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dungeons e dragons l'onore dei ladri
Martina Barone

Dungeons & Dragons - L'onore dei ladri: recensione del film

Tags: chris pine, dungeons & dragons, Dungeons & Dragons: L'onore dei ladri
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Dungeons & Dragons - L'onore dei ladri: recensione del film

Tags: chris pine, dungeons & dragons, Dungeons & Dragons: L'onore dei ladri

Dal 29 marzo arriva al cinema Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri, avventura in stile anni Ottanta per il film tratto dall’omonimo gioco da tavola

La trama ufficiale di Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri

Un affascinante ladro e un gruppo di improbabili avventurieri realizzano il colpo del secolo recuperando una reliquia perduta.Ma le cose si mettono male quando il gruppo si imbatte nelle persone sbagliate.

Nel cast di Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri: Chris Pine, Michelle Rodriguez, Regé-Jean Page, Justice Smith, Sophia Lillis, Hugh Grant

Recensione di Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri

Nel giro di pochissimo tempo giungono al cinema e in televisione opere provenienti da altre dimensioni, così possiamo definirle, intermediali. Bacino che è da sempre pronto ad accogliere queste ibridazioni: lo ha mostrato The Last of Us, si attende di vedere come lo farà SuperMario Bros. ed è stato in grado di rappresentarle il Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri di John Francis Daley e Jonathan Goldstein, entrambi alla stesura della versione su grande schermo del gioco da tavola, affiancati nella collaborazione da Michael Gilio.

È di quest’ultimo l’idea della storia, nata assieme al collega Chris McKay. Coraggiosi nel volersi cimentare in un’inedita versione del gioco omonimo nonché svago preferito dei personaggi di Stranger Things, il cui primo debutto cinematografico nel 1990 con nel cast anche un interprete della caratura di Jeremy Irons non ha riscosso alcun successo, diventando anzi uno s-cult per eccellenza. Sorte infausta che non tocca però Chris Pine e il resto del risonante gruppo d’attori che trascina dietro in un’autentica avventura. Quella in stile pellicola anni Ottanta che trova spazio solamente per l’intrattenimento, tralasciando fuori qualsiasi altra perplessità o criticità.

La commedia in Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri

dungeons e dragons l'onore dei ladri
Credits: Eagle Pictures

Nella delineazione del destino dei personaggi del film, sono tre gli aspetti principali su cui può appigliarsi e venir decretata una medaglia di merito all’adattamento di questo Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri. Innanzitutto c’è la consapevolezza di rendere la commedia all’interno dell’opera non soltanto un escamotage o un espediente, ma porla come il vero e proprio genere da dover seguire ai fini del trattamento del racconto.

Non usufruendone come lubrificante o intermezzo nella pesantezza di una costruzione fantasy, ma improntando la risata come incantesimo primo con cui ammaliare gli spettatori, riuscendo in tal modo a giungere al tono ben definito con cui narrare le gesta dei protagonisti, mentre si muovono freneticamente tra le risate del pubblico. 

Gli inserti ludici di D&D

dungeons e dragons l'onore dei ladri
Credits: Eagle Pictures

Punto a cui va seguendo di conseguenza la seconda componente di riuscita di Dungeons & Dragons, quel non aver sottovalutato nel momento della scrittura la costruzione di una storia che risultasse credibile e facile da seguire. Che non volesse solamente mescolare come in un calderone indefinito i richiami al gioco da tavola, senza riuscire a donare loro una base solida su cui creare la missione dei personaggi, ma comprendendo che senza quei timoni narrativi non ci sarebbe stato alcun racconto e senza alcun racconto non ci sarebbe stata alcuna partita.

I riferimenti al mondo ludico di D&D ci sono, la pellicola stende una narrazione lineare, ma fa anche percepire spiccatamente gli inserti del gioco in cui bisogna portare avanti la propria campagna, come trovandosi di fronte a un master che giostra ogni mossa o a una combinazione di dadi che rende le svolte imprevedibili.

L’ottimo cast di Dungeons & Dragons – L’onore dei ladri

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Credits: Eagle Pictures

E, per finire, è la scelta e l’interpretazione dell’ensemble attoriale a rendere concreto il risultato convincente del film, dove al leader di Pine si contrappone una Michelle Rodriguez che si dimostra sempre adatta quando c’è da mettere in scena la fisicità di un personaggio, nonché un subdolo cattivo interpretato da Hugh Grant, di cui porta il peculiare humor inglese.

Anche se, fra tutti, è il sapersi prendere in giro di Regé-Jean Page a risaltare, pur vedendo lo sforzo dell’attore nel volersi togliere ancora di dosso le vesti del duca di Simon Basset della serie Netflix Bridgerton, sapendolo fare pur non brillando per qualche innato talento, mettendosi però nella posizione di potersi e sapersi sbeffeggiare. Le pedine sono posizionate, il divertimento è a un lancio di dadi e l’intrattenimento vi aspetta, pieno di magie, esseri incantati, camei inaspettati e spassose scene post-credit. 

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