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Confidenza: recensione del film di Daniele Luchetti con Elio Germano

Alessio Zuccari Di Alessio Zuccari
19 Aprile 2024
in Top News, Film in uscita, Recensioni
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Il regista dirige un’opera tratta ancora una volta da un romanzo di Domenico Starnone. La musica originale è quella di Thom Yorke.

La premessa da cui parte Confidenza è davvero una grande intuizione. In realtà è farina del sacco del romanzo omonimo di Domenico Starnone, scrittore che il regista Daniele Luchetti torna ad adattare per il cinema dopo aver già trasposto sullo schermo Lacci. Pietro (Elio Germano) e Teresa (Federica Rossellini) vivono un amore trascinante ma che definire tormentato è forse poco. Un amore in disequilibrio. Lei è un’ex studentessa liceale di lui. Litigano spesso e un giorno Teresa propone a Pietro di fare una cosa: di confessarsi un segreto che non hanno mai detto a nessun altro, così da rimanere legati per sempre e sul serio. Lo fanno. Si lasciano poco dopo.

Le distorsioni di un rapporto e di un tormento

Confidenza: recensione del film di Daniele Luchetti con Elio Germano
Photo Credits: Vision Distribution

E questa premessa qui, che è alimentata e coltivata nella bufera della prima mezz’ora del film, pare essere lo spunto perfetto per trovare posto nelle angosce che il cinema ha tutti gli strumenti per raccontare a dovere. Lo può fare con la regia, lo può fare con il montaggio, lo può fare con il sonoro. Confidenza, la cui sceneggiatura firmata da Luchetti e da Francesco Piccolo descrive poi il corso di una vita che continua nell’arco di decenni, su questi sembra in effetti fare un deciso affidamento. Sta soprattutto dietro a Pietro, che quel segreto che ha confessato – a Teresa, non a noi – è una croce che si porta dietro anno dopo anno.

E se lei, che afferma di essere la sola ad aver realmente conosciuto l’uomo, decidesse di tornare e rivelarlo a tutti? Se decidesse di farlo proprio ora che Pietro sta per ricevere un premio dal Presidente della Repubblica per il contributo che ha dato come apprezzato insegnante e sindacalista? Che cosa penserebbe sua moglie Nadia (Vittoria Puccini)? Che cosa penserebbe sua figlia Emma (Pilar Fogliati)? Su questo tormento Luchetti pare lavorare con le obliquità, con le altezze e con gli strapiombi, con l’escluderci da un discorso, da una stanza, da un pensiero. E poi, quando Teresa esce di scena, fa calare il nefasto. Lo introduce come una nebbia, soprattutto grazie alle musiche originali di Thom Yorke, che lavora con gli archi e i tromboni e le loro distorsioni, in un crescendo di inclinature che scartano e schizzano via dalle direttrici di senso.

Di vertigini sciupate

Confidenza: recensione del film di Daniele Luchetti con Elio Germano
Photo Credits: Vision Distribution

Ma se l’utilizzo dell’accompagnamento sonoro trova una sua legittimità nel lavorare sullo stonare delle sensazioni, Confidenza nasconde però anche un grande difetto. Sta nel non tenere mai saldo il timone su che tipo di racconto il suo sia nel momento in cui attraversa grandi ellissi temporali, personaggi e storie che li legano assieme. Confidenza, a un certo punto, sembra parlare di tante cose. Di intavolare molte, troppe, discussioni sopra lo stesso tavolo. Addosso a quella traccia glaciale da cui scaturisce il tormento di Pietro, che altro non è se non la parafrasi di un piccolo borghese terrorizzato dall’idea di perdere tutto da un momento all’altro, la sceneggiatura affastella toni e umori differenti.

Un attimo prima Luchetti lavora sull’inconfessabile, l’attimo dopo volta la carta e insegue grossolane riflessioni sull’amore sputate fuori dai denti. La sequenza prima è asettico e distante, quella dopo quasi grottesco. E anche se si è tentati di individuare uno schema consapevole nel mettere in scena la schizofrenia dai tratti allucinatori a cui è soggetto un protagonista ossessionato e visitato da visioni, ad un certo punto l’impianto cade. Ci si rende conto che Confidenza parte per la tangente, insegue dietro ad altri personaggi (Isabella Ferrari, Giordano De Plano) e ad altri sguardi una vaghezza da dramma da camera che allenta quella tensione di fondo fino a scioglierla del tutto.

E nel far ciò è come se si rosicchiasse di continuo i propri piedi, arrivando a passo più che incerto, e piuttosto stanco (il film dura due ore e un quarto), ad un finale dove la vertigine di questo delirio è sciupata fino a farsi solo fiacco giramento di capo. Insomma, Confidenza raccoglie per strada altre storie rispetto alla sua, o quantomeno tante altre variazioni sul tema, che però non gli appartengono e in cui non trova qualcosa di davvero fertile da argomentare. Allora di quella messa in scacco della paranoia borghese, quasi da azzeccato horror psicologico, resta poco, sicuramente meno di quanto il suo germe iniziale lasciasse aspettare.

Confidenza è al cinema dal 24 aprile con Vision Distribution.

Guarda il trailer ufficiale di Confidenza:

Tags: Confidenzadaniele luchettielio germanofederica rossellinivittoria puccini

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  • ✨ Venezia 83 - Day 4
Una giornata doppia alla Mostra del Cinema di Venezia!

🎸 Da una parte l’evento musicale più atteso, Oasis: Don’t Look Back in Anger, il documentario sulla reunion dei fratelli Gallagher dopo 16 anni di silenzio.

