SIAMO DAVVERO SICURI CHE IL GRINCH ODI IL NATALE? LA RECENSIONE DEL FILM

A distanza di 18 anni dal primo adattamento cinematografico (dal secondo se considerazione la serie televisiva), Illumination Entertainment e Universal Pictures presentano Il Grinch, l’ottavo film animato degli studi d’animazione divenuti famosi per Cattivissimo Me e ispirati dal libro di Dr. Seuss.

Questa la sinossi ufficiale:
“Il Grinch vive una vita solitaria in una grotta sul Monte Crumpet, con il suo fedele cane Max come unica compagnia. Con un covo pieno di strane invenzioni e complicati aggeggi che utilizza per le sue necessità quotidiane, il Grinch incontra ogni tanto solo i suoi vicini del paese di Who-ville, dove è costretto a recarsi quando termina le scorte di cibo. Ogni anno a Natale i Nonsochì interrompono con la sua tranquilla solitudine con le loro celebrazioni sempre più fastose, più luminose e più rumorose. Quando i Whos dichiarano che festeggeranno il Natale tre volte più in grande dell’anno precedente, il Grinch si rende conto di avere solo un modo per proteggere la pace e la tranquillità: rubare il Natale. Per fare ciò, decide che si travestirà da Babbo Natale la notte della vigilia, arrivando addirittura ad intrappolare una renna apatica e disadattata per farle tirare la slitta. Nel frattempo, giù a Who-ville, una ragazzina esuberante che insieme alla sua banda di amici le studia proprio tutte per intrappolare Babbo Natale mentre fa il suo giro per consegnare i regali alla vigilia di Natale, solo per ringraziarlo per l’aiuto dato a sua madre, una donna single oberata di lavoro. A mano a mano che il Natale si avvicina tuttavia, il suo piano bonario rischia di scontrarsi con quello più scellerato del Grinch. Riuscirà Cindy-Lou Who a coronare il suo sogno di incontrare finalmente Babbo Natale? E riuscirà il Grinch a porre fine una volta per tutte al festoso chiasso degli Whos?”

Due tipologie di persone potrebbero andare in sala per guardare questo film.

Le prime sono i bambini, gli spettatori più facile da portare al cinema essendo un lungometraggio realizzato interamente in CGI. E spesso, purtroppo, l’animazione viene banalmente vista non tanto come tecnica narrativa quando come “genere” esclusivo per i più piccoli.

Poi ci sono le diverse generazioni che a partire dal 2000 hanno conosciuto il personaggio grazie al film di Ron Howard con Jim Carrey, che entreranno in sala incuriositi dal ritorno cinico personaggio di Dr. Seuss.

Vi facciamo una piccola anticipazione: probabilmente gli unici a uscire pienamente soddisfatti dalla sala saranno i bambini.

Guardando questo nuovo Grinch è chiaro come l’obiettivo degli studi sia stato quello di realizzare una nuova versione dell’iconico mostro peloso, lontana e poco paragonabile alle precedenti. Il nuovo abitante di Monte Crumpet è simpatico, sicuramente accattivante per i bambini ma per nulla cattivo. Accantonando così la chiave di lettura più spinta, ambigua e sessualmente evidente che il personaggio ha regalato agli spettatori quasi due decenni fa, questa nuova versione è determinata a esser divertente e ha come necessità quella di spiegare al pubblico quanto possa esser brutta la solitudine più che l’ipocrisia del Natale.

Sequenza dopo sequenza, gag dopo gag, questa scelta diventa sempre più evidente e “brandizza” il film sotto lo stile commerciale della Illumination Entertainment. Questo, ovviamente, non è un demerito ma un significativo mutamento per i fan più adulti del Grinch, che in qualche modo già lo conoscevano e apprezzavano per il proprio cinismo.

Eliminando alcuni personaggi per attualizzare e rendere vicino alle ultime conquiste di Hollywood i personaggi presenti a Who-ville (il sindaco diventa una sindaca, la madre di Cindy-Lou è single, la piccola bimba ha dei compagni di avventura e non l’intera città contro) o salvandone altri regalandogli più scene (come accade per il fido Max), il film contestualizza tutto in un mondo che sembra una piccola Disneyland, pronta a essere esplorata, pervasa dalle musiche di Danny Elfman.

Così, nonostante il pubblico più adulto continuerà a preferire la versione precedente pur riconoscendo la bellezza di questo nuovo addatamento, il film animato delle e sulle feste per famiglie è pronto per far parlare di se e, a giudicare dalla cura impiegata per realizzarlo e dalla politica degli studi, non ci stupiremmo se tra due anni potessimo vedere nuovamente il Grinch sul grande schermo.

Per il momento, se provvisti di bambini, vi consigliamo di scappare in sala per godere di un’avventura ricca di risate, semplice e con una morale sempre attuale.