Woman Unknown di May el-Toukhy ha vinto il Leone d’Oro alla Mostra del Cinema di Venezia 2026. Ecco trama, cast e tutto quello che sappiamo sul vincitore di Venezia 83.
È Woman Unknown il film vincitore del Leone d’Oro a Venezia 83. Il titolo internazionale di Kvinde Ukendt, diretto dalla regista danese di origini egiziane May el-Toukhy, ha conquistato il premio più importante della Mostra del Cinema di Venezia 2026, superando alcuni dei titoli indicati tra i favoriti alla vigilia del verdetto.
La Giuria presieduta da Maggie Gyllenhaal ha inoltre premiato Mathilde Arcel con la Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile, regalando così al film una doppia vittoria.
Ma di cosa parla Woman Unknown? E perché il film di May el-Toukhy è diventato uno dei titoli di cui sentiremo parlare maggiormente dopo Venezia 83?
Woman Unknown, la trama del film vincitore del Leone d’Oro
Siamo nella Danimarca del 1945, immediatamente dopo la fine dell’occupazione tedesca. La guerra è terminata e il Paese festeggia la liberazione, ma per alcune donne la fine del conflitto coincide con l’inizio di un’altra forma di violenza.
La protagonista è Marie, interpretata da Mathilde Arcel, una giovane domestica e bambinaia che sta per sposare Christian, il ricco vedovo per il quale lavora. Per Marie quelle nozze significano molto più di un matrimonio: rappresentano la possibilità di cambiare definitivamente la propria posizione sociale, diventare la signora della casa e costruirsi una nuova vita.
Esiste però un passato che la donna ha disperatamente cercato di nascondere. Durante la guerra Marie ha avuto una relazione con un soldato tedesco e, nel clima caotico e vendicativo della Danimarca appena liberata, la scoperta di quel segreto potrebbe distruggere tutto ciò che è riuscita a conquistare. Il racconto si sviluppa nell’arco di pochi giorni e mette Marie di fronte a una società pronta a trasformare il suo passato, la sua sessualità e il suo stesso corpo in una colpa.
La storia vera dietro Woman Unknown
Woman Unknown non racconta la biografia di una singola donna, ma nasce da una pagina reale e poco raccontata della storia europea.
May el-Toukhy e la co-sceneggiatrice Maren Louise Käehne si sono concentrate sulle cosiddette “collaboratrici orizzontali”, donne che durante la Seconda guerra mondiale ebbero relazioni con soldati appartenenti agli eserciti occupanti. Al termine del conflitto molte di loro furono considerate traditrici, indipendentemente dalle circostanze nelle quali quelle relazioni erano nate.
Nella sola Danimarca si stima che circa 50.000 donne abbiano avuto relazioni con soldati tedeschi. Dopo la Liberazione alcune furono inseguite, picchiate, rasate, marchiate e sottoposte a umiliazioni pubbliche, spesso senza che avessero effettivamente violato una legge.
È proprio da questo contesto che nasce Marie: non la ricostruzione di una singola esistenza, quindi, ma il volto cinematografico dato a migliaia di storie rimaste ai margini della memoria collettiva.
Perché si chiama Woman Unknown?
Anche il titolo assume un significato particolare alla luce delle intenzioni della regista. “Woman Unknown”, donna sconosciuta, richiama infatti quelle figure femminili rimaste senza nome nelle immagini e nei racconti della guerra.
El-Toukhy ha spiegato di aver voluto realizzare un film sull’invisibilità delle donne, contemporaneamente oggettificate e private della possibilità di raccontare la propria versione degli eventi. Il corpo femminile diventa così un ulteriore campo di battaglia: controllato durante il conflitto e giudicato, punito e umiliato quando la guerra è apparentemente terminata.
La stessa regista ha raccontato che tra le fonti d’ispirazione c’è anche Svetlana Aleksievič e il suo La guerra non ha un volto di donna, opera dedicata proprio alle esperienze femminili tradizionalmente escluse dalla grande narrazione bellica.
Chi è May el-Toukhy, la regista di Woman Unknown?
Nata e cresciuta a Copenaghen da madre danese e padre egiziano, May el-Toukhy si è formata alla Danish National School of Performing Arts e successivamente alla National Film School of Denmark.
Dopo l’esordio Long Story Short nel 2015, si è fatta conoscere internazionalmente soprattutto con Queen of Hearts (Dronningen), premiato al Sundance Film Festival e scelto dalla Danimarca come proprio candidato agli Oscar. Woman Unknown ha segnato il suo debutto nel Concorso principale della Mostra del Cinema di Venezia.
Un debutto difficile da dimenticare: Leone d’Oro al miglior film e Coppa Volpi alla sua protagonista.
Il risultato assume inoltre un significato particolare perché el-Toukhy era l’unica donna a dirigere in solitaria un film di finzione tra i 21 titoli in gara per il Leone d’Oro. Durante Venezia la stessa cineasta aveva definito questa disparità un problema strutturale dell’industria cinematografica, ricordando le maggiori difficoltà incontrate dalle registe nell’ottenere finanziamenti e portare i propri progetti sul grande schermo.
Quando esce Woman Unknown in Italia?
Dopo la presentazione in anteprima mondiale a Venezia 83, Woman Unknown proseguirà il proprio percorso internazionale passando anche dal Toronto International Film Festival.
Per il pubblico italiano c’è soprattutto una notizia importante: il film sarà distribuito in Italia da Lucky Red. Al momento non risulta ancora comunicata una data di uscita italiana definitiva.
La vittoria del Leone d’Oro, però, cambia inevitabilmente il peso internazionale del film. Woman Unknown lascia Venezia non soltanto con il riconoscimento più prestigioso della Mostra, ma con una storia destinata a far discutere: quella di una donna che cerca disperatamente di costruirsi un futuro mentre un’intera società pretende di processarne il passato.
E forse è proprio qui che si trova il cuore del film di May el-Toukhy: raccontare cosa succede alle donne quando una guerra finisce ufficialmente, ma la violenza esercitata sui loro corpi e sulle loro scelte continua sotto un’altra forma.


