Firmato da Dylan Southern e Will Lovelace, il film offre accesso senza precedenti al tour Live ’25: backstage, prove e le prime interviste congiunte di Liam e Noel in oltre 25 anni.

📽️ Dall’altra il ritorno di Nanni Moretti in Concorso con Succederà questa notte, con Louis Garrel e Jasmine Trinca. Una storia che esplora emozioni, paure e relazioni contemporanee, con lo sguardo unico del regista italiano.

📸 @irene_mischiari 
#venezia83 #oasis #mostradelcinemadivenezia
  • 💍 Luì e Sofì hanno detto sì. Davanti a 6.000 persone.
I Me contro Te si sono sposati a Milano trasformando le loro nozze in un vero e proprio evento per il pubblico: cerimonia, concerto, orchestra, ballerini e fuochi d’artificio.
Per partecipare? Un biglietto a pagamento, con prezzi da 48 a 110 euro e un pacchetto aggiuntivo da 250 euro per incontrare gli sposi prima dello show.

Un evento che racconta perfettamente quanto il confine tra creator, personaggi e vita privata sia diventato sottile.

E allora la domanda è inevitabile: geniale modo di condividere un momento speciale con la propria community o monetizzazione della vita privata — e soprattutto dell’entusiasmo dei bambini — spinta un po’ troppo oltre? 👀

✍🏻 Diteci la vostra nei commenti.
  • Ieri a Venezia non è stata solo l’anteprima di un docufilm. È stato un evento generazionale. 🇬🇧

Perché ci sono canzoni che non appartengono più soltanto a chi le ha scritte: appartengono a chi le ha cantate a squarciagola, a chi ci si è innamorato, a chi le ha messe in cuffia nei momenti giusti — e in quelli sbagliati.

Gli Oasis sono tornati insieme. E per una generazione cresciuta con Liam, Noel e Wonderwall, vederli arrivare insieme al Lido ha significato inevitabilmente qualcosa in più.

So… sing along with us. 🎶
Because maybeeeee… ❤️‍🔥

#Oasis #DontLookBackInAnger | @disneyit | 📸 @irene_mischiari
  • ✨ Venezia 83 - Day 4

Ieri alla Mostra del Cinema di Venezia uno dei titoli più attesi: Primetime, il primo film di fiction del documentarista Lance Oppenheim, con Robert Pattinson nei panni del giornalista Chris Hansen.

Oltre a loro, sul carpet hanno sfilato Skyler Gisondo, Phoebe Bridgers e il produttore del film ari Aster.

Una storia intensa sul mondo della TV americana del 2006, tra inchieste, caccia ai predatori online e il lato oscuro del giornalismo televisivo 🎬

📸 @irene_mischiari 
🍿 @iwonderpictures 
#venezia83 #mostradelcinemadivenezia #primetime
  • ⭐️ Phoebe Bridgers a Venezia 83 nel suo esordio come attrice in Primetime 🎬

@iwonderpictures #phoebebridgers #mostradelcinemadivenezia #venezia83
  • Ladies and Gentlemen: Robert Pattinson ❤️‍🔥

Alla Mostra del Cinema di Venezia come protagonista di Primetime, film di Lance Oppenheim che racconta la storia vera di Chris Hansen, giornalista televisivo divenuto famoso con l’inchiesta nascosta “To Catch a Predator” 👀

@iwonderpictures #venezia83 #mostradelcinemadivenezia #robertpattinson
  • Un anno senza Giorgio.

Il 4 settembre 2025 ci lasciava Giorgio Armani, uno dei più grandi maestri della moda italiana e l’uomo che, con la sua visione, ha cambiato per sempre il modo di intendere l’eleganza.

Armani non ha semplicemente creato abiti: ha costruito un linguaggio. Fatto di linee pulite, colori misurati, giacche destrutturate, rigore e leggerezza. Uno stile immediatamente riconoscibile che ha attraversato decenni, passerelle e cinema senza mai avere bisogno di alzare la voce per farsi notare.

A un anno dalla sua scomparsa vogliamo ricordarlo attraverso la sua arte, con le immagini che abbiamo avuto la fortuna di vedere con i nostri occhi all’Armani/Silos di Milano.

Una mostra che attraversa il suo straordinario universo creativo attraverso abiti, silhouette e creazioni iconiche, restituendo da vicino la precisione, la ricerca e quella concezione dell’eleganza che ha reso Giorgio Armani eterno.

Rivedere oggi queste immagini ha inevitabilmente un significato diverso.
Perché gli stilisti se ne vanno.

Lo stile, quello vero, resta.

Giorgio Armani, per sempre. 🤍

#GiorgioArmani
  • ✨ Venezia 83 - Day 2

Il ritorno di Werner Herzog alla fiction: Bucking Fastard ha debuttato al Lido conquistando una standing ovation di 6 minuti e mezzo.

Sul carpet le sorelle Kate e Rooney Mara, per la prima volta insieme sullo schermo nei panni di Jean e Joan Holbrooke, due sorelle così unite da parlare, amare e sognare all’unisono.

Con loro Orlando Bloom e Domhnall Gleeson, in una storia surreale ambientata in Irlanda tra tribunali, stampa e un tunnel scavato nella montagna 🎬

📝 Recensione al link in bio
📸 @irene_mischiari 

#venezia83 #mostradelcinemadivenezia
  • Abbiamo tuttə avuto un momento “Orlando Bloom”. 

#Venezia83 | Per le foto, ringraziate @irene_mischiari

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