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Ambizione, recensione: su Netflix la serie tv sul confronto generazionale più antipatica di sempre

Tags: netflix, Recensione, serie tv

Sinossi ufficiale di Ambizione:

La Generazione X cerca di stare al passo con la modernit?, i social media e un mercato del lavoro in evoluzione, ma non riesce ad avere una visione d’insieme. ? innegabile che il divario e le differenze tra le due generazioni siano profonde. In questo scenario s’innesta la storia di Asli, che cerca la via pi? breve per arrivare in alto invece di ricorrere al duro lavoro. La serie si domanda se, usando i metodi moderni per conquistare il rispetto di tutti, Asli potr? vincere o finir? per perdere.

Recensione di Ambizione:

Si associano alle ultime lettere dell?alfabeto inglese, ma le categorie generazionali di cui sentiamo cos? tanto parlare sono divise in anni di nascita ben specifici. La Gen X ad esempio, ? quella indicata nel bacino fra il 1965 e il 1980, mentre quella Z fra il 1997 e i primi anni ’10 del XXI secolo. In mezzo, fra gli ultra quarantenni e gli adolescenti, ci sono i trentenni ed oltre della Gen Y, nati tra il 1981 e la fine degli anni ’90. In quel gap c?? dentro un mondo: differenze di mentalit? e approccio alla vita, (in)stabilit? economica e posizioni di rilievo, disillusione e impegno civico, assuefazione alle leggi dei social network e l?imperativo dell?apparire quale unico modo per essere.

A quelle due distanti mentalit?, figlie del periodo storico in cui si ha avuto la fortuna o la sfortuna di essere venuti al mondo, la nuova serie Netflix Ambizione pone le basi per un dramma dai contorni thriller ambientato nel mondo spietato dell?informazione televisiva, contrapponendo le suddette generazioni a due personaggi femminili candidate, cos? come l?intero progetto, ad essere elette a protagoniste seriali pi? antipatiche di sempre.

X & Z

Quest?idiosincrasia urticante verso Lale Kiran (Birce Akalay), anchor woman di una testata giornalistica turca di spicco, e la sua nuova stagista Alsi (Irem Sak), studentessa disposta a tutto pur di infangare l?aura d?intoccabilit? che circonda la prima, sta principalmente nel modo in cui la sceneggiatrice Meri? Acemi, gi? nota in piattaforma per Love 101, tratteggia entrambe con piglio di perfezione autocompiaciuta, agli antipodi nel ruolo che assumono in azienda ma inquietanti facce della stessa decadente e immorale medaglia.

In particolare, ? sulla giovane che sembrano accanirsi le pi? becere meschinit?: s?intrufola come stagista con una facilit? che lascia attoniti; manipola chiunque le capiti a tiro; assume la psicologia a seconda chi ha davanti; scatena l?ira degli utenti Twitter con notizie false sulla moralit? della vip. Insomma una bugiarda patologica che sceglie la via pi? comoda piuttosto che la gavetta, e forse pure assassina visti i lampi di flashfoward che ci mostrano all?inizio del pilot un cadavere disteso in una pozza di sangue, e interpretata (non bastasse) da un?attrice davvero poco esperta, la quale sceglie di recitare con due occhi sgranati in perenne stato di consapevole malvagit?.

A Lale Kiran dovremmo invece riporre una dose flebile di simpatia: ? lei il bersaglio del sabotaggio di Alsi; ? lei la donna in carriera a cui sta per essere preso tutto; ? lei la madre di due figlie e moglie di un marito perbene; ? lei che ha lavorato duro per essere cos? in alto.

L’insopportabile Ambizione

Niente di tutto questo. Ambizione ? sconfortante e intollerabile anche nei pochi o nulli sprazzi d?umana debolezza che lascia avidamente qua e l? nell?approfondimento (se ce ne fosse mai uno) della psicologia delle due, delineando la controversia fra le stesse attraverso un voiceover invadente e invalidante che le paragona metaforicamente a un leone e a un uccello, come fosse una caccia fra un predatore e una preda a ruoli invertiti, pronti a ribaltare la situazione e sferzare il corpo mortale.

Il ritratto che viene fuori non ? una riflessione cinica ma intelligente sul dislivello generazionale di due et? anagrafiche e concettuali che sul mondo del lavoro vengono ovviamente chiamate allo scontro, ma solamente una serie tv inutilmente superficiale, caricaturale nell?incarnare le dinamiche di potere, l?antitesi fra l?analogico e il digitale, i valori del pre-social e quelli che ne sono invece succubi. Scambiare l?essere ambiziosi per l?essere fastidiosi ci vuole davvero molto poco, sta tutto nella scrittura dei personaggi: e scrivere una buon ?cattivo? non ? cosa da tutti.

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