Loro.
Loro due.
Silvio e Silvio. Silvio e Veronica. Silvio e il popolo italiano.

A cura di Mara Siviero e Andrea Bonino

Paolo Sorrentino torna alla regia di un film, dopo l’accaldatissima serie The Young Pope, per raccontare una storia di cui facciamo parte un po’ tutti noi italiani: Loro è l’atteso film su Silvio Berlusconi e di tutto il mondo che ruota attorno all’uomo più famoso e discusso d’Italia.
Frenetica e discontinua, la prima parte regala solo un assaggio del personaggio principale dell’opera. Per il resto del film, Loro 1 rappresenta l’immaginario che fa “da contorno” al mondo di LUI, che diventerà il vero protagonista solo nella seconda parte, Loro 2.
Loro 1 segue per buona parte della sua durata gli incontri e i progetti di Sergio Marra (Riccardo Scamarcio) e della sua compagna Tamara (Euridice Axen). Tutte le loro relazioni, i loro favori e incontri, sono volti al raggiungimento del loro “paradiso”: Lui.
Pochissime persone hanno il privilegio di interagirvi. Una di queste è la sensuale e provocante Kira (Kasia Smutniak), che intreccerà i rapporti con il donnaiolo Sergio. Nel mentre, Silvio Berlusconi (Toni Servillo) si è ritirato nella sua villa in Sardegna, intento a preparare le sue mosse politiche e a cercare di riconquistare la moglie Veronica.
Abbagliante come le luci da discoteca o il sole della Sardegna, la prima ora di Loro 1 ricorda un lungo videoclip: fotografia contrastata, personaggi patinati (ma non privi di emozioni) e colonna sonora da dancefloor.
Un’orgia scatenata e assetata di sangue, dove i cacciatori (o coloro che si ritengono tali) cercano in tutti i modi di raggiungere l’agognato traguardo di conoscere, parlare e fare affari con Lui. E quando lui arriva, Loro 1 ha già superato abbondantemente la metà.

E sarà proprio Silvio il perno centrale di Loro 2, quel Silvio che vive sotto la maschera da Fonzarello, quello originale, forse sconosciuto persino a lui.
Un ganassa, come si dice in milanese: fanfarone e farfallone, sempre pronto a piacere a tutti, ad accontentare tutti, a pronto a dispensare ottimismo anche quando tutto diventa patetico.
Sia chiaro, Loro non prende posizioni, non vuole giudicare il self made man del nord. Forse lo vuole solo umanizzare, cerca di dar vita al suo lato umano.
Sorrentino tira fuori la tristezza di fondo che da luogo al patetismo, che nasce dalla paura di invecchiare, di non essere più così benvoluto dagli italiani come un tempo, di essere respinto dalla propria moglie.
Ma Silvio è un po’ come Rossella O’Hara. Tutti e due vogliono amare altro per non fare i conti con loro stessi. Rossella ama Ashley, Silvio la sua immagine. E quando questo ideale scompare o si sgretola, arriva il momento in cui bisogna fare i conti con se stessi e diventa dura. E allora il “Cosa ne sarà di me?” diventerà “Ci penserò più tardi. Più tardi avrò il coraggio di sopportarlo. Non voglio pensarci adesso”.
E via sulla giostra della finzione e del dimostrare a se stessi di essere ancora tonici, di saper ancora vendere appartamenti, per esempio.
Essere venditori significa persuadere il cliente (o il cittadino). Sapiente burattinaio delle psicologie altrui. E quando questo avviene su di lui “Lo sai cosa mi succede quando usano la psicologia con me? Niente”.
Complessi di inferiorità, decadenza, solitudine. Rimangono davvero in pochi ad esseri succubi del fascino berlusconiano. La maschera di un venditore rimasto solo che le prova tutte per non annegare affrontando il suo vero Io.
Un venditore che si è e ha svenduto talmente tanto che ora l’unica cosa che gli riesce bene è vendere case e null’altro.

Loro non offre cinismo gratuito, né parteggia politicamente o umanamente. In fondo racconta solo la storia di un uomo e dei suoi sentimenti più reconditi, con spazio anche per le emozioni.

Loro 1 e Loro 2 sono attualmente al cinema, distribuiti da Universal Pictures