Venom, il nuovo cinecomic Sony Pictures, vi aspetta al cinema dal 4 ottobre

2018… il mondo è invaso da cinecomic di ogni tipo. La presenza dei supereroi al cinema è una costante da tempo e il pubblico che va a vederli è numeroso e variegato. In questa realtà cinematografica è facile trovare l’appassionato di fumetti seduto accanto ad un papà con prole al seguito che come massima espressione del fumetto avrà letto le vignette sulla Settimana Enigmistica.

Pubblico vario, eterogeneo, con interessi diversi ma unito dalla richiesta di provare divertimento. Questo porta incassi da capogiro e numerosi film in uscita (forse troppi), in lavorazione e in programmazione. Un’epoca d’oro con un grosso limite: abbiamo eroi di ogni forma e tipo che ci illuminano la strada ma un vuoto di figure ibride, complesse… insomma, nessuno per ora ha avuto il coraggio di proporre un antieroe con la sola esclusione dell’irriverente Deadpool.

Ora c’è lui, VENOM, il protettore letale, quell’atto di coraggio che mancava in questo universo. O almeno questo è quello che ci si aspetta.

Il lato oscuro, quella parte che dentro ad ogni uomo lo spinge ad andare oltre le regole, oltre le normali norme di comportamento, oltre la comune etica morale.

Quel lato oscuro che ognuno si aspetta di trovare nel più famoso antagonista dell’Uomo Ragno e che, purtroppo, non emerge a causa della vera lacuna del film: la mancanza di coraggio.

Il coraggio di strutturare una storia più complessa ed oscura riguardo il personaggio, il coraggio di realizzare un film violento (o almeno un pochino) senza necessariamente cadere nello splatter ma almeno da trasmettere allo spettatore la forza e l’aggressività che il simbionte può avere in uno scontro, il coraggio di caratterizzare i personaggi in modo più iconico, significativo, importante. Questo è ciò che poteva essere Venom ma che Venom non è.

Le potenzialità di questa pellicola, così come l’aspettativa del pubblico nei confronti del film, erano enormi e ben alimentate da una serie di trailer capaci di coinvolgere lo spettatore in modo molto efficace. A pochi giorni dall’uscita del film, la critica mondiale lo ha semplicemente distrutto, definendolo banale, poco accattivante e superficiale. Ma è davvero così pessimo? A nostro avviso no!

Certo, il risultato poteva essere migliore, soprattutto nella prospettiva che Sony Pictures sviluppi un universo cinematografico parallelo a quello Marvel/Disney, usando tinte più dark e con l’utilizzo di personaggi più borderline rispetto agli Avengers e all’universo che ruota attorno a loro. 

Venom parte molto lentamente con la presentazione e la costruzione dei personaggi principali attraverso una trama discretamente semplice e non particolarmente incisiva. Dopo aver mostrato come i simbionti (sono più di uno) siano stati portati sulla terra, la storia narra di come il giornalista d’inchiesta Eddie Brock (Tom Hardy), in un momento di successo, veda andare a rotoli tutta la sua vita lavorativa e sentimentale, e questo per essersi spinto oltre nell’indagare sulle attività illecite del geniale fondatore della Life Foundation, Carlton Drake (Riz Ahmed).

La presentazione coinvolge tutti i personaggi cardine della storia senza particolari sussulti, senza creare empatia con lo spettatore. Fortunatamente tutto cambia nel momento in cui si uniscono il terreste Eddie e l’alieno Venom. La gestione del dualismo di due anime all’interno della stessa mente è il vero punto forte del film, anche grazie all’interpretazione ottima di Hardy. I dialoghi, in questo frangente, sono divertenti e la resa del rapporto uomo-simbionte accompagna il pubblico fino al termine della pellicola.

Detto ciò, dall’apparizione dell’alieno in poi si evidenzia tutta la mancanza di coraggio da parte della produzione: l’aggressività del simbionte è percepibile ma mai realmente visibile e, soprattutto, l’azione all’interno della pellicola non è chiara, significativa, importante. Tutto questo lascia l’amaro in bocca per ciò che poteva essere ma non è stato.

I limiti di Venom sono evidenti nella sceneggiatura, troppo piatta e prevedibile, e nella volontà di non abbracciare completamente l’oscurità del protagonista per raggiungere un pubblico più vasto. Chiaro è l’intento della Sony di divertire e non di spaventare, ma la speranza è quella che ci possano regalare nuovi capitoli, più oscuri, più violenti, più profondi. Altrimenti sarà una… CARNEFICINA. 😉