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#Venezia89 | White Noise, tra satira e catastrofismo, parla il cast del film che apre la Mostra
Roberta Panetta

#Venezia89 | White Noise, tra satira e catastrofismo, parla il cast del film che apre la Mostra

White Noise di Noah Baumbach con Adam Driver e Greta Gerwig è il film d’apertura della 79. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica della Biennale di Venezia.

Il cineasta ritorna al Lido dopo aver presentato nel 2019 Storia di una matrimonio. La pellicola è stata proiettata ieri – in anteprima mondiale – nella Sala Grande del Palazzo del Cinema, inaugurando così la Selezione Venezia79, Concorso Ufficiale che vede 23 film in corsa per il Leone d’Oro. White Noise (leggi qui la nostra recensione) è distribuito da Netflix e sarà prossimamente disponile sulla piattaforma streaming. La pellicola, scritta e diretta da Noah Baumbach, vede nel cast Adam Driver, Greta Gerwig, Don Cheadle, Raffey Cassidy, Sam Nivola, May Nivola, Jodie Turner-Smith, André L. Benjamin e Lars Edinger.

Parlano i protagonisti: com’è nato White Noise?

Sin dalle note di produzione della pellicola, risulta chiaro l’intento del regista: “Volevo fare un film tanto folle quanto il mondo in cui ci troviamo ora”. Una commedia satirica ed apocalittica in cui i protagonisti sono la morte e la sua paura e di salvifico c’è solo il supermercato. Questo è Rumore Bianco di Noah Baumbach, film basato sull’omonimo romanzo di Don DeLillo del 1985. A proposito della sua ispirazione: “Certo, il Covid ci ha influenzato o comunque, grazie al virus, abbiamo avuto maggiore familiarità con certe cose come, ad esempio, l’uso delle mascherine. E poi il mio personaggio era cosi stressato, ma faceva di tutto in famiglia perché tutto sembrasse normale e a cena si mangiasse fino al dessert”. Dichiara Adam Driver parlando del proprio personaggio. Tanti i temi presenti nella storia che si svolge negli anni Ottanta: la famiglia, spesso culla di cattiva informazione, le notizie vere e false, e i rituali per esorcizzare e rimandare qualcosa di inevitabile: la morte!

A proposito dell’opera da cui Baumbach prende spunto: “L’opera di DeLillo? È una satira del mondo accademico, della cultura pop e di come il mondo accademico abbia in qualche modo alimentato la cultura pop. Ad esempio nel film si vede come lo studio su Hitler e Elvis, siano livellati, abbiano lo stesso peso. L’ho trovato molto interessante e umoristico. Nel libro abbiamo visto la capacità di prendere quel linguaggio pop e di trasformarlo in dialogo trovando anche molte analogie cinematografiche.”.

Il linguaggio della cultura pop

Oltre al linguaggio della cultura pop, in conferenza si è parlato delle origini e dell’approccio all’opera: “La storia è quella della cultura americana e il film è ambientato negli anni della mia adolescenza, quelli della mia formazione cinematografica. Penso a Brian DePalma che diceva come Hitchcock abbia reso disponibili per tutti noi determinati linguagghi. Ho sfruttato tutti quelli che avevo a disposizione e DeLillo me l’ha reso possibile, il materiale di partenza che avevo a disposizione ha dettato le mie decisioni” dice il regista.

Terribile ed esilarante, poetico e assurdo, ordinario e apocalittico, White Noise racconta i tentativi di una famiglia americana moderna di affrontare i conflitti della vita quotidiana e allo stesso tempo comprendere i misteri universali dell’amore, della morte e della felicità in un mondo pieno di incertezza. Basato sul romanzo di Don DeLillo.

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