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Night Swim: recensione dell'horror prodotto da Jason Blum e James Wan
Alessio Zuccari

Night Swim: recensione dell'horror prodotto da Jason Blum e James Wan

Tags: bryce mcguire, kerry condon, night swim, wyatt russell
Night Swim: recensione dell'horror prodotto da Jason Blum e James Wan
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Alessio Zuccari

Night Swim: recensione dell'horror prodotto da Jason Blum e James Wan

Tags: bryce mcguire, kerry condon, night swim, wyatt russell

I due guru del genere orrorifico nel dietro le quinte dell’esordio cinematografico di Bryce McGuire. Ma la formula non è sempre vincente.

Non ci sono due nomi che meglio descrivono l’egemonia sull’horror pop contemporaneo come quelli di Jason Blum e James Wan. L’uno a capo della Blumhouse Productions, casa di produzione che nell’ultimo decennio ha fatto di numerosi progetti a bassissimo budget vere e proprie galline dalle uova d’oro. Per intenderci, sono sue realtà lucrative come le saghe di Paranormal Activity, Insidious, Sinister, ma anche progetti d’élite come Whiplash o Get Out. L’altro un precoce guru del terrore, che s’è inventato Saw, poi al timone di The Conjuring e infine dietro le quinte di molte altre opere del genere.

Non tutto ciò che toccano questi due re mida è però sinonimo di carattere vincente. Prendiamo Night Swim: un film che Blum e Wan producono in sinergia, andandolo a pescare a partire dall’omonimo cortometraggio del 2014 di Bryce McGuire e Rod Blackhurst. Per l’occasione fanno tornare McGuire in sceneggiatura e in regia, segnando il suo debutto sul grande schermo con un’opera che, una volta arrivati a fatica ai titoli di coda, manifesta grandi fragilità e povertà di sguardo.

Un concept esile e insufficiente

Night Swim: recensione dell'horror prodotto da Jason Blum e James Wan
Photo Credits: Universal Pictures

Sarebbe anche troppo semplice abbandonarsi a battute sul fiato corto di un’opera incentrata, letteralmente, sul nuotare in una piscina assassina. Intanto dell’intreccio si dice rapidamente. Dopo aver subito un grave infortunio, il giocatore professionista di baseball Ray Waller (Wyatt Russell) si trasferisce assieme alla moglie Eve (Kerry Condon) e ai due figli (Amélie Hoeferle e Gavin Warren) in una nuova casa con piscina. Loro non sanno nulla, ma il prologo di Night Swim anticipa allo spettatore che qui, decenni prima, è annegata in circostanze sovrannaturali una bambina. Non ci vuole molto perché anche i nuovi inquilini inizino a percepire strane influenze provenire dall’acqua, che ogni tanto rigetta fuori del pestilente liquido nero. Gira che ti rigira, Eve inizia ad essere scettica e a indagare, mentre Ray comincia invece a sentirsi improvvisamente meglio e rigenerato.

Quello che si capisce rapidamente essere il grande freno a mano del film, è la sostanziale incapacità di costruire drammatizzazione attorno al concept di fondo. Il tentativo della sceneggiatura di creare struttura psicologica sui protagonisti, vorticando dalle parti dell’ossessione di un pater familias sradicato dall’unica cosa che sa fare e di una madre che invece agogna una definitiva stabilità, è però un mandato per procura. Ogni rapporto, ogni gelosia, ogni sviluppo dei legami che intercorrono tra i personaggi – Russell e Condon con assegno in tasca e pilota automatico – è tentativo meccanico di sovrapporre una componente empatica alla singola, esile idea che sorregge il tutto. Quella, appunto, di una piscina assassina, vincente magari in un cortometraggio di cinque minuti (tanto durava l’originale) e terribilmente fatale nello sviluppo di un intero film.

Un film innocuo e fermo alla bozza

Night Swim: recensione dell'horror prodotto da Jason Blum e James Wan
Photo Credits: Universal Pictures

Appare intuibile a monte l’evidente, e forse insormontabile, difficoltà di creare varietà di soluzioni attorno a un cuore narrativo e tensivo così specifico. Infatti McGuire non solo si aggroviglia in una sceneggiatura che deve coprire lo spazio di 98 minuti di durata, ma anche e soprattutto in una regia carente di inventiva e lavoro sull’immagine. Quando si è a terra si procede a singhiozzi e irricevibili inquadrature al rallentatore, quando si è in acqua si prende in prestito un po’ qui e un po’ lì, su tutti da Lo squalo, It e Il mostro della laguna nera. Poi si mescola in un contenitore insufficiente nell’utilizzo dell’effettistica visiva, privo di identità e privo anche di angoscia, di cuore in gola, di shock.

Quello di Night Swim è insomma un horror che è tale perché si ritrova affibbiato sul petto un bollino di produzione ben riconoscibile ed associabile. E non perché sappia mettere mai davvero in dialogo la sua intuizione – che poi è solo una singola immagine – all’impalcatura che gli viene calata con ingiustificabile pigrizia sopra la testa. Il lavoro di McGuire appare fermo alla bozza, vittima di una volontà produttiva che tenta l’ennesimo colpo ad effetto e si schiuma invece in un fastidioso quanto innocuo sciabordio.

Night Swim è al cinema dal 22 febbraio con Universal Pictures.

Guarda il trailer italiano di Night Swim:

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