Si è tenuta ieri a Roma la conferenza stampa di Loro 2, alla presenza del cast, tra cui Toni Servillo ed Elena Sofia Ricci, il regista Paolo Sorrentino e il cosceneggiatore Umberto Contarello.

Per Paolo Sorrentino, giocare a capire chi interpreta chi non ha senso, anche perché alcuni sono personaggi puramente fittizi.
Nella fattispecie, fare un film su persone reali è più complicato di quanto non si creda. La figura del Papa in The Young Pope era inventata e inserita in una cornice di verosimiglianza, sottoposta ad un’inventiva assoluta. Nel caso di Loro, i personaggi devono sottostare ad una dimensione inventiva contenuta.

Photo Credits: Universal Pictures – Twitter

Viene fatto notare che durante la lavorazione Sorrentino avesse annunciato che Loro sarebbe stato un film dai toni non politici, ma un film per dimostrare quanta complessità ci fosse dietro un’apparente semplicità. In effetti, come afferma lo stesso regista napoletano, il film è politicamente schierato.

“Il senso del film è indagare la dimensione dei sentimenti dietro i personaggi. La rivelazione delle tante e diverse forme di paura, sia nei giovani che negli uomini e donne di mezza età. E in Berlusconi.
I fatti sono storici. Ciò che può essere attuale sono i sentimenti, che rimangono i medesimi nei secoli e si sviluppano in maniera diversa”.

Per quanto riguarda l’affrontare, lo studiare i personaggi pubblici di Veronica Lario e di Silvio Berlusconi, nel loro mondo privato, Elena Sofia Ricci dice “Faccio fatica a parlare di un personaggio reale. Ho letto la biografia, letto la sceneggiatura, e ho pensato che ci fossero temi che riguardassero noi donne. Il tema del disincanto, della fine di un amore importante, il senso di malinconia, la paura della vecchiaia. Mi sono fatta guidare come una danzatrice di tango, ho messo il mio sentimento, quello che una donna può aver vissuto, sentimenti che molte donne conoscono”.

Toni Servillo si dice fortunato di aver fatto Il Divo, perché “avevo la possibilità di mettere a confronto l’uno con l’altro, dovendo interpretare un personaggio reale e politico. Il divo era un personaggio divo, nel senso con cui si attribuiva questa qualifica agli imperatori romani. Si muoveva nei palazzi della politica, con un’introversione che alimentava il mistero. Questo personaggio è diverso, è un divo necessariamente estroverso, che si pone al centro della scena politica con un estroversione che ne fa quasi un personaggio da cinema, qualcuno che con la sua presenza occupa in maniera ossessiva l’interiorità di chi tenta affannosamente di imitare con le azioni il modello senza riuscirsi. Era la cosa che mi interessava di più. Quando la sceneggiatura offre una scena come lo sdoppiamento scena con Ennio Doris che aveva lo stesso volto, è una zona che si allontanava dalla cronaca per raccontarla col cinema. Distanza dagli spazi della politica, il modo in cui Paolo lo affronta in un Eden sardo, il suo stato sopravvivenza, si alimenta del potere, un potere che si alimenta condizione sopravvivenza. Non pianifica ma aspetta momento per entrare in scena. Sono anni che abbiamo vissuto. È un personaggio realizzato senza nessun approccio di tipo troppo meticoloso nell’’imitare ma nel seguire fedelmente l’indicazione che sembrava emergere dalla sceneggiatura in forma onirica”.

La figura di Veronica Lario, oltre a rappresentare le donne, rappresenta quella di almeno mezza Italia. Sorrentino non vuole puntare il dito contro qualcuno: pensa che i libri e il cinema siano gli ultimi avamposti nella comprensione di qualcosa, non solo per capire ma per essere comprensibili.
La tenerezza è la parola che la fa da padrona in Loro. Lo stesso Umberto Contarello, sceneggiatore del film (insieme a Paolo Sorrentino), dice che “nella vita delle coppie, ci sono delle scene che preannunciano un addio, in cui avvengono delle lunghe e dolorose discussioni, dove tutto si intreccia, vita privata e misteri coltivati, domande non fatte”.

In ultima battuta, Loro racconta un universo in difficoltà.
La storia d’amore è il punto di partenza, una delle chiavi di lettura possibili. Il modo più efficace e inedito per provare a raccontare delle persone d cui si è letto e sentito tanto.
Si va oltre il personaggio pubblico, oltre le caratteristiche che gli sono proprie, concentrandosi su un corpo molto eloquente. Il titolo del film ha una potenza simbolica, perché può essere declinato in più modi. Noi, loro, lui.
Detto in soldoni, Loro è uno sguardo su un periodo che ha delle sue caratteristiche, negli anni che vanno dal 2006 al 2010, che sono figlie degli anni ’90, un decennio poco esplorato. Con caratteristiche che accompagnano anche gli italiani: un timido tentativo di raccontare attraverso personaggi inventati o reali di raccontare anche noi.

Loro 2 arriva al cinema dal 10 maggio 2018 distribuito da Universal Pictures