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Venezia 78 - Mondocane: recensione del film con Alessandro Borghi
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Venezia 78 - Mondocane: recensione del film con Alessandro Borghi

Tags: alessandro borghi, mondocane, Venezia78

Sinossi di Mondocane:

Pietro (Dennis Protopapa) e Cristian (Giuliano Soprano) vivono ai margini di una Taranto collassata dopo la catastrofe ambientale subita. Per dare una svolta alla loro vita i due ragazzini tentano di farsi accettare dal gruppo criminale delle Formiche, ma solo uno dei due si riveler? davvero portato per un’esistenza tra furti e uccisioni.

Recensione di Mondocane:

Il futuro ? in mano ai bambini. A dircelo ? sempre pi? spesso l?audiovisivo, che nel giro di un anno passa dalla serialit? al cinema per raccontare di come in un mondo non poi cos? lontano pandemie e cause ambientali vedranno spazzata via la quotidianit? che conosciamo per sostituirla con miseria e aridit?. In queste fantasie del domani, dove anche gli aspetti pi? gravi ormai non ci spaventano pi? vista la loro effettiva possibilit?, sono sempre i pi? giovani a cercare con tutte le loro forze di cavarsela, riuscendocela pure. Non sempre, sicuramente con molte difficolt?, ma sono comunque loro a determinare pi? di qualsiasi altro essere vivente il proseguimento di una societ? finita al collasso, di cui sembrano ormai gli unici superstiti.

? stato cos? per Anna, serie di Sky che in una Sicilia infettata dalla Rossa vedeva ammalarsi solamente gli adulti lasciando vivere i ragazzi non ancora adolescenti. E continua a raccontarcelo anche Mondocane, film d?esordio del regista e sceneggiatore Alessandro Celli, alla scrittura assieme a Antonio Leotti. Cineasta che con i pi? piccoli ha avuto sempre a che fare: con il suo lavoro su Braccialetti rossi, la serie Jams per Rai Gulp, la direzione per Disney Italia dell?operazione in quindici puntate de I cavalieri di Castelcorvo. Questa volta per? Celli abbandona la patina di sicurezza a cui gli altri suoi personaggi potevano aggrapparsi. Dimentica la bonariet? delle produzioni per ragazzi e trasforma i loro giochi e le loro scoperte in segreti di guerra e regole ferree. Quelle che i suoi protagonisti Pietro e Cristian dovranno rispettare: mai tradire le Formiche, non rivelare dov?? il Formicaio e, soprattutto, non farsi beccare.

Le regole delle Formiche

I protagonisti di Mondocane entrano violentemente nella cerchia del personaggio di Alessandro Borghi, quel Testacalda a capo della banda di ragazzini che in una Taranto aranciata e giallastra, in preda al declino ambientale e alla violenza dilagante, compiono razzie e omicidi con la freddezza di un esercito addestrato. Ed ? esattamente questo il gruppo delle Formiche, di cui i due ragazzini vogliono far parte per poter sfuggire alla fame della strada: un insieme di piccoli individui capitanati da un adulto che ne ha compreso le potenzialit? e li ha cresciuti come criminali.

Se a differenza di Anna qui i grandi continuano a farla da padroni in una terra che, per?, non ha pi? molto da offrire a nessuno dei suoi abitanti, Mondocane mantiene comunque la suggestione che aveva sospinto la serie di Niccol? Ammaniti, nonch? il libro dello stesso scrittore da cui era tratta. La purezza estetica di Anna viene per? lasciata indietro nella scenografia di Mondocane, che si fa pi? ombrata e oscura rispetto a quella quasi eterea in cui si spostavano i personaggi di Giulia e del suo piccolo circolo. Per i protagonisti interpretati da Dennis Protopapa e Giuliano Soprano, invece, Mondocane ? una realt? sporca e corrotta, dove aspirare a far parte di un insieme di giovani assassini e farabutti ? ci? che di pi? alto potrebbero chiedere dopo una vita passata a subire le sevizie e le urla di un marinaio e il suo peschereccio.

Il Vangelo secondo Mondocane

Ma i desideri si infrangono e cos? anche le promesse. Quelle di due amici di non separarsi e continuare il loro percorso insieme, strappo che sopraggiunge inevitabile nella differenza di adattamento dei personaggi, con il protagonista Pietro – detto proprio Mondocane – incapace di sottostare alla brutalit? del gruppo e quella di Cristian, un tempo Pisciasotto, che ne incarna al contrario lo spirito. Mondocane ? perci? film sulla fiducia e il tradimento l? dove ad essere messa in ballo ? l?amicizia che ti ha salvato per tutta la vita. ? quel Cristian che, portando un crocifisso in dono al capo Testacalda, diventa il prescelto, il Messia, mentre Pietro finir? per rinnegarlo proprio come accadeva nei sacri testi del Vangelo.

Questa chiarezza di lettura del testo filmico in Mondocane contribuisce alla realizzazione di un?opera che, pur inserita in un contesto apocalittico e distopico, ha alla base i macro temi dei rapporti umani e gli stilemi di un cinema della violenza stavolta catapultato nella (ir)realt? dei pi? piccoli. Una pellicola che sul ribaltamento fonda le svolte della propria narrazione. Quello della condizione ambientale, da verdeggiante a bruciata e posta al lato di una grigiastra acciaieria. Quello dei ruoli, all?apparenza stabiliti dal principio e destinati invece a cambiare. Quello dell?appartenenza, a un luogo o a una persona, che si rivelano l?inverso di ci? che si era pensato. Mondocane ? essere formiche contro o meno la propria volont?, sapendo che qualsiasi cosa si decida di fare l?importante ? sopravvivere. E questo nel film lo si capisce a qualsiasi et?, diventando in fretta gi? grandi.

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