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Venezia 78 - Mona Lisa and the Blood Moon: recensione del film
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Venezia 78 - Mona Lisa and the Blood Moon: recensione del film

Tags: Ana Lily Amirpour, Mona Lisa and the Blood Moon, Venezia78

Sinossi ufficiale di Mona Lisa and the Blood Moon😕

Mona Lisa and the Blood Moon?parla di una ragazza dotata di insoliti e pericolosi poteri che scappa da un manicomio e tenta di cavarsela da sola a New Orleans. Costellata di sequenze rocambolesche che si susseguono al ritmo di una musica elettrizzante tra Techno Italiana e Heavy Metal, questa pellicola all?insegna del genere fantasy avventuroso evocher? inevitabilmente memorie degli anni Ottanta e Novanta.

Recensione di Mona Lisa and the Blood Moon:

Il primo lungometraggio di Ana Lily Amirpour, A Girl Walk Alone at Home at Night, ha dimostrato fin da subito che il panorama internazionale avrebbe avuto a che fare con un nuovo talento indipendente e visionario. Un?autrice da festival internazionali fin dal suo debutto, quando dal Sundance il clamore per il suo ?spaghetti western iraniano con i vampiri? entusiasm? immediatamente la scena underground, che la port? fino a realizzare nel 2016 il suo successivo lavoro The Bad Batch presentato ad un evento di richiamo mondiale come la Mostra del Cinema di Venezia. Occasione in cui Amirpour si ritrova anche per la sua terza pellicola, opera che trascina il peso di un?accoglienza contrastante vista la ricezione del suo secondo lavoro, con l?autrice attesa al varco quasi per poterne decretare o meno il definitivo proseguimento nell?universo cinematografico.

Fortunatamente, molto pi? di The Bad Batch, Mona Lisa and the Blood Moon ha la possibilit? di accogliere un plauso maggiore pur nell?assoluta leggerezza della propria costruzione, sia narrativa che visiva. Una favola della buonanotte dark per figli che vogliono scappare dalle loro madri spogliarelliste e poliziotti che si ritrovano a dover fare i conti con i crimini del paranormale, il tutto influenzato da una luna piena che muove e conduce dall?alto i percorsi degli uomini e li invita a dimenticare ci? che sanno per accettare l?inaspettato.

Attenti alla luna piena

Un inatteso che ? una giovane ragazza di vent?anni a rappresentare, chiusa per anni in un ospedale per malattie mentali da cui scapper? lasciandosi dietro camicia di forza e costrizioni. Un demone, un miracolo, un essere superiore: ? difficile capire chi si ha davanti quando si tratta di Mona Lisa (Jeon Jong-seo). L?unica cosa che ? certa ? il suo potere inspiegabile, l?abilit? di controllare e costringere coloro che la guardano negli occhi a fare tutto quello che vuole. Un?ipnosi da cui sapr? trarne i monetari frutti la spogliarellista di Kate Hudson e che far? uscire di testa l?agente di polizia interpretato da Craig Robinson, entrambi destinati a incappare sulla stessa strada della ragazza, decisa solamente a scappare.

Tornando a sperimentare ci? che di sovrannaturale pu? esistere nel mondo, non rifacendosi a ?mostri? ben definiti come i vampiri e nemmeno a generi fermamente codificati come quello distopico di The Bad Batch, con Mona Lisa and the Blood Moon Ana Lily Amirpour applica il proprio tocco scegliendo una storia che attraversa un arco di trasformazione curioso e pieno della stranezza del cinema dell?autrice. Una violenza espressa tutta nella prima sequenza che si pone in contrasto con ci? che il resto del racconto va poi esponendo, sia a livello di contenuto che di messinscena visiva. Una brutalit? che, nell?approfondimento dei personaggi e nell?accostamento alla protagonista Mona Lisa, viene scavalcata da una stramberia piena di tenerezza. Un coming of age che solo Ana Lily Amirpour avrebbe potuto fare, tra abilit? psichiche e irrealt?, stripclub e ragazzini gi? adulti.

Tutta la stravaganza di Mona Lisa and the Blood Moon

La stravaganza dell?opera della cineasta riverbera inoltre nel peculiare casting che la donna ? andata proponendo, l?incontro di Kate Hudson e soprattutto di Craig Robinson all?interno di una dimensione strettamente autoriale che permette loro di trasmettere comunque una certa ironia, che diventa mano a mano pi? pronunciata durante l?esplorazione dei personaggi. Una caratterizzazione marcata, una colonna sonora tecno firmata dall?italiano Daniele Luppi che riafferma l?impeccabile gusto musicale della regista, per un tappeto di beat e vibrazioni che sembrano far ondeggiare i protagonisti su di uno spartito sospeso, come l?estemporanea storia di Mona Lisa e del suo viaggio per diventare grande.

Con Mona Lisa and the Blood Moon non torniamo ai fasti dell?esordio cinematografico dell?autrice, ma ? pur sempre un risultato notevole quello che la regista raggiunge dopo il film precedente. Un modo per Ana Lily Amirpour di ricordarci la sua firma e rallegrarci con un cinema in cui la donna inserisce tutto quello che le piace. La luna rossa, le giovani con poteri speciali, personaggi peculiarissimi che si aggirano per le vie con il loro essere appariscenti e di una potenza calamitante. Una pellicola che sembra volerci prima spaventare e per cui finiamo invece per provare un?assoluta simpatia. Un indie bizzarro e inverosimile, come vorremmo e ci aspettiamo la regista e la sua cinematografia.

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