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Venezia 78 - La caja: recensione del film di Lorenzo Vigas
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Venezia 78 - La caja: recensione del film di Lorenzo Vigas

Tags: La caja, Lorenzo Vigas, Venezia78

Sinossi ufficiale di La caja:

Hatzin, un adolescente di Citt? del Messico, ? in viaggio per recuperare i resti del padre, trovati in una fossa comune tra gli immensi cieli e i vuoti paesaggi del nord del Messico. Ma l?incontro casuale con un uomo fisicamente somigliante al padre lo riempie di dubbi e speranze su dove questi sia davvero finito.

Recensione di La caja:

Lorenzo Vigas ha debuttato nel 2015 con il suo Ti guardo vincendo il Leone d?Oro alla Mostra di Venezia. Un primo film incentrato sul rapporto ambiguo tra mascolinit? e sessualit? tra i personaggi di un uomo maturo interpretato da Alfredo Castro e un giovane criminale da cui si sente attirato con il volto del giovane Luis Silva. Un?opera in sottrazione che esplora i silenzi e le dinamiche di attrazione e potere che l?autore ripropone anche nel suo secondo lavoro La caja, in un?ottica per? tra genitore e figlio, in una continua equivocit? su cui l?autore basa le tensioni delle sue opere.

Questa volta ? Hatzin (Hatz?n Navarrete) il protagonista, orfano di madre e padre destinato a ritrovare quest?ultimo per le strade del Nuovo Messico, o almeno cos? sembrerebbe. Il ragazzino infatti ha appena ricevuto i resti del genitore, ma quello che dovrebbe essere un uomo ormai morto il giovane lo vede vivo e vegeto vagare per la citt?. Deciso a seguirlo convinto di aver trovato il padre, il ragazzino far? in modo di legarsi all?adulto, in costanti tentativi in cui assecondarlo e compiacerlo.

La verit? dei rapporti famigliari

Tolta l?omosessualit? strisciante di Ti guardo sostituita con il bisogno di unione parentale di La caja, Vigas ripropone un medesimo schema narrativo che si applica ad entrambi i suoi film nella stesura e nell?evoluzione delle storie. Una similarit? che le due opere sviluppano partendo dall?incontro dei personaggi, evolvendo nella correlazione che tra loro si crea e esplorandone lo scrutarsi, l?avvicinarsi, l?indagarsi e, infine, cercando di capire fin dove potr? spingerli questo inedito rapporto.

Un?influenzarsi che condizioner? pi? l?adolescente Hatzin, bisognoso e ostinato nel voler trovare una correlazione con il presunto genitore, che quel sospettato genitore la cui evoluzione ne far? scoprire un?ambivalenza su cui si va fondando anche la moralit? della narrazione. L?uomo ? realmente il padre o sta solo sfruttando il bisogno di affetto di un giovane ragazzino? Vuole davvero averlo al suo fianco senza pretendere nulla in cambio o ? il suo poterne usufruire che porta l?uomo a trovare nella sua casa un piccolo posto anche per il protagonista?

Cambiamento e redenziane ne La caja

Le zone grigie dei sentimenti e dei rapporti sono nuovamente centro per Lorenzo Vigas in un?operazione che, come per l?opera precedente, faceva parlare i vuoti, destinati ad improvvise e inattese esplosioni di rabbia. Un?ira e un turbamento che sono quelli che montano sommosse all?interno dei personaggi e aspettano che sia il momento adeguato per lasciarsi detonare. Una violenza che aleggia serpentina e si pone come soluzione finale, ma inevitabile, in una continua tensione di morte nelle pellicole di Vigas che possono essere insieme sia conclusione di un percorso o, nel caso di La caja, una sorta di redenzione per quello che si ? fatto.

Sfruttando largamente il paesaggio, inseguendo insistentemente il personaggio di Hatzin come quest?ultimo pedina instancabilmente colui in cui rivede il proprio padre, con La caja presentato alla 78esima edizione della Mostra Internazionale d?Arte Cinematografica di Venezia l?autore venezuelano riconferma una propria cifra stilistica e un determinato registro su cui tarare i propri racconti. Storie di intensit? che collegano con insistenza i suoi protagonisti, tutti desiderosi e smaniosi di capire cosa possono ottenere l?uno dall?altro. Se in Ti guardo era l?amore e l?espressione della sessualit? con un ricambio, inizialmente, in denaro, ne La caja ? la protezione e un tetto familiare che devono essere guadagnati con fedelt? e duro lavoro. Anche quello pi? sporco, scorretto. Quello che pu? portare alla corruzione dell?anima a meno che non sia troppo tardi.?

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