l’ennesimo atto di fede che Shyamalan chiede al suo pubblico. Ricordate il precedente Bussano alla porta, forse il pamphlet ultimo delle ragioni del suo cinema? È chiaro che questo qui è anche il momento del film in cui lo spettatore rischia di sentirsi allentato nel fiato sospeso o nel sorriso divertito. Non tanto per le evidenti forzature di per sé, quanto piuttosto per un respiro differente rispetto ai dosatissimi dedali della prima ora di Trap. È, insomma, il solito rischio che il regista si prende e con cui traccia uno steccato. Si è dentro o si è fuori, c’è poco da fare.

È il criterio Shyamalan, che con questo film tra le altre cose rafforza anche la sua azienda familiare, che oramai gioca a carte scoperte nel promuovere il proprio nome nel mondo dell’industria dell’intrattenimento. Nei panni di Lady Raven c’è Saleka, figlia maggiore del regista e vera cantante, architrave ai meccanismi narrativi interni (sarà più che solo una quinta di sfondo) e, di rimando, in qualche modo anche allo scheletro drammaturgico che a Shyamalan piace svelare e piegare a proprio piacimento – per intenderci: nel suo consueto cameo l’autore arriva addirittura a indirizzare il percorso degli eventi. In questo 2024 c’è stato poi anche il debutto alla regia di un’altra figlia, Ishana, cresciuta sui set del padre e arrivata nelle sale con The Watchers, film horror di degne intenzioni ma che pare un po’ troppo voler assorbire il cinema del genitore.

Con Trap c’è dunque da divertirsi e lasciarsi risucchiare nel vortice. Il Cooper di Hartnett è irresistibile con il suo misto indissolubile di premura paterna e spietatezza assassina, così come lo è la struttura meta-cinematografica che gli si muove attorno e cerca di ingabbiarlo per il nostro diletto. Stavolta credetegli.

Trap è al cinema dal 7 agosto con Warner Bros. Italia.

Guarda il trailer italiano di Trap:

Tags: Ariel DonoghoueJosh Hartnettm. night shyamalanTrap

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  • ✨ Venezia 83 - Day 4
Una giornata doppia alla Mostra del Cinema di Venezia!

🎸 Da una parte l’evento musicale più atteso, Oasis: Don’t Look Back in Anger, il documentario sulla reunion dei fratelli Gallagher dopo 16 anni di silenzio.

Firmato da Dylan Southern e Will Lovelace, il film offre accesso senza precedenti al tour Live ’25: backstage, prove e le prime interviste congiunte di Liam e Noel in oltre 25 anni.

📽️ Dall’altra il ritorno di Nanni Moretti in Concorso con Succederà questa notte, con Louis Garrel e Jasmine Trinca. Una storia che esplora emozioni, paure e relazioni contemporanee, con lo sguardo unico del regista italiano.

📸 @irene_mischiari 
#venezia83 #oasis #mostradelcinemadivenezia
  • 💍 Luì e Sofì hanno detto sì. Davanti a 6.000 persone.
I Me contro Te si sono sposati a Milano trasformando le loro nozze in un vero e proprio evento per il pubblico: cerimonia, concerto, orchestra, ballerini e fuochi d’artificio.
Per partecipare? Un biglietto a pagamento, con prezzi da 48 a 110 euro e un pacchetto aggiuntivo da 250 euro per incontrare gli sposi prima dello show.

Un evento che racconta perfettamente quanto il confine tra creator, personaggi e vita privata sia diventato sottile.

E allora la domanda è inevitabile: geniale modo di condividere un momento speciale con la propria community o monetizzazione della vita privata — e soprattutto dell’entusiasmo dei bambini — spinta un po’ troppo oltre? 👀

✍🏻 Diteci la vostra nei commenti.
  • Ieri a Venezia non è stata solo l’anteprima di un docufilm. È stato un evento generazionale. 🇬🇧

Perché ci sono canzoni che non appartengono più soltanto a chi le ha scritte: appartengono a chi le ha cantate a squarciagola, a chi ci si è innamorato, a chi le ha messe in cuffia nei momenti giusti — e in quelli sbagliati.

