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Mission Impossible - Dead Reckoning Parte Uno
Jacopo Iovannitti

Mission: Impossible - Dead Reckoning Parte Uno, la recensione del settimo capitolo della saga

Tags: MIssion: Impossible, Mission: Impossible - Dead Reckoning Parte Uno, paramount pictures, tom cruise
Mission Impossible - Dead Reckoning Parte Uno
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Jacopo Iovannitti

Mission: Impossible - Dead Reckoning Parte Uno, la recensione del settimo capitolo della saga

Tags: MIssion: Impossible, Mission: Impossible - Dead Reckoning Parte Uno, paramount pictures, tom cruise

Arriva oggi nelle sale italiane Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno, il nuovo film diretto da Christopher McQuarrie e scritto dallo stesso regista con Erik Jendresen, con l’impareggiabile Tom Cruise, che arriva oggi nelle sale di tutt’Italia grazie a Paramount Pictures.

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Courtesy of Paramount Pictures

Il settimo capitolo della saga di Mission Impossibile è stato prodotto da Tom Cruise e Christopher McQuarrie, al fianco di David Ellison, Dana Goldberg, Don Granger, Tommy Gormley come produttori esecutivi. Il cast, inoltre, vanta nomi come Hayley Atwell, Ving Rhames, Simon Pegg, Rebecca Ferguson, Vanessa Kirby, Esai Morales, Pom Klementieff, Mariela Garriga, Henry Czerny, Shea Whigham, Greg Tarzan Davis, Charles Parnell, Frederick Schmidt, Cary Elwes, Mark Gatiss, Indira Varma e Rob Delaney.

Il trailer italiano del film

La trama di Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno

Questa la trama ufficiale di Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno: Ethan Hunt e la sua squadra dell’IMF si trovano di fronte alla sfida più pericolosa che abbiano mai affrontato: trovare e disinnescare una nuova terrificante arma che minaccia l’ intera umanità. Con il destino del mondo e il controllo del futuro appesi a un filo, la squadra inizierà una frenetica missione in tutto il mondo, per impedire che l’arma cada nelle mani sbagliate. Messo di fronte a un nemico misterioso e onnipotente, tormentato da forze oscure del passato, Ethan sarà costretto a decidere se sacrificare tutto per questa missione, comprese le vite di coloro che gli stanno più a cuore.

La recensione di Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno

Il tempo passa per tutti. Passa per il mondo del cinema, passa per le sale cinematografiche ma anche per le piattaforme. Trascorre senza possibilità di riaverlo indietro, le rughe arrivano, i cappelli diventano bianchi e al netto di ritocchi e parrucchieri l’animo ne rimane colpito. Quello non si cura, muta, cresce, forse diventa più saggio. Questo è un processo che abbiamo visto più volte in sala in questi ultimi anni, una riflessione che ha sempre colpito l’uomo e la settimana arte ma che inizia a colpire i grandi franchise che hanno al centro non solo un personaggio, ma il loro stesso attore. Non si parla di James Bond, che sa quando cambiare volto. Si parla di Indiana Jones, e si parla di Ethan Hunt. Si parla di Mission Impossible – Dead Reckoning Parte Uno.

In questa nuova avventura, anche se con tanti (forse troppi) non detti, Tom Cruise veste nuovamente i panni dell’agente Hunt consapevole che sia alla fine del suo percorso. La sua nemesi non è fisica, non è lontana, non va scovata: è ovunque. Viene svelata ancora prima del protagonista, lo spettatore la conosce. In una sorta di narrazione hitchockiana, dove chi va a vedere il film è in una posizione di vantaggio rispetto al protagonista, creando così una suspense quasi più forte dell’ignoto, Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno unisce all’accettazione del tempo che passa, delle persone che spariscono, la lotta tra digitale e analogico. Ethan Hunt si ritrova così contro una nemesi digitale e senziente, che capisce le nostre paure, analizza i nostri dati, prova a prevedere le nostre mosse. Ci studia. I ruoli si sono invertiti. Ricorda, a tratti, esteticamente, HAL 9000, il computer di bordo della Discovery di 2001: Odissea nello spazio di Stanley Kubrick.

