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Cristiana Puntoriero
The Mother: recensione del film Netflix con Jennifer Lopez
Tags: film, netflix, Recensione
Una micidiale assassina esce allo scoperto per proteggere la figlia che aveva abbandonato anni prima e sbarazzarsi di un gruppo di uomini pericolosi.
Se c’è un’attrice dello star system che ha sempre dato l’impressione di essere fra le più affidabili, Jennifer Lopez sull’abnegazione al suo mestiere ci ha costruito una carriera intera. Inossidabile, centratissima e professionale al limite dello stacanovismo, l’icona pop portoricana si è destreggiata oltre la musica, oltre il canto, oltre la performance, garantendosi ‒ anche contro chi l’ha snobbata ingiustamente come intuiamo dal docufilm Halftime ‒ un proprio percorso attoriale fra cinema e piattaforme che la equipara ‒ almeno per anzianità di curriculum ‒ alle più considerate colleghe di Hollywood.
A vederla in The Mother, ad esempio, pare che la Lopez si sia preparata al ruolo da almeno un paio d’anni: la vediamo possedere un fucile di quello usati dai cecchini per sparare a chilometri di distanza, con una stessa scrupolosità chirurgia di chi è uscito ieri dall’addestramento militare. Inoltre, è intenta a districarsi in scene di inseguimenti con ogni veicolo possibile (su motociclette, furgoni, automobili; su scale, discese nevose, viottoli strettissimi ), per non parlare della nonchalance con cui si rotola sul cemento di un parcheggio nascondendosi fra una macchina e l’altra, escogitando una via di fuga dall’uomo che la sta inseguendo, prima squartando il pavimento di una macchina semidistrutta e poi intrufolandosi dentro giusto il tempo di inserire la retromarcia e schiacciarlo fino alla morte.
Madonna rediviva come suggerisce un bellissimo frame che la ritrae in un cappuccio bianco che le incornicia il volto mariano, in The Mother Jennifer Lopez è una donna senza nome guidata unicamente dall’istinto protettivo, che la porta a rintanarsi in Alaska per addestrare la figlia che non ha potuto crescere alla violenza e alla difesa come unica arma di sopravvivenza, una cattività che la equipara più volte a una lupa con i suoi cuccioli che appaiono nel film come sorta di metafora animalesca della sua stessa condizione.
Il film di Niki Caro trova nella prestanza della Lopez l’artiglieria pesante da sfoderare in mancanza perlopiù di una sceneggiatura che a tratti fatica a risultare credibile nelle lunghe due ore di svolgimento. L’antefatto che ha portato la protagonista alla sua fuga infatti, ci viene presentato in flashback senza approfondire il reale rapporto con i due villain in questione (Gael García Bernal e Joseph Fiennes), trovando la loro vendetta unicamente come appiglio narrativo alla freddezza razionale della donna-eroina.
Magnetica come ogni sua prestazione, che sia sul palco o su set, è la Lopez il vero fulcro di The Mother, un’operazione d’intrattenimento che per certi aspetti è solida e ben costruita (ottima la colonna sonora), in cui la star ha modo di esaltare le sue caratteristiche fisiche ed espressive, presentando un personaggio spigoloso e respingente, capace però di creare un ponte emotivo con lo spettatore, soprattutto giustificando e percependo la dolente rinuncia alla maternità mancata.