Torna la coppia Judy e Nick in un’avventura divertente e visivamente spettacolare. La nostra recensione di Zootropolis 2
Può un seguito essere più “morbido”, più leggero — e allo stesso tempo sorprendere? Con Zootropolis 2, Disney ribadisce che sì: un film d’animazione può essere brillante, divertente, tenero e visivamente sbalorditivo, anche dopo quasi un decennio dal primo capitolo.
La pellicola riporta sullo schermo la improbabile coppia di ex frenemies-turned-partner: la coniglietta poliziotto idealista Judy Hopps (voce originale di Ginnifer Goodwin) e la volpe furba da strada Nick Wilde (doppiato in originale da Jason Bateman). A loro viene affiancato un nuovo personaggio memorabile: il serpente a sonagli con un animo sorprendentemente gentile, Gary De’Snake (voce di Ke Huy Quan, mentre in Italia è Max Angioni), che — sì — è velenoso, ma con un cuore da coccolare.
Il film non osa diventare oscuro, né vuole emulare il primo con la sua satira “da Chinatown”: al contrario, propone un’avventura luminosa, giocosa, piena di fantasia, gag visive e una dose perfetta di azione.
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Perché vale la pena correre al cinema
Uno dei motivi principali per cui Zootropolis 2 conquista fin dai primi fotogrammi è la straordinaria ricchezza visiva. La cura per i dettagli è quasi maniacale: le pellicce degli animali, le texture degli ambienti, l’architettura delle diverse zone della città. Dalle aree urbane affollate alle paludi più misteriose, fino alle montagne innevate, ogni inquadratura sembra studiata per essere contemplata come un’opera d’arte. Non è un semplice sequel animato, ma un vero spettacolo per gli occhi, qualcosa che sul grande schermo acquista una potenza del tutto diversa.
Allo stesso tempo, il film sfoggia un umorismo pensato per divertire chiunque. Gag visive, giochi di parole, momenti slapstick, citazioni che gli adulti colgono al volo e trovate irresistibili per i più piccoli: la scrittura riesce a bilanciare perfettamente i vari livelli comici, rendendo Zootropolis 2 un’esperienza da condividere con qualsiasi compagnia.
Accanto al divertimento, il film ribadisce alcuni temi fondamentali del primo capitolo, pur scegliendo una chiave più leggera. Senza diventare un sequel “serio” o moralista, la storia affronta la diversità, la collaborazione e l’accettazione dell’altro con tono scanzonato, ma mai banale. Il messaggio arriva chiaro e limpido, proprio perché inserito all’interno di un’avventura dinamica e colorata che non si prende troppo sul serio.
Ritroviamo così la coppia più improbabile e amata dell’universo Disney moderno: Judy e Nick. I due tornano con un’intesa rinnovata, affrontando nuove sfide che mettono alla prova — e allo stesso tempo rafforzano — il loro legame. Ma la vera sorpresa del film è la new entry Gary De’Snake, serpente a sonagli dal cuore inaspettatamente tenero, che si rivela un’aggiunta deliziosa alla squadra. I suoi momenti con Judy e Nick strappano non solo risate, ma anche qualche emozione inattesa.
Dove Zootropolis 2 brilla… e dove forse mostra qualche limite
È innegabile che la sceneggiatura non sia complessa quanto quella del primo capitolo. L’elemento noir, che aveva dato al film originale una profondità e una tensione quasi da crime story, qui lascia spazio a un racconto più lineare, più luminoso, più leggero. Alcune scelte narrative risultano semplificate e chi è cresciuto con l’impatto sociopolitico del primo film potrebbe percepire un tono meno incisivo. Ma questa leggerezza è una scelta consapevole: Zootropolis 2 vuole essere un “chapter comfort”, un ritorno in un mondo amato che preferisce abbracciare lo spettatore piuttosto che scuoterlo.
Se da un lato il film rinuncia alla complessità, dall’altro acquisisce grande ritmo. Non c’è mai un momento davvero statico: l’avventura si muove tra inseguimenti ben coreografati, esplorazioni di ambienti sempre diversi, scene di tensione e momenti di puro sollievo emotivo. La sensazione è quella di un viaggio scorrevole, brillante, costruito per divertire senza un attimo di pausa.
Chi dovrebbe andare a vederlo
Zootropolis 2 è il film ideale per le famiglie che desiderano una storia allegra e colorata, capace di offrire messaggi positivi senza risultare pesante. È perfetto per chi ha amato il primo capitolo e ha voglia di ritrovare Judy e Nick in una nuova avventura, ma anche per chi apprezza l’animazione di qualità, quella capace di ideare mondi articolati, popolati da personaggi memorabili e da un’estetica impeccabile. Infine, è consigliato a chiunque voglia lasciarsi conquistare da un racconto che non pretende di scavare nel dramma, ma che sa emozionare e divertire con grande naturalezza.
Non aspettare: questo sequel è un abbraccio animato che scivola sullo schermo con grazia e divertimento. Uscire dalla sala con un sorriso enorme è praticamente garantito.
































