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La primavera della mia vita
Martina Barone

Colapesce Dimartino ci parlano del loro film La primavera della mia vita

Tags: Colapesce Dimartino, La primavera della mia vita, Sanremo 2023
La primavera della mia vita
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Martina Barone

Colapesce Dimartino ci parlano del loro film La primavera della mia vita

Tags: Colapesce Dimartino, La primavera della mia vita, Sanremo 2023

I cantautori siciliani, dopo Sanremo, arrivano in sala col film-evento La primavera della mia vita in sala il 20, 21 e 22 febbraio

Se vi manca Sanremo non preoccupatevi, il Festival della musica italiana viene direttamente da voi. Seppur in un’altra forma, con un’inedita veste. Da una parte con la docuserie in tre puntate Sento ancora la vertigine incentrata sulla figura di Elodie e disponibile dal 20 febbraio su Prime Video, dall’altra con la pellicola che segna l’esordio al cinema dei cantautori Colapesce Dimartino

Il film si intitola La primavera della mia vita ed è diretto da Zavvo Nicolosi, lo stesso regista degli iconici videoclip della coppia musicale siciliana, che ampia la propria visione artistica approdando anche nell’ambito del cinema. In fondo alcuni dei lavori fatti con le canzoni del duo erano già annoverabili come piccoli gioielli dell’audiovisivo contemporaneo, basti pensare al lavoro svolto con Musica leggerissima e, a un anno di distanza, proprio con il brano Splash presentato a Sanremo 2023. 

La primavera della mia vita: evento speciale al cinema!

La primavera della mia vita sarà in sala come evento speciale il 20, 21 e 22 febbraio e segnerà l’arrivo nell’industria cinematografica di una coppia di artisti che ha confessato di avere da sempre il sogno di potersi confortare con una dimensione come quella del grande schermo. Un’opera a cui hanno lavorato mettendosi alla scrittura assieme al regista Nicolosi e allo sceneggiatore Michele Astori, portando all’interno del racconto i miti della loro terra natale, mescolati a un pizzico di surrealtà, solitamente presente anche nei loro componimenti musicali.

In questa loro avventura li hanno seguiti anche alcuni amici come Madame e Brunoni Sas che si sono prestati a dei piccoli cameo, così come Roberto Vecchioni, che ha accettato di far parte della follia di Colapesce Dimartino.

La trama di La primavera della mia vita

La primavera della mia vita
Credits: Vision Distribution

La pellicola La primavera della mia vita tratta di due amici che non si parlano da tre anni e che si rincontrano dopo tempo per intraprendere un viaggio. Da una parte Lorenzo vuole cercare di convincere il suo vecchio compagno musicale a rimettere insieme il duo che hanno sciolto e tornare così a lavorare insieme. Dall’altra Antonio desidera solamente rimettersi in contatto con quel compagno perduto, così da poter compiere un passo importante per la sua vita, avendolo al proprio fianco.

Tra misticismo, religioni e semini da mangiare, nel film i protagonisti sono portati a esplorare la parte più magica della Sicilia per tracciarne poi un libro che ne racchiuda le storie e le mitologie. U’avventura reale e metaforica in cui anche gli spettatori sono invitati, per una pellicola dall’aria irreale, che rispecchia il gusto artistico dei suoi interpreti principali.

La parola al cast di La primavera della mia vita

La primavera della mia vita
Credits: Vision Distribution

Colapesce Dimartino hanno presentato il film raccontando delle loro aspirazioni cinematografiche, cosa si aspettano da questa pellicola e come è stato raggiungere il compimento di un altro obiettivo all’interno della loro esperienza artistica.

Colapesce: “Prima dell’album I Mortali il grande sogno era il cinema. Purtroppo non avevamo una lira. Abbiamo raccolto però nel corso degli anni una serie di idee che scrivevamo nelle note del telefono. Come fruitori siamo dei grandi appassionati e non abbiamo un genere preciso che ci piace o a cui ci rifacciamo. Divoriamo qualsiasi tipo di cinema: dagli horror classici alla comicità di Franco e Ciccio”.

Dimartino: “Ricordo uno di questi appunti di cui parla Lorenzo, lo avevamo scritto per l’appunto tra le note. Ci sarebbe stato lui che entrava in una stazione e dal megafono sentiva la voce della mamma che gli diceva di mangiare. Alla fine è una scena che non abbiamo inserito nel film, come tante di queste situazioni che ci sono venute in mente, ma che non abbiamo poi messo. Alla fine La primavera della mia vita è diventato un road movie tra autostrade e mito. Il fulcro del viaggio in macchina è stato ciò su cui ci siamo basati. Anzi, proprio all’inizio la storia parlava del mio personaggio che doveva andare a rottamare una sua vecchia macchina e voleva il suo amico vicino per compiere l’ultimo viaggio. Invece alla fine, in qualche modo, abbiamo realizzato un film sul fallimento, come cantiamo in Splash. Che è poi ciò su cui, in fondo, basiamo la nostra amicizia!”

Il regista Zavvo Nicolosi: “C’è molta mitologia greca in La primavera della mia vita. Nel momento della scrittura del film mi è venuto in mente Il sacrificio del cervo sacro, Le Metamorfosi e il voler unire tutti questi aspetti ai racconti sulla Magna Grecia legati alla Sicilia. Se dovessero chiedermi di dire che atmosfere si trovano nell’opera direi che ha qualcosa dei film anni Settanta e Ottanta di Massimo Troisi come Non ci resta che piangere, con una spruzzata di Paris, Texas di Wim Wenders”. 

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