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Martina Barone

Avatar 2 - La via dell'acqua: trama e curiosità col produttore Jon Landau

Tags: avatar, Avatar 2, Jon Landau

Dal numero dei sequel al nuovo ruolo di Sigourney Weaver: parola al produttore Jon Landau su Avatar 2 – La via dell’acqua

Dal 14 dicembre arriva in sala il film più atteso della stagione: Avatar 2 – La via dell’acqua. In occasione di questo vero e proprio evento, a distanza di tredici anni dalla pellicola originaria, dal 22 settembre in alcuni cinema selezionati verrà proiettato nuovamente il film del 2009 di James Cameron, in una versione restaurata in 4K. Un’esperienza, ha dichiarato lo stesso Cameron, per avvicinare una generazione di giovani spettatori e per preparare al ritorno sul pianeta Pandora. Invito esteso anche da Jon Landau, che dopo la presentazione di un footage riservato per mostrare le prime immagini di Avatar 2 – La via dell’acqua, ha rivelato alcuni dettagli sulla trama e la realizzazione di questo immenso sequel. E dei sui tre film successivi. 

Esatto, perché come ha dichiarato Landau, la produzione delle pellicole successive a Avatar 2 è stata fatta in contemporanea per creare unità e coerenza all’interno della crescita della storia e dei suoi personaggi: “I sequel di Avatar sono quattro. La scelta di produrli insieme nasce dal voler fare in modo che ci sia un quadro chiaro e preciso dietro all’epica di Pandora, e abbiamo cercato di crearla nella maniera più efficiente possibile. Anche per i nostri attori più giovani: non potevamo rischiare che dopo due o tre anni di fermo cambiassero troppo. Così è stato più facile girare. Anche a livello narrativo avevamo bene in mente dove la storia avrebbe portato e questo contribuisce a una maggiore facilità nell’edificare il racconto completo. C’è comunque da dire che ogni film è autonomo. Non volevamo che nessuna delle pellicole si concludesse con un finale aperto, bensì che ci fossero racconti risolutivi che nell’insieme rappresentassero una saga più ampia”.

Trama, temi principali e 3D in Avatar 2 – La via dell’acqua

L’attenzione dovuta agli interpreti più giovani si lega anche al tema principale di Avatar 2 – La via dell’acqua, che oltre al concetto di famiglia si legherà a quello della ricerca della propria identità. Spiega Jon Landau parlando della trama del film: “La famiglia Sully dovrà lasciare Pandora e trovare un nuovo rifugio. Non accetta di doversi spostare, ma è costretta, e così anche i figli di Jake e Neytiri. Sono giovani di razza mista che devono spostarsi dalla loro terra natia. Questo li condurrà a voler capire chi sono veramente. E, per farlo, si sposteranno nell’oceano aperto, cercando di adattarsi per questa nuova avventura e di capire qual è il loro posto nel mondo”. Torna inoltre l’argomento del cambiamento climatico e dell’impatto ambientale: “Il primo Avatar comincia e finisce con la stessa immagine: Jake che apre gli occhi. Questo perché cercavamo un’immagine che fosse di impatto, ma che simboleggiasse anche il fatto di cominciare a prestare lo sguardo verso ciò che riguarda la Terra. Col primo Avatar, e perciò anche con questo, non vogliamo fare la predica agli spettatori, bensì essere provocatori. Scuotere il pubblico su ciò che riguarda i cambiamenti climatici e smuovere le loro coscienze. Per questo anche la produzione del film è totalmente green”. 

Ma a tornare rispetto all’opera del 2009 è anche l’uso di un 3D che sia Jon Landau che James Cameron rivendicano calorosamente. “Nel corso degli anni, soprattutto dopo Avatar, molte produzioni hanno deciso di utilizzare il 3D perché credevano potesse migliorare i loro film. La verità è che questa tecnologia rende sicuramente più bello qualcosa che è già molto valido, ma se un film è brutto senza 3D, lo sarà ancora di più con l’utilizzo di questa funzione. Per noi averne usufruito ha significato aprire uno spiraglio in un mondo che potesse contenere ancora più meraviglie, per questo abbiamo deciso di riutilizzarlo anche per i sequel”. Forse una tecnica anche per riportare gente nelle sale? “Cito un articolo del New York Times in cui viene scritto che con l’intrattenimento a casa il cinema sarebbe definitivamente morto. Era il 1983. Noi invece siamo ancora qui e ci sono opere che riescono a portare pubblico al cinema. Penso a Spider-Man, Black Panther, l’ultimo Top Gun: Maverick. Bisogna offrire bei prodotti agli spettatori, perché solo così si possono portare in sala, insieme ad una cura degli esercenti che dovrebbero rendere unica l’esperienza delle persone dalla vendita del biglietto fino alla conclusione del film”. 

Il ruolo di Sigourney Weaver e la colonna sonora del film

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Credits: 20th Century Studios

Sicuramente la visione di Jon Landau si lega ad un aspetto spettacolare del cinema, principalmente quello di intrattenimento, come anche attesta l’uso di evoluzioni e miglioramenti della motion capture. Racconta in riferimento ai diversi ruoli che ricopre l’attrice Sigourney Weaver all’interno di Avatar 2: “Sigourney Weaver c’è nel film. Interpreta la parte di Kiri, una quattordicenne del popolo dei Na’vi. Un’occasione che solamente la tecnologia più avanzata avrebbe potuto permettere e di cui Sigourney è stata assai felice. Si è divertita tantissimo per una parte che non avrebbe mai potuto ricoprire se non fosse stato grazie alla motion capture. Il merito è comunque tutto di James Cameron. Per la sua intera carriera ha cercato di spingersi sempre oltre e questo ha aiutato il suo lavoro, ma anche la concezione e i tentativi tecnologici di tanti altri registi”. 

E per salutare il passato di Avatar e aprirsi a La via dell’acqua, Jon Landau offre un ricordo del compositore delle musiche del primo film James Horner e l’eredità del secondo passata a Simon Franglen: “Quella di James è stata una perdita tragica. Ricordo ancora quando è arrivata la notizia. Nessuno avrebbe potuto prendere il suo posto, se non Simon Franglen. Simon faceva già parte del team di Titanic e di Avatar, conosceva perciò bene le note introdotte da James e come far unire armoniosamente la parte orchestrale con i suoni degli indigeni”

Avatar 2 – La via dell’acqua si preannuncia un’esperienza cinematografica monumentale, come fu il suo predecessore. Il film sarà in sala dal 14 dicembre, distribuito da 20th Century Studios

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