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Courtesy of Paramount Pictures

Al suo fianco, impauriti non tanto dal tempo quando dal nemico, con un sangue freddo ben meno fermo di quello del protagonista, vi sono numerose spalle storiche della saga, oltre che nuovi ingressi. Per questo, a intervallare le tensioni del film, che per due ore e mezza non molla un attimo lo spettatore richiamando continuamente la sua attenzione, troviamo intramontabili siparietti tra i membri della IMF (Simon Pegg e Ving Rhames), oltre che dinamiche di tensione, questa volta sessuale, tra il grande agente e le sue vecchie e nuove fiamme. Parliamo di una splendida Halley Atwell (che debutta in questo film) e una grandiosa Vanessa Kirby (che avevamo già visto nella saga). Parlando del cast di Mission Impossible – Dead Reckoning Parte Uno, poi, va citata la bravura di Shea Whigham come caratterista e quella di Pom Klementieff (la Mantis dei Guardiani della Galassia) che recita in un ruolo… muto.

L’azione, ovviamente, in Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno è immancabile. Tom Cruise, al netto dei suoi sessant’anni, non si ferma, continua a recitare in prima persona ogni scena anche se qualche primo piano inizia a sostituire (o coprire) eventuali trucchi di scena impiegati per i numerosi inseguenti, dai più brevi ai più lunghi, che tra macchine, cambi di inseguitori, variazioni di location (Amsterdam, Roma, Venezia, per dire) riescono ad avere una loro identità anche se i riferimenti a Fast & Furious non si potranno non fare. Questa ricerca tecnica, di ciò che è fisico, analogico, d’improvvisazione, si va a contrappore ancor di più alla strategia, alla presenza astratta dell’intelligenza artificiale. Ma come diceva qualcuno, gli opposti di attraggono.

A contorno di tutto non c’è una storia complicata, o meglio, c’è una storia che viene spiegata in modo piuttosto chiaro. Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno si prende il tempo (avendone, parliamo di 163 minuti di film) per introdurci la nuova nemesi, il contesto in cui si muoverà e chi la vuole raggiungere o deve contrastare. Di sottofondo musica carica di adrenalina e con un pizzico di nostalgia che non può non riprende più e più volte il tema della saga di Lalo Schifrin, ripreso dalla serie televisiva omonima.

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Courtesy of Paramount Pictures

Un peccato, però, che del tempo non venga preso anche per mostrarci qualcosa in più dei protagonisti, dei nuovi ingressi, di quelli storici, dove sono stati o come sono entrati in contatto con Ethan Hunt. Ma su questo punto, essendo finalmente un film chiaro su quello che potrebbe uno scenario attuale e futuro di guerra e controllo, vogliamo dare il beneficio del dubbio. Dopotutto, tra un anno, vedremo Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Due e qualcosa in più, oltre alla lotta tra reale e virtuale, questo più cupi e riflessivo Christopher McQuarrie (che ci piace) deve darcelo. Un cliffhanger che non sia solo un espediente per incassare il doppio e dimezzare i costi (grazie al back to back) ma anche un espediente narrativo per tenerci in sospeso 365 prima di scoprire nuove storie e chiudere queste corse uniche con Tom Cruise.

In conclusione

Mission: Impossible – Dead Reckoning Parte Uno è dunque un film che segue in pieno il nuovo flusso vitale della saga di Ethan Hunt creato da Christopher McQuarrie. C’è azione, c’è ironia, ci sono inseguimenti, nuovi personaggi e vecchie glorie. Tom Cruise è sempre catalizzante e non vediamo l’ora di capire come, per la prima volta negli ultimi anni, un’intelligenza artificiale che incarna le paure riguardanti ciò che l’umanità ha creato negli ultimi anni possa esser sconfitta, dopo esser stata finalmente ben spiegata al pubblico. Speriamo, però, in più spazio anche per ciò che c’è dietro il mondo umano, per chiudere questa lunga avventura anche con sentimento.

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