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Thunder Force: Melissa McCarthy e Octavia Spencer eroine per caso
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Thunder Force: Melissa McCarthy e Octavia Spencer eroine per caso

Tags: film netflix, Melissa McCarthy, octavia spencer, Recensione, thunder force

Sinossi di Thunder Foce:

A seguito della caduta di raggi cosmici sulla terra che hanno causato la trasformazione genetica di pochi eletti, Chicago ? minacciata dai miscredenti: sociopatici e criminali pronti a distruggere la citt?. Lily e Emily, amiche da una vita, diventeranno le Thunder Force, un duo di supereroine che dopo aver escogitato un trattamento che conferisce loro super poteri, saranno le uniche a poterla salvare.

Per rendere giustizia a Thunder Force, stavolta, bisogna essere onesti. Il cinema non ? fatto da capolavori, e nemmeno gli si chiede di esserlo. La Settima Arte piuttosto, trova la sua grandezza proprio sulla differenza, in quella commistione di generi, di sguardi e di modalit? che (anche) attraverso il paragone decretano il valore di un film. Se esistessero solamente capolavori la comparazione verrebbe annullata (e di conseguenza il mestiere del critico). D?altro canto, nell?era contemporanea, siamo difronte a un fenomeno dilagante che man mano sta modificando non solo le modalit? realizzative di un progetto e la sua distribuzione, bens? sta creando l?ancora pi? spinosa e pericolosa fenomenologia dei ?prodotti? che siano Netflix, Amazon e via discorrendo. Le (non pi?) neo piattaforme si rendono disponibili ad abbracciare quanti pi? registi o progettazioni, finanziando e accogliendo nel proprio catalogo una vastit? incontrollata di prodotti (appunto), che nell?amalgamarsi inosservato all?interno dell?enorme offerta, molto spesso si prestano a visioni disattente, sbadate, anonime che nello spettatore ? ?a sua volta disattento, sbadato, anonimo ? non vi lasciano traccia alcuna.

In Thunder Force, una delle ultime produzioni aziendali della grande N, l?unica traccia rimasta non ? il superpotere duramente conquistato da Melissa McCarthy e Octavia Spencer per sobbarcarsi l?arduo compito di salvaguardare l?incolumit? di una Chicago minacciata dai miscredenti, ma ? piuttosto quella dell?eroico spettatore riuscito ad arrivare ai minuti finali del film. Duole dirlo, perch? il quinto lungometraggio del regista-attore (e marito della McCarthy) Ben Falcone, spira infondo una gran tenerezza nella sua genuina consapevolezza di conoscere bene i suoi limiti e nel giocare, quanto possibile, con quell?autoironia che ha reso l?attrice de Una Mamma per Amica e Can You Ever Forgive Me? una delle star hollywoodiane pi? vicine a donne moderne e imperfette che, spazzando via stereotipi estetici irrealistici, ? garanzia di divertimento e ottima recitazione.

Il film parte da un presupposto sovrannaturale di una sorta di mutamento genetico di pochi che a seguito della caduta di raggi cosmici sulla terra, ha modificato il DNA di alcuni sociopatici e li ha resi i?miscredenti. Anni dopo quel catastrofico impulso interstellare accaduto nell?83, la giovane e nerd Emily, sogna la rivalsa da quelle creature che le hanno ucciso i genitori genetisti, studiano affannosamente fisica, chimica e scienze di ogni tipo per scovare un modo possibile di trasformare persone comuni in supereroi a tutti gli effetti. Il dono della super forza lo incarner? vent?anni dopo una goffa e scoordinata Lydia (McCarthy), venuta nell?enorme edificio sci-fi dell?ora scienziata Emily (Octavia Spencer) per ricucire un?amicizia interrotta bruscamente in adolescenza.

Seduta per puro caso nella poltrona del laboratorio tecnologicamente avanzatissimo dell?altra, sul volto di Lydia, suo malgrado, verr? iniettato un potente serio per avviare un processo corporeo che triplicher? la forza muscolare. Non avendo pi? scelta, sar? dunque Lydia a assumere massicce dosi di un?altra strana formula per donarle l?altro potere: quello dell?invisibilit?. Le due diventano le Thunder Force: fianchi larghi orgogliosamente coperti da una tuta da supereroina, pronte a sfidare il trio di miscredenti che mette a rischio il paese, tra cui il candidato sindaco Bobby Cannavale e l?uomo-granchio Jason Bateman.

Comicit? al servizio della fantascienza, o commedia che incontra l?azione, Thunder Force incanala sulla stessa via i generi cinematografici che riescono ad accontentare tutti, trovando proprio nella miscellanea annessione delle due una platea che potremo definire ?famigliare?. Il film per?, nonostante gli effetti digitali per nulla posticci ma anzi capaci di emanare il senso di potenza energetica, non riesce a definirsi n? una buona commedia, n? un buon film sui supereroi, rimanendo nel limbo incolore della mediocrit? da prodotto digitale. Le due attrici, dal canto loro, premono sulla caratterizzazione di personaggi di donne moderne, imperfette, facilmente identificabili che si ritrovano supereroine per caso, in una sorta di Gotham City dell?Illinois pietrificato sulla paura di oscure forze inumane.

Oltre a stilemi di canovacci pi? che navigati di film alla Marvel maniera, Thunder Force si diverte forse troppo a sollazzarsi con lo spiccato humor personale della McCarthy, che a lungo andare, tra allenamenti e sforzi fisici portati all?iperbole all?interno del laboratorio della luminare, finisce per sfiancare anche lo spettatore, divertito forse ma che non vede l?ora di riposarsi, finalmente, dal film stesso. Ci si augura, riprendendo la riflessione iniziale, che Netflix inizi a setacciare con maggior piglio i progetti da inglobare sotto la propria ala. Perch? se, come nel caso di Thunder Force, il riverbero di un film debba essere non sul valore cinematografico stesso ma sulla propria condizione di prodotto numerico figlio dell?iper-digitale famelico, allora la questione ? pi? ampia (e considerevole) del previsto.

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