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Roar, recensione: su AppleTV arrivano le fiabe immaginarie di donne reali

Tags: Apple, AppleTV, Roar

C?? stato un periodo in cui in Italia non si poteva andare a letto senza leggere Storie della buonanotte per bambine ribelli. Bisognava tenere il libro sul proprio comodino, scorrere le pagine per conoscere le esistenze di donne meravigliose che avevano raggiunto i propri obiettivi. Cento personaggi femminili che diventavano per l?occasione cartacei, i quali prendevano ognuno dalla vita reale non per romanzarla o romantizzarla, bens? per dimostrare come anche saper conquistare i propri obiettivi poteva rivelarsi la pi? lodevole delle imprese. Fiabe che non riguardavano torri invalicabili o l?attesa di principi azzurri, ma il raggiungimento di uno scopo per cui ci si sentiva predestinate e che queste donne hanno stretto tenendolo vicino al proprio cuore e alla propria mente per farne il dono pi? grande che sapevano, prima di ogni altra cosa, di meritare.

Ora Storie della buonanotte per bambine ribelli rimane una raccolta da dover mantenere sempre a portata di mano, ma accanto al lavoro pubblicato dalle autrici Elena Favilli e Francesca Cavallo c?? da aggiungere l?insieme di racconti racchiusi nel Roar di Cecelia Ahern rilasciato nel 2018. Un libro questa volta dedicato a un viaggio nella fantasia di donne che, pur non essendo reali, riescono a prendere da quanto di pi? autentico ? possibile riscontrare nella quotidianit? che non ? solo di oggi, ma che riguarda questioni e argomenti ancestrali che collegano il genere femminile di ogni tempo e ogni spazio.

Le favole da leggere di Roar

? pur vero che la raccolta, diventata serie tv antologica per AppleTV+, ha dalla propria l?esplorazione di una contemporaneit? legata alla maniera in cui vengono osservate e in cui si vanno ad approcciare tematiche che erano impossibili da prevedere anche solo venti o trenta anni addietro. Ma che nel prodotto audiovisivo riescono a restituire la sensazione di poter essere quanto mai attuali e, al medesimo tempo, esistenti da sempre. Come la percezione di appartenere a una dimensione che faccia puramente parte di un immaginario irreale eppure cos? attinente e riportabile all?esistenza di una fetta significante del genere umano.

Proprio come nella forma letteraria anche Roar suddividendosi in otto episodi, ognuno auto-determinante, si concentra ogni volta su quelle che si ha il presentimento di vedersi narrate come delle fiabe le quali contengono al proprio interno una morale da dover carpire, che si rivela con facilit? e immediatezza allo spettatore e spiazza proprio per questa sua limpidezza destabilizzante quanto ammaliante. Una facilit? di lettura che non ? indice della semplicit? dei racconti proposti o della loro banalit?. Un?ovviet? che ? anzi all?opposto necessaria affinch? il messaggio arrivi in maniera diretta e perforante all?interno del pubblico, che proprio nella surrealt? degli eventi posti come allegoria della memoria, del rimorso, della violenza e della trasparenza trova uno zoccolo incredibilmente duro in cui lo spettatore finisce per sbattere, meditando e rimanendone toccato.

Tutte le forme della femminilit?

La femminilit? non viene usata come scusa per portare un?altra serie nella schiere delle uscite che servono alle piattaforme e non ? nemmeno una materia che rimane come facciata durante il susseguirsi degli episodi. ? in verit? una lente di ingrandimento posta dalle creatrici di GLOW Liz Flahive e Carly Mensch, che tentano di indagare l?epidermide di cui solitamente viene restituita solo la superficie e che invece con il loro Roar conserva molto pi? nel sottosuolo muto e silente che si vuole lasciar intuire piuttosto che gridarlo in faccia a chi ? disposto ad ascoltare.

Un ossimoro se si pensa al titolo della serie. Ma che proprio in questa contrapposizione genera un giocoforza che ? quello su cui da sempre le donne hanno dovuto fare affidamento e potranno continuare a farlo sentendosi per? pi? comprese e affiancate. Perch? i timori delle protagoniste che vediamo nelle puntate sono gli stessi di coloro che andranno ad osservarle. Sono quelli taciuti e che si credeva profondamente personali, ma che in realt? riguardano un ventaglio larghissimo di donne, di persone, di anime che vagano a volte insicure, a volte scoraggiate, a volte sedute su di una mensola tormentandosi sul dover essere belle o intelligenti, non credendo di poter scegliere di essere entrambe. Un altro libro di storie della buonanotte con protagoniste moderne di moderne novelle, che come le pi? classiche e canoniche delle favole hanno qualcosa da dirci e da dover tramandare.?

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