Fabio De Luigi e Miriam Leone sono solo le portate principali di una commedia frizzante ed acidula presentata alla stampa stamattina al cinema Adriano di Roma.

 

Metti la nonna in freezer trova il suo avvio da uno strano caso di cronaca avvenuto poco tempo fa: in un paesino nei dintorni di Cuneo, ben quaranta famiglie occultavano i cadaveri dei nonni pur di continuare a recepire la loro pensione. L’idea si è insinuata nella mente di Nicola Giuliano (produttore della Indigo Film) che, insieme allo sceneggiatore Fabio Bonifacci, hanno mescolato i diversi ingredienti a disposizione per dar vita ad una black comedy di ottima fattura.

I due registi, Giancarlo Fontana e Giuseppe Stasi, alla loro opera seconda nel mondo del lungometraggio, hanno un nutrito passato nella televisione e nell’ambito dei media non lineari: realizzatori dello spoof trailer satirico Inception_Berlusconi, si sono occupati della realizzazione di una serie di promo per X Factor e hanno collaborato ad Un Due Tre Stella di Sabina Guzzanti.
Il loro primo film, Amore oggi, è originariamente pensato e realizzato per Sky Cinema ed approderà nelle sale del circuito The Space soltanto successivamente.
Secondo i due, girare il film per la Indigo Film è stato un vero sogno e, ancor di più, lavorare su una sceneggiatura così ben calibrata. Con un’opportunità come questa, il salto dal piccolo al grande schermo non può che avere buon esito anche se il risultato dipenderà tanto dal modo in cui questa black comedy sarà accolta dal pubblico.

 

Partendo dal fatto che le black comedy in Italia non siano un genere frequente, si è passati ad un rapido excursus sui protagonisti di questo film. Ciò che ne è emerso è che il team di Metti la nonna in freezer è molto affiatato: tra tutti gli interpreti, registi e chi ha lavorato al film vi è una grande trasparenza ed una grande complicità.
Ma se i principali interpreti sono già stati visti più volte dal grande pubblico in ruoli comici, chi non ci si sarebbe aspettati di trovare in una black comedy come questa, sono Miriam Leone e Barbara Bouchet.
Secondo la Leone

Sono felice del ruolo, mi serviva per lasciarmi andare l’energia, per essere più leggera, planare più lieve sulle cose.

Per la Bouchet, invece, ottenere il ruolo della nonna è stato un gran traguardo

Ho sempre detto a tutte le interviste “Fatemi vecchia, fatemi brutta, toglietemi di dosso il simbolo del sesso.” A quanto pare non sono invecchiata abbastanza per pretendere i ruoli di una nonna. In questo, è venuta in aiuto mia nipote, che ha fatto l’aiuto regista per questo film e mi ha fatto leggere il copione. I giovani registi mi hanno fatto il provino e mi hanno accettata. Per me è un piccolo scalino: spero che qualcuno, là fuori, dica “però, non più la Bouchet di una volta, può fare anche altro”.

Nel nostro paese, realizzare una commedia italiana brillante ed originale non è facile.
Alla domanda se i registi materani Fontana e Stasi abbiano avuto delle ispirazioni per realizzare questo film, rispondono

Entrambi ci ispiriamo a diversi tipi di cinema, (Fontana) americano e (Stasi) italiano: ciò dà origine ad una fusione di generi che danno origine ad un film pieno di livelli con citazioni, più che altro, inconsapevoli.

Come detto più volte nel corso della conferenza stampa, una caratteristica fondamentale del film è il senso di amarezza. Secondo lo sceneggiatore Bonifacci, il punto di vista concettuale è un fare malinconico. L’amarezza deriva dal fatto che è difficile essere onesti da soli. Uno dei personaggi principali, Simone (Fabio De Luigi) fa parte del corpo della guardia di Finanza e per lui è un continuo vivere tra una grande solitudine e per fronteggiare la disonestà, che viene spinto a scegliere tra l’amore e la legge.

Metti la nonna in freezer è stato scelto per fare parte della quarta edizione del progetto Adotta un film, promosso da 01 Distribution e Rai Cinema, per sostenere i giovani registi italiani, in partnership con i circuiti Uci Cinemas e The Space Cinema.
Per la stessa iniziativa, sono stati adottati precedentemente Smetto Quando Voglio di Sidney Sibilia, Se Dio Vuole di Edoardo Falcone e Veloce Come il Vento di Matteo Rovere.