2017
View Conference 2017: Alessandro Jacomini ci porta nel regno di Frozen
My Red Carpet

View Conference 2017: Alessandro Jacomini ci porta nel regno di Frozen

Tags: alessandro jacomini, frozen, frozen 2017, frozen disney, frozen il regno di ghiaccio, lighting, olaf, view conference

View Conference, come anticipato nel precedente articolo di presentazione, ? il festival che da ben 18 anni porta nel capoluogo piemontese i nomi pi? importanti della computer graphics, dell’animazione, dei videogiochi e degli effetti speciali. Vi raccontiamo oggi i dettagli del nostro incontro con il mondo Disney.

Da 20 anni lavora con entusiasmo nei mitici Disney Animation Studios, ? un italianissimo Director of Photography – Lighting Supervisor e si ? laureato presso l’Universit? degli Studi di Milano: stiamo parlando di Alessandro Jacomini, guest star di questa edizione di View Conference. Protagonista del suo panel ? stato il nuovo short movie Disney Frozen – Le Avventure di Olaf (Olaf’s Frozen Adventure), che sar? nelle nostre sale dal 28 dicembre insieme al lungometraggio Pixar Coco.

Jacomini, gi? Lighting Supervisor di Frozen – Il Regno di Ghiaccio, durante il suo talk ha presentato al pubblico il grande progetto che vedr? protagoniste ancora una volta Elsa e Anna (insieme a tutti gli altri personaggi gi? conosciuti) e si tratta di un percorso ambizioso, forse il primo cos? articolato. Dopo il film campione d’incassi del 2013, diretto da Chris Buck e Jennifer Lee, Disney ha intrapreso un viaggio finalizzato a raccontare le diverse tappe della vita delle due sorelle di Arendelle, le difficolt? che la convivenza comporta dopo tanti anni separate. Partendo da una storia ben definita, ogni pezzo del puzzle che ha caratterizzato il corto Frozen Fever e che caratterizzer? Frozen – Le Avventure di Olaf, si andr? a unire al sequel (Frozen 2) previsto per il 2019. Non solo, anche il teatro potr? godere delle meraviglie di Arendelle grazie allo spettacolo previsto nella primavera del 2018 a Broadway, il musical di Frozen.

Se straordinario ? il risultato finale, altrettanto lo ? la preparazione. Frozen, come ha raccontato Jacomini, gode di quella spettacolarit? tecnica che non ? ovviamente casuale, ma deriva da un lavoro di storytelling, di coerenza visiva e di direzione artistica, tutti studiati nei minimi dettagli. E questo grazie a tre persone in particolare: David Womersley, Mike Giaimo (Production Designer) e Lisa Keene.

? molto chiaro che il mondo di Frozen sia rispettoso nei confronti della storia degli studios Disney, ma unisce al passato l’elemento innovativo. Aspetti ricorrenti della storia creano familiarit?, per questo Frozen ? un prodotto incantevole.

Il primo elemento chiave ? la natura: la fiaba, liberamente ispirata alla storia di Andersen La Regina delle Nevi, ? ambientata in Scandinavia, precisamente in Norvegia. I movimenti verticali delle montagne e delle rocce caratterizzano il film e i corti, cos? come le forti geometrie dell’architettura, altro elemento distintivo del mondo di Frozen. Il castello di Arendelle ? chiaramente studiato in modo tale da rappresentare le costruzioni locali, ? basico, triangolare, ha molte parti costruite in legno. La sua linearit? conferisce alla storia drammaticit? nelle scene accompagnate da una luce cupa e tranquillit? in quelle nettamente pi? luminose. ? inoltre in contrasto con i classici castelli delle storie Disney in quanto sorge molto vicino alle case del villaggio.

Frozen non sarebbe cos? incantevole senza il Rosemaling. Che cos’?? Sono i dettagli floreali che compongono i costumi, le decorazioni del castello e molto altro. Il Rosemaling crea armonia tra personaggi e paesaggi. Basti pensare all’iconica scena del Castello di Ghiaccio costruito da Elsa nel momento di massima espressione della sua personalit? e del suo dramma: il suo vestito ? formato da fiocchi di neve, come il castello, ? quindi un abito iconografico che sancisce una fusione tra la costruzione e il costruttore.

Parlando invece di Olaf’s Frozen Adventure, qui Elsa indosser? un abito che unisce i colori del Natale (? una storia natalizia) al mondo di Arendelle che ben conosciamo. Il suo vestito di velluto ricorda un delizioso Christmas Tree, elemento chiave di una delle scene pi? importanti di questo short movie.

LA STORIA

Olaf sar? il protagonista di questa dolcissima fiaba dal gusto invernale e andr? in giro per il regno alla ricerca delle tradizioni natalizie per assicurare alle due sorelle un Natale coi fiocchi. Il ghiaccio e il freddo sono elementi che ritornano, ma questa volta fanno da contorno ad un’avventura che ci parla di famiglia. Alessandro Jacomini ha quindi raccontato lo studio effettuato sulle luci e sull’illuminazione del nuovo film, i nuovi colori utilizzati e l’effetto della luce sul ghiaccio.

In Frozen il ghiaccio rappresentava il dramma di Elsa, era quasi un villain del film e doveva essere addolcito. Fondamentale il lavoro dei lighters che hanno esaminato i riflessi dell’Ice Hotel di Bergen (Norvegia), riflessi naturali ma al contempo artificiali.

Alessandro Jacomini ha poi presentato in anteprima una delle sequenze musicali che vedr? Olaf come protagonista. Il pupazzo di neve animato canter? la canzone “That Time of Year“… Secondo voi, quale sar? questo “time of the year”? 😉

L?INTERVISTA

L?occasione era troppo ghiotta per farsi scappare Alessandro Jacomini. Abbiamo incontrato il Lighting Supervisor in sala stampa e gli abbiamo fatto una domanda.

  • La sequenza del Castello di Ghiaccio in Frozen ? diventata un punto di riferimento per l?animazione, tecnicamente in particolar modo. Come pensa di superarsi? Questo pu? rappresentare una sfida?

    ? stata una sfida la scena in s?. In Frozen tutto deve soddisfare dei canoni estetici molto alti, in particolare quella sezione ci ha portato via pi? di un anno di lavoro. La genesi di quella scena ? stata cos? complessa che ha dovuto superare diversi processi di raffinazione. L?idea ? che ci saranno altri momenti (per altri film) che porranno altrettante sfide. Si guarda sempre al futuro ma la cosa fondamentale ? l?aspetto dello storytelling: il bello di quella sequenza ? che non ? solo bella dal punto di vista visivo ed estetico, ? palesemente un?espressione del personaggio. ? questo ci? che la rende speciale. Non ? mai solo la complessit? estetica a farla da padrone, ma ? la narrazione a comandare. Personalmente mi interessa di pi? avere delle sfide in futuro che contribuiscano a sottolineare le emozioni oltre all?aspetto spettacolare.

Photo Credits: Disney Studios

Articoli recenti

Blonde
Film
Martina Barone
Blonde: il film su Netflix è anti-abortista e violento?
omicidio nel west end
Film
Martina Barone
Omicidio nel West End: recensione del film con Saoirse Ronan