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Licorice Pizza: recensione del film di Paul Thomas Anderson
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Licorice Pizza: recensione del film di Paul Thomas Anderson

Tags: alana haim, licorice pizza, paul thomas anderson

Sinossi di Licorice Pizza:

Gary (Cooper Hoffman) e Alana (Alana Haim) si incontrano per le strade di Los Angeles negli anni Settanta. Il ragazzo cerca da subito di conquistare la ragazza pi? grande di lui, diventandone prima amico e poi socio in affari.

Recensione di Licorice Pizza:

Correre. Correre sempre. Correre verso un?attivit?, verso una ragazza, verso il futuro. Correre per fuggire da un pazzo, per inseguire una macchina della polizia. Ma soprattutto correre ogni volta uno verso l?altro, incontrandosi nel mezzo di quella corsa forsennata. Corsa che ? la vita, ? l?adolescenza, ? il diventare grandi. Corsa che ? il non fermarsi o il rischiare di farlo. Correre per non essere mai la stessa persona e correre per ritornare a chi si era prima. Correre per Paul Thomas Anderson ? l?espressione pi? sincera dell?amore, quella per se stessi in una libert? che l?autore sempre si concede nella propria filmografia e per quei personaggi che in Licorice Pizza trovano nella corsa la versione pi? reale del loro unirsi e starsi accanto.

Una corsa indietro nel tempo quella del cineasta che ritorna agli anni Settanta, non quelli sessuali e arditi del suo Boogie Nights del 1997, bens? quelli liceali di giovani senza barba e primi approcci amorosi destinati ad ardere e bruciare. Romanticismo che Anderson riprende dalla sua opera pi? dolce nella sua personalissima visione dell?amore, l?Ubriaco d?amore con Adam Sandler e Emily Watson assolutamente distanti dai Gary e Alana di Licorice Pizza dove ad accomunarli ? solamente la stessa rappresentazione del sentimento che va ad unire le persone. Le pulsioni secondo l?ottica di Paul Thomas Anderson, la nascita di un legame che rispetta la sublimazione della propria cinematografia, ma che nel film sull?America anni Settanta dei personaggi di Alana e Gary trova anche un?inaspettata delicatezza tutta speranzosa e adolescenziale.

Cosa vuoi diventare da grande

Anderson descrive ad immagini un universo che ? quello che i protagonisti contengono all?interno, quello che non ha bisogno di parole quando sono le azioni a esprimersi per loro, costruendo interazioni che potrebbero sussistere solamente in ?A Paul Thomas Anderson Film? e che per questo motivo riescono a sembrare talmente emozionanti e sincere durante la visione. Sequenze che scorrono con la velocit? di quegli anni di cambiamento, dove l?amore sembra per tutta la vita, soprattutto quando si tratta del primo. In cui la magia del futuro rende tutto possibile e non importano le stupidaggini che andremo a fare. Conta solamente chi siamo e cosa (crediamo) vogliamo diventare, godendoci tutto il percorso che ci porter? fino a scoprirlo.

? cos? che Gary e Alana in Licorice Pizza attraversano tanti lavori, mutando continuamente stato delle cose e perimetro delle relazioni. ? per questa tensione verso il dover essere e il dover fare, verso il dover realizzare e il dover costruire che i personaggi di Paul Thomas Anderson vengono descritti con tale fervore, come se non dovessero e non potessero mai fermarsi. Come se la corsa facesse interiormente parte di loro. Condizione immutabile per quell?et? in cui tutto scorre nel battito di un secondo, quello che ti senti in gola ad uno sfiorare delle mani o ad uno strusciare delle ginocchia.

La magia di Licorice Pizza, dentro e fuori lo schermo

Cooper Hoffman e Alana Haim sono geniali nelle interpretazioni dei loro Gary e Alana accomodandosi nella poeticit? stilistica di Anderson e al contempo generando in continuazione un?elettricit? tale da volersene come distogliere e continuamente ricrearsi. Incastonati perfettamente nei loro ruoli, i due attori offrono molto di pi? di quanto potrebbero solamente i loro personaggi, donano a quei volti e a quelli involucri delle suggestioni, delle fiamme con cui aizzare le azioni e i sentimenti che li avvicineranno e li allontaneranno. E, come spesso accade nel cinema di Paul Thomas Anderson, ? anche quello che c?? dietro che fa il bello dei suoi film. ? la collaborazione con una cantante come Alana che dal gruppo delle Haim diretto innumerevoli volte dal cineasta viene estrapolata per diventare protagonista di un suo film, chiamando a raccolta la propria famiglia e trapiantandola tutta all?interno della pellicola, sorelle e genitori compresi. Dando inoltre alla sua protagonista il proprio nome di battesimo. ? il debutto di Cooper Hoffman, figlio di Phillip Seymour Hoffman, che a sua volta fu nel primo film da regista Sydney di Anderson, creando un circolo fraterno e amicale in cui la meraviglia si consuma tanto dentro quanto fuori la macchina da presa.

La corsa di un autore che nel suo Licorice Pizza (ri)trova tutta una tenerezza che la ruvidezza delle proprie opere aveva assopito e che ? pronta a lasciarsi accarezzare dai pantaloni di velluto dei 70s sotto maglioni di cotone a coste. ? una bellezza che appartiene da sempre alla sua mano e visione, che passa velocemente di fronte ai nostri occhi alla velocit? di quelle gambe tra l?adolescenziale e l?adulto che si alzano al ritmo del correre. Correre, correre, correre. Correre e andare cos? lontano tanto da arrivare e trovare vita su Marte. Quella che canta David Bowie e che gi? caratterizza l?anima di Licorice Pizza. Un pianeta inesplorato, quello del domani, dell?amore, delle responsabilit?, dell?essere grandi, da cui si cerca insieme tanto di scappare quanto di andare incontro.

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