Gli Oasis sono tornati insieme. E per una generazione cresciuta con Liam, Noel e Wonderwall, vederli arrivare insieme al Lido ha significato inevitabilmente qualcosa in più.

So… sing along with us. 🎶
Because maybeeeee… ❤️‍🔥

#Oasis #DontLookBackInAnger | @disneyit | 📸 @irene_mischiari
  • ✨ Venezia 83 - Day 4

Ieri alla Mostra del Cinema di Venezia uno dei titoli più attesi: Primetime, il primo film di fiction del documentarista Lance Oppenheim, con Robert Pattinson nei panni del giornalista Chris Hansen.

Oltre a loro, sul carpet hanno sfilato Skyler Gisondo, Phoebe Bridgers e il produttore del film ari Aster.

Una storia intensa sul mondo della TV americana del 2006, tra inchieste, caccia ai predatori online e il lato oscuro del giornalismo televisivo 🎬

📸 @irene_mischiari 
🍿 @iwonderpictures 
#venezia83 #mostradelcinemadivenezia #primetime
  • ⭐️ Phoebe Bridgers a Venezia 83 nel suo esordio come attrice in Primetime 🎬

@iwonderpictures #phoebebridgers #mostradelcinemadivenezia #venezia83
  • Ladies and Gentlemen: Robert Pattinson ❤️‍🔥

Alla Mostra del Cinema di Venezia come protagonista di Primetime, film di Lance Oppenheim che racconta la storia vera di Chris Hansen, giornalista televisivo divenuto famoso con l’inchiesta nascosta “To Catch a Predator” 👀

@iwonderpictures #venezia83 #mostradelcinemadivenezia #robertpattinson
  • Un anno senza Giorgio.

Il 4 settembre 2025 ci lasciava Giorgio Armani, uno dei più grandi maestri della moda italiana e l’uomo che, con la sua visione, ha cambiato per sempre il modo di intendere l’eleganza.

Armani non ha semplicemente creato abiti: ha costruito un linguaggio. Fatto di linee pulite, colori misurati, giacche destrutturate, rigore e leggerezza. Uno stile immediatamente riconoscibile che ha attraversato decenni, passerelle e cinema senza mai avere bisogno di alzare la voce per farsi notare.

A un anno dalla sua scomparsa vogliamo ricordarlo attraverso la sua arte, con le immagini che abbiamo avuto la fortuna di vedere con i nostri occhi all’Armani/Silos di Milano.

Una mostra che attraversa il suo straordinario universo creativo attraverso abiti, silhouette e creazioni iconiche, restituendo da vicino la precisione, la ricerca e quella concezione dell’eleganza che ha reso Giorgio Armani eterno.

Rivedere oggi queste immagini ha inevitabilmente un significato diverso.
Perché gli stilisti se ne vanno.

Lo stile, quello vero, resta.

Giorgio Armani, per sempre. 🤍

#GiorgioArmani
  • ✨ Venezia 83 - Day 2

Il ritorno di Werner Herzog alla fiction: Bucking Fastard ha debuttato al Lido conquistando una standing ovation di 6 minuti e mezzo.

Sul carpet le sorelle Kate e Rooney Mara, per la prima volta insieme sullo schermo nei panni di Jean e Joan Holbrooke, due sorelle così unite da parlare, amare e sognare all’unisono.

Con loro Orlando Bloom e Domhnall Gleeson, in una storia surreale ambientata in Irlanda tra tribunali, stampa e un tunnel scavato nella montagna 🎬

📝 Recensione al link in bio
📸 @irene_mischiari 

#venezia83 #mostradelcinemadivenezia
  • Abbiamo tuttə avuto un momento “Orlando Bloom”. 

#Venezia83 | Per le foto, ringraziate @irene_mischiari

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