SI PUò ODIARE IL NATALE? CHIEDIAMOLO AD ALESSANDRO GASSMANN, DOPPIATORE DE IL GRINCH, DAL 29 NOVEMBRE AL CINEMA

A Roma è stato presentato l’ottavo film animato della Illumination Entertainment, distribuito dalla Universal Pictures: Il Grinch, basato sull’amato classico di Natale del Dr. Seuss.

Ospite speciale del verde evento (per capire di cosa stiamo parlando vi invitiamo a seguire i nostri Social) è stato Alessandro Gassman, acclamato attore italiano che la divisione italiana della major ha deciso di chiamare per doppiare il protagonista del film, ruolo che in originale è stato dato a Benedict Cumberbatch.

Sono stato molto contento di tornare a doppiare, è stata un po’ una prima volta per me, diversa dalle esperienze precedenti, qui parliamo di un personaggio chiuso, livoroso, segaligno”, ha dichiarato l’attore riferendosi al suo lavoro ne La Strada per El Dorado, Il Piccolo Principe e in Gatta Cenerentola, svolto rispettivamente nel 2000, 2015 e 2017. “Ma più che esser contento di questa novità, di questa centralità nel film, sono contento del risultato. Mi ha aiutato tantissimo la direzione di un professionista come Marco Mete e l’avere la voce di un attore come Benedict Cumberbatch in cuffia (abbiamo tonalità simili, anche se la sua è un po’ più metallica). Doppiare è un mestiere fisico che necessita esser attori. Si deve esser pronti a muoversi, a mangiare o a bere se i propri personaggi fanno quello. Anche perché questi film, pur essendo costruiti e fantastici, sono credibili.

Ma ad Alessandro Gassman piace il Grinch? Assolutamente sì.
A me il Grinch piace e in particolare, anche rispetto al film precedente, ho apprezzo questa rivisitazione perché nonostante sia un cartone riesce a esser una perfetta storia di Natale, la storia di un diverso: lui è verde mentre gli altri sono rosa. Ma l’aspetto più bello è che la storia spiegherà che in realtà la sua diversità non esiste, partendo da una semplice parolina di una piccola bambina. Poi c’è dietro una qualità altissima.

L’attore ha detto di aver potuto doppiare cronologicamente il film (cosa che non accade spesso) così da poter vivere il crescendo di emozioni del suo personaggio, commuovendosi. Se devo trovare un messaggio politico, visto che Dr. Seuss prima di scrivere storie era anche un politico, direi l’inclusione, fondamentale per il momento storico che viviamo. Il Grinch dimostra fin dall’inizio che questa sua chiusura è frutto di altro e lo spettatore non vede l’ora di scoprire cosa c’è dietro che non funziona.

E se potesse doppiare o interpretare un altro cattivo sicuramente sceglierebbe Frankenstein, forse per colpa della sua altezza, elemento comune all’iconico mostro.

Ma cosa guardava da piccolo Alessandro? Il celebre Pinocchio di Luigi Comencini e Pomi D’Ottone e Manici di Scopa, sperando ogni notte di spiccare il volo con il suo letto. Forse lo spera ancora oggi, come ha spiegato successivamente L’animazione americana ha grandi esempi per spiegare quando sia possibile il coinvolgimento e il divertimento con questo mezzo sia di grandi che piccoli.” L’importante, per colpa della sua tata, è non raccontargli più Cappuccetto Rosso.

Impossibile, poi, non citare il ruolo di Vittorio Gassman ne Il Re Leone, “Il fatto di avere un “padre-Mufasa” è stato bellissimo sia per me che per mio figlio oggi”, e la sua stima per un altro grande esempio di doppiaggio italiano per un film d’animazione: Gigi Proietti in Aladdin.

Non c’è pirotecnica vocale maggiore alla quale abbia mai assistito.”

Photo Credits: Universal Pictures IT