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Drive-Away Dolls: recensione del nuovo film di Ethan Coen
Alessio Zuccari

Drive-Away Dolls: recensione del nuovo film di Ethan Coen

Tags: Drive-Away Dolls, Ethan Coen, Margaret Qualley
Drive-Away Dolls: recensione del nuovo film di Ethan Coen
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Alessio Zuccari

Drive-Away Dolls: recensione del nuovo film di Ethan Coen

Tags: Drive-Away Dolls, Ethan Coen, Margaret Qualley

Il regista e sceneggiatore statunitense va in regia solitaria su una sceneggiatura scritta assieme a Tricia Cooke.

Sregolato, buffo, irregolare, cialtrone, slabbrato. Forse troppo slabbrato, oltre quel voluto in cui Drive-Away Dolls si immerge fino al collo. Ethan Coen, che per questo film molla il fratello Joel e si mette in coppia artistica con la moglie esordiente Tricia Cooke, vuole giocare. E in maniera esagerata, raccontando una storia di liberazione sessuale lesbica a ritmo di road movie ed equivoci. Mette in mescola tempi e generi, transitando per un noir strapazzato sotto acidi e trainato dall’estro di personaggi tagliati a misura di macchietta. La formula smaccatamente pop, rimacinata come truciolato in una post-modernità che è ancora più post del post, si perde però da qualche parte tra la parodia decerebrata e la cornice queer.

Un road movie senza coordinate e segnaletiche

Drive-Away Dolls: recensione del nuovo film di Ethan Coen
Photo Credits: Universal Pictures

Tutto inizia in una Philadelphia sull’alba del ventunesimo secolo. È il 1999 e in un vicolo della città un uomo (Pedro Pascal) viene derubato di una valigetta. La valigetta finisce poi dritta nel bagagliaio di un’auto mezza scassata che deve arrivare entro un giorno, tassativo, a Tallahassee, Florida. La stessa città che devono raggiungere, guarda un po’, Jamie (Margaret Qualley) e Marian (Geraldine Viswanathan). E che per raggiungerla, guarda un altro po’, finiscono per noleggiare proprio quell’automobile in cui se ne sta quatta quatta la valigetta. Da qui gli eventi si accatastano a valanga uno sopra l’altro.

Jamie vuole godersi il viaggio ficcandosi in tutti i bar lesbo possibili, mentre giura di adempiere alla missione dichiarata di far fare sesso anche alla rigida Marian. Sulle loro tracce si mettono intanto gli scagnozzi (Joey Slotnick e C.J. Wilson) inviati dal Capo (Colman Domingo), a cui erano destinate inizialmente automobile e valigetta e a cui ora tocca rincorrere le ragazze per mezzi Stati Uniti. Su questa tontolona rincorsa del gatto al topo, dove di mezzo c’è anche l’ex fidanzata poliziotta e arrabbiatissima di Jamie (Beanie Feldstein), la sceneggiatura di Coen e Cooke fa la simpatica puntando tutto, letteralmente, sui dildi e sulle battute falliche. «I peni portano solo problemi», si dirà a un certo punto.

Drive-Away Dolls insegue insomma con sregolatezza una decostruzione della grammatica di genere tingendo il tutto con una verniciata di fiera e divertita omosessualità. Il problema è che il film riesce a surfare sopra la propria ironia caciarona fino a un determinato punto, cercando di sostanziare il suo sgangherato road trip negli ammiccamenti e nell’esagerazioni. Ma non si scende mai davvero nel camp o in una riuscita sintesi erotico-comica, come testimoniato anche dalla patinatura con cui la pellicola approccia alcune scene madri tra le due protagoniste.

Gonzo, ma con il contagocce

Drive-Away Dolls: recensione del nuovo film di Ethan Coen
Photo Credits: Universal Pictures

La sensazione è, poi, che tra Qualley e Viswanathan ci sia anche una netta differenza di volumi non tanto nei personaggi, chiaramente agli antipodi, ma anche nel modo di interpretare il punto di inevitabile incontro. Complice, ancora, una scrittura tutto sommato approssimativa, se non talvolta insospettabilmente pigra, e che si adagia parecchio sulla propria cacofonia, tra l’ennesimo MacGuffin-valigetta (poi in qualche modo concretizzato) e i cameo illustri, da Pascal a Matt Damon, passando per Miley Cyrus.

A chiudere bruscamente la porta in faccia c’è pure un lavoro sulle transizioni ‘da fumetto’ (il montaggio è sempre di Cooke) che appesantisce e sovradimensiona un lavoro che vuole farsi pazzo, allucinato e gonzo, ma che a conti fatti alla psichedelia si abbandona solo con il contagocce. Per essere un film senza freni, sulla macchina scagliata di Drive-Away Dolls si regge comunque fin troppo saldo lo sterzo. Si rimbalza e si deraglia, ma solo nel cortile noto di casa.

Drive-Away Dolls è al cinema dal 7 marzo con Universal Pictures.

Guarda il trailer italiano ufficiale di Drive-Away Dolls:

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