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Venezia 78 - True Things: recensione del film di Orizzonti
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Venezia 78 - True Things: recensione del film di Orizzonti

Tags: Ruth Wilson, True Things, Venezia78

Sinossi ufficiale di True Thing:

Kate trascina passivamente la propria esistenza, fino a quando un casuale incontro di sesso con un carismatico sconosciuto la risveglia. All?apice dell?infatuazione, quello che segue ? un inebriante incidente automobilistico.

Recensione di True Things😕

Cosa c?? di vero in una storia d?amore? Cosa va definendola? Cosa bisogna constatare per essere sicuri di essere in una chiara, solida, coinvolgente relazione? Sicuramente non ? la protagonista di True Things a poter rispondere a queste domande o non almeno all?inizio del suo racconto nel film di Orizzonti presentato alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia. La protagonista scritta da Molly Davis e Harry Wootliff, quest?ultimo regista che va inquadrando l?esistenza vuota e piena di potenziale della donna, vorrebbe solamente dare e ricevere equamente amore, non dovendo sottostare a soprusi emotivi e sbilanciamenti di potere che spesso determinano le dinamiche dei rapporti.

Ad interpretarla ? Ruth Wilson, volto che la fragilit? la esprime semplicemente attraverso un?inquadratura, uno sguardo. Una donna che vorrebbe uscire dalla sua mediocrit? sentimentale riuscendo a veicolare quell?affetto e quella simpatia che saprebbe rivolgere con attenzione ad una sola persona, ma che nessuno sembra bene capire o, ancor peggio, volere. Una mancanza che ? ci? che la lega ogni volta a persone troppo irruente, scortesi nei modi, incapaci e non desiderosi di instaurare una sana e fruttuosa relazione sentimentale. Comportamenti che ritrover? per l?ennesima volta nel personaggio interpretato da Tom Burke, uomo all?apparenza avvolgente e gentile che non far? altro che impostare le proprie regole all?interno del loro ambiguo rapporto. Un?indelicatezza che potrebbe essere fatale a questo punto della vita per la protagonista di True Things, ad un passo dal baratro emotivo e al contempo umano.

L’amore a senso unico per la protagonista di True Thing

Nel dislivello di attenzione che i due personaggi pongono l?uno nel relazionarsi con l?altro, l?opera di Harry Wootlif indaga l?inadeguatezza dell?essere se stessi che porta al definitivo legarsi con individui e personalit? distanti e dannose per noi. Una scoglio a cui volersi fortemente aggrappare, sicuramente tentativo di riempimento di uno spazio rimasto vacante nelle proprie vite, ma che non dovrebbe mai andare a sostituire l?importanza del sapersi preservare e del benessere per la propria persona, quello che la protagonista Kate andr? pian piano perdendo e che sembra arrivare ad un punto in cui ? poi impossibile da poter recuperare.

Una riflessione che True Things avanza con presa ben definita, che per? n? la sceneggiatura, n? la regia riescono a costruire in maniera tale da creare una vera e propria prossimit? all?animo della protagonista, per cui ? indubbio provare un dispiacere mosso tutto dalla sua apparente impossibilit? di trovare qualcuno da amare. Uno scrutare una vita che avrebbe molto da poter dare se avesse qualcuno su cui riversare fiducia e sentimenti, ma che vediamo invece stracciata e manipolata al punto da diventare tristemente patetica. Un mesto rammarico che non sa per? come appigliarsi all?animo dello spettatore, che finisce per ritirarsi quasi dal dramma della donna assistendone da lontano, provando quasi vergogna per quell?abbandono che anche lui le va affliggendo.

Non volersi bene

La carnalit? sottolineata al principio dall?opera viene presto schivata o dimenticata. Il rapporto tra i personaggi di Wilson e Burke diventa quasi scontato, facendo comprendere presto le intenzioni di entrambi e non percependo come si possa riuscire a farli evolvere soddisfacentemente nella storia, sia come singoli che, ancor meno, come (non) coppia. Uno stile registico e una scrittura troppo volatili che rendono evanescente la pellicola, cos? come le fantasie e le speranze di condivisione della donna, le quali si tramutano ogni volta in dolore e svalutazione del proprio Io.

True Things, seppur non avvalendosi del pi? innovativo dei temi, ha alla base un principio interessante che ? quello di saper mettere luce su una sgradevolezza che non ? impossibile veder vivere nei rapporti, ma in cui si sarebbe dovuto andare a scavare ancora pi? in fondo. Un tentativo tiepido, forse timoroso nell?osare. Una ripresa della protagonista che non equivale al sollevarsi del film, che rimane invece nullo quando poteva invece essere intrigante nell?andare all?interno di uomini e donne per poterli cos? indagare.